16 agosto 1837
BRUCO



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

¹ Corse soltanto il cavallo scosso per un infortunio accaduto al fantino Storto in una Mossa annullata. (cfr.)

G. di E.Barbetti VALDIMONTONE Spavento
M. di M.Amaddii LUPA (Storto ¹)
M. di F.Santini TARTUCA Beppaccio
B. di G.Piazzesi TORRE Bonino
M. di G.Soldatini LEOCORNO Pipistrello
G. di A.Garuglieri SELVA Maremmanino
G. di A.Garuglieri AQUILA Campanino
M. di S.Barlucchi PANTERA Brutto
M. di G.Bruni ISTRICE Diavoletto
M. di G.Ceccarelli BRUCO Gobbo Saragiolo

GIUDICI DELLA MOSSA: Orazio De Vecchi e Alessandro Bandini

CAPITANO VITTORIOSO: Pietro Micchi

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1836
Il fantino non vinceva dal 16 agosto 1836




Vinse il Bruco correndovi il Gobbo Santini detto Saragiolo nel cavallo di Giuseppe Campelli oste. La prima mossa non fu buona per non essere stati in tempo tutti i fantini ad avere il nerbo parte restarono fermi, e parte scapparono cioè il Valdimontone la Selva l'Unicorno e la Lupa quale cadde subito a S.Martino con gran danno del fantino che non fu più in grado di montare a cavallo, onde alla seconda mossa si presentò il cavallo scosso, e fatto fermare insieme cogl'altri, fu data la seconda mossa nella quale scappò primo il cavallo della Lupa passato poi dalla Tartuca che si mantenne prima per più di una girata, passata poi dal Bruco che vinse il Palio. La detta corsa non fu onorata dalla presenza del nostro Reale Sovrano. Lo spettacolo fu decorato nel seguente modo prima vennero i dieci tamburi delle Contrade che correvano, poi il carro portante il Palio, e le bandiere delle Contrade che non correvano, la comparsa delle Contrade che correvano, venne la banda comunale, e le duplici bandiere che non correvano, in ultimo i fantini.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)