16 agosto 1826
NICCHIO



L'ordine NON è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

G. di G.Batazzi LUPA Ghiozzo
B. di E.Barbetti ISTRICE Brandino
B. di P.Buonfiglioli GIRAFFA Figlio di Caino
G. di S.Felli TARTUCA Gobbo Saragiolo
M. di F.Gigli NICCHIO Cicciolesso
M. di L.Bianciardi PANTERA Piaccina
B. di G.Batazzi VALDIMONTONE Caino
B. di F.Gigli CIVETTA Farfallino *
M. di G.Ghezzi DRAGO Pacini Maniscalco
M. di S.Felli LEOCORNO Bonino

GIUDICI DELLA MOSSA: Enrico Mocenni e G.Battista Pannilini

CAPITANO VITTORIOSO: Pietro Gambi

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1799
Il fantino non vinceva dal 27 settembre 1824




Principio della festa alla tonda. In quest’oggi Carriera alla tonda che ebbe il suo principio alle ore 6 e ¾ e terminò alle ore 7 e ½. Si veda il Programma Mocenniano in fine del presente libro al N. 35. Festa in Piazza. Festa di quest’oggi della Corsa alla tonda. Si principia dalla Cavalleria per rendere pulita la Piazza, Banda di Poggibonsi, Palio con donzelli a cavallo vestiti alla Spagnola, che fatto il giro del Campo, deposero il Palio sotto la persona di S. A. R. e I. al Casino. Ingresso nel corso delle Contrade. Ingresso delle Contrade vestite alla Spagnola, come regolato il Programma, fatto il giro di esse fù dato il segno per che si accostassero i cavalli con i fantini, e questi salirono a cavallo al Casato, e non nella Pianata conforme il consueto. Cattiva mossa perché si è voluto fare delle novità. S’accostarono al canape tenuti i cavalli dai respettivi Barbareschi che ne nacque una confusione e barattino di posto, che fù data la mossa malamente, ed a forza d’urli del Popolo. Veramente il Maggiore Enrico Mocenni aveva bene data la mossa alla lunga che i dieci cavalli furono posti con il petto al canape. Ma la mossa di questo giorno fù tumultuo. Scappata dalle mosse, e cattura della Tartuca fatta dall’Istrice. Data malamente la mossa scappò primo il Nicchio, secondo la Civetta, terza e quarta l’Istrice e Tartuca, e l’Istrice prese la Tartuca e la portò entro S. Martino, e la tenne fino alla terza girata. Cosa malfatta per che sortiti dal corso ogniuno è libero. Perché l’Istrice fece questo per una mancia ricevuta dal Priore dell’Istrice, e perché quando vinse il Palio la Chiocciola con il Gobbo Saragiolo, il Ciaj aveva promesso molto a Brandano, poi poco gli diede, onde siè ricattato con tenere il Gobbo perché non lo vincesse. Birbata sopra birbata perché la Tartuca non ha che fare con il Ciaj, ne con Puccini è affare tutto d’astio e di vendetta. Si corse con sei cavalli e vinse il Nicchio. Riprendiamo il filo, il Nicchio sempre primo benché perseguitato dalla Civetta, Chiarini e Piaccina caddero, onde nel corso non vi erano se non che sei Contrade, che fecero come l’oche una dietro l’altra, e finì che il Nicchio riportò la vincita. Era anni ventisette vincendolo il 16 agosto 1799. Fù un bel corso di carrozze ed essendo onorato dalle LL. AA. RR. e II. per due giri.

(Da "Diario sanese di Antonio Francesco Bandini" a cura di Antonio Zazzeroni)