16 agosto 1831
TORRE



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

M. di P.Coppi CHIOCCIOLA Bonino
M. di S.Guerranti DRAGO Cicciolesso
M. di P.Donati VALDIMONTONE Pipistrello
B. di A.Bandini LEOCORNO Ciuffetto
B. di G.Batazzi TORRE Brutto
M. di D.Ciabattini BRUCO Stecco
M. di A.Rubini CIVETTA Ghiozzo
M. di S.Felli LUPA Campanino
M. di G.Pasciarelli GIRAFFA Vecchio
B. di A.Agnelli TARTUCA Gobbo Saragiolo

GIUDICI DELLA MOSSA: Luigi Romualdi e Girolamo Ballati Nerli

CAPITANO VITTORIOSO: Bartolomeo Niccolini

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1829
Unico Palio vinto da questo fantino





15 agosto. Non fu eseguita la solita Carriera alla lunga in detto giorno mediante una continua pioggia, che fu rimesso nel giorno 17, che riportò il premio la cavalla baja dorata inglese marcata di numero 7 del signor Silvestro Gasperini di Firenze raccomandata al nobile signor cav. Francesco Bandini Piccolomini. I cavalli erano in numero di sette. La carriera riescì assai garosa. La mossa parimente bella, e tutto eseguito sotto la direzione degli illustrissimi signori marchese Girolamo Ballati Nerli, e Luigi Romualdi Deputati agli spettacoli.

16 agosto. Vinse il Palio la Contrada della Torre correndoci Carlo Brandani detto Brutto nel cavallo bajo di Giovanni Batazzi. La carriera fu poco garosa perché, scappata dalla mossa prima la Torre, tale sempre si mantenne, e vi fu solo un poco di contrasto alla prima girata con la Tartuca, che fu subito trattenuta dalla Lupa, e quindi a forza di nerbate fu tenuta sempre indietro, dopo di che entrò secondo il Bruco, e terza la Civetta, che tali si mantennero fino a vincita di Palio, le altre Contrade nulla figurarono. La predetta corsa fu onorata dalla presenza del regio sovrano Leopoldo II unitamente alle due minori figlie, alla sorella Maria Luisa, ed alla granduchessa, vedova Maria Ferdinanda. In detta festa oltre le due bande strumentali comparve un carro denotante il Trionfo di Cesare scortato da alcune divinità campestri, qual carro fermatosi sotto il Casino ove erano le predette regie persone, fu cantata dai rustici abitatori della compagnia di detta dea una canzone. Il detto carro era preceduto da dieci compagnie di garzoncelli, e donzelle vestiti con i colori analoghi delle respettive Contrade, che festeggiando danzavano. Il tutto eseguito sotto la direzione dell'illustrissimi signori Marchese Girolamo Ballati Nerli, e Luigi Romualdi Deputati agli spettacoli.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)