18 agosto 1833
LUPA



1° CAPPOTTO REALIZZATO DA PIPISTRELLO

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

B. di F.Gigli VALDIMONTONE Gobbo Saragiolo
M. di G.Batazzi LEOCORNO Stecco
M. di P.Coppi BRUCO Giacco
B. di S.Chiarini CHIOCCIOLA Bonino
M. di L.Jacopi LUPA Pipistrello
M. di D.Bruttini ISTRICE Lucca
M. di G.Bellaccini PANTERA Cicciolesso
B. di C.Paolini GIRAFFA Ghiozzo
S. di G.Pasciarelli TARTUCA Campanino
M. di A.Felli TORRE Maremmanino

GIUDICI DELLA MOSSA: Celio Perini Brandadori e Giovanni Cosatti Casolani

CAPITANO VITTORIOSO: Angela Barbarulli
PRIORE VITTORIOSO: Carlo Sacchi

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1820
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1833




Vinse il Palio la Contrada della Lupa col cavallo morello di Lorenzo Jacopi oste, restato scosso per essere caduto alla prima girata a S. Martino il fantino Giovanni Brandani detto Pipistrello unitamente alla Giraffa ed al Leocorno. Caduta la Lupa entrò primo il Bruco che tale si mantenne fino all'ultima girata nella quale fu passato da due cavalli scossi, della Giraffa, e della Lupa il primo dei quali la vincita del Palio fu passato dai due cavalli scossi che il secondo vinse il Palio. I cavalli furono assegnati alle Contrade la mattina della festa dell'Assunta ma le prove non furono fatte che al giorno dopo pranzo. Il nerbo ai fantini non fu dato che presso la mossa. Le Contrade che corsero furono = Istrice, Bruco, Chiocciola, Valdimontone, Giraffa, Leocorno, Lupa, Pantera, Tartuca e Torre. La detta Festa fu decorata oltre il solito, primieramente vi comparve il carro che portava il Palio ove erano appese le bandiere delle 7 Contrade che non correvano, indi vennero i dieci fantini e cavalli delle dieci Contrade destinate per la corsa, quindi una banda istrumentale seguita dalle duplici bandiere delle 17 Contrade, e poscia ne venivano le comparse delle 10 Contrade che correvano erano vestiti con soliti abiti della Comune forniti di tutto il numero di 102 si vidde in seguito venire altra banda, e quindi una comparsa di 60 cavalieri vestiti di velluto che precedevano un carro rappresentante l'incontro dell'imperatore d'Austria Federigo III con Eleonora principessa di Portogallo sua sposa seguito in Siena nell'anno 1481 in occasione che si portavano a Roma ad incoronarsi. La detta corsa fu onorata dalla presenza di sua altezza imperiale e reale Leopoldo II unitamente alla di lui novella sposa Maria Antonia real principessa di Napoli, ed all'arciduchessa Mam lui sorella, che arrivò la prima a Siena la sera del di 13 agosto, mentre i detti reali sposi fecero ingresso solenne in Siena la sera del di 14 scortati da numerose torcie delle 17 Contrade, e accompagnati da due bande, e da raddoppiate bandiere con più da diversi fanciulletti, alcuni dei quali vestiti da geni, ed altri di giardinieri in n° di 4 per ciascuna Contrada. Nella mattina della festività dell'Assunzione di Maria Vergine si fece il solito servizio di chiesa alla Metropolitana, coll'intervento dei nostri real personaggi, e di tre vescovi suffraganei (presso gli scrittori ecclesiastici questa voce, a rigore, significa il Vescovo soggetto all'Arcivescovo o Metropolitano. Fu così detto perché dava il suffragio o voto nella elezione del suo Arcivescovo), oltre il nostro Arcivescovo, e nel dopo pranzo vi fu la solita Carriera dei barberi ed altra Corsa di cavalli sciolti, fu data nel giorno 16 dalla Contrada del Valdimontone, e nella sera di detto giorno fu data dagl'Accademici Rozzi una festa di ballo nelle loro stanze. La sera poi del 17 dalla nobil Conversazione del Casino fu data altra festa di ballo, e nel 18 ebbe luogo la Corsa alla tonda sopra descritta. Il giorno poi del 19 fu la festa data sulla Lizza rappresentante una fiera cinese eseguita come appresso: presso la statua dell'Ercole al principio della Lizza era stato eretto il palco per la regia corte, ed all'intorno del prato della Lizza vi erano i padiglioni delle 17 Contrade, e internamente da una parte vi era un palco per l'estrazione delle 30 doti da conferirsi a sorte dalla Comune, e dall'altra in faccia al precedente altro palco pel gioco della tombola, e due palchetti per le bande istrumentali, e quattro botteghe di mercanzie, e nel luogo detto il Tegame nella parte superiore due botteghe che una per la trattoria e l'altra pel caffè ed accanto a queste altro palchetto per la banda. La detta festa fu aperta dalle 17 Contrade alle ore otto della mattina e durò fino all'aurora del giorno susseguente, nel corso di questa festa furono inalzati due globi areostatici, vi fu la cuccagna, l'altalena, e furono fatti dei giochi di forza, e nella serata furono incendiate due macchine di fuochi artifiziati, e ciascuna Contrada cenò sotto la sua tenda mentre nel mezzo del prato della Lizza fu dato principio ad un ballo campestre. Le Reali persone si degnarono di venire tre volte a detta festa, nella stessa sera fu data da sua eccellenza il signor governatore Chigi una festa di ballo nel suo palazzo: la Nazione ebraica pur volle festeggiare la presenza in Siena del nostro Sovrano con illuminazione della Asinagoga (Asinagoga è grafia popolare, con intento spregiativo che forse sfugge allo scrivente, di Sinagoga, il Tempio israelitico che sorge nel quartiere di Salicotto fin dal 1756), nella sera del 20 avendo fatto l'ingresso alla medesima dalla parte di S. Martino. Finalmente la sera del di 21 vi fu la festa di ballo a corte, e nel di 22 i reali coniugi alle ore quattro pomeridiane lasciarono Siena, essendone precedentemente partita l'arciduchessa Maria Luisa.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)