18 agosto 1822
TORRE



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

B. di G.Lamioni DRAGO Vecchia
S. di G.Soldatini ONDA Caino
M. di G.Morandi PANTERA Serafinaccio
M. di P.Buonfiglioli LEOCORNO Ghiozzo
M. di G.Barbetti VALDIMONTONE Brandino
M. di A.Rogani CHIOCCIOLA Pesce
S. di G.Savoi GIRAFFA Sbarbatino *
M. di A.Lippi OCA Bonino
M. di G.Batazzi SELVA Belgrado
B. di S.Pagliai TORRE Mugnaino *

GIUDICI DELLA MOSSA: Adriano Pieri e Giuseppe Bindi Sergardi

CAPITANO VITTORIOSO: Giuseppe Amerighi

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1816
Unico Palio vinto da questo fantino




15 agosto. Fu corso il solito Palio alla lunga e riportò il premio la cavalla inglese del signor Gaetano Bordoni di Bologna. I cavalli erano in numero di sei. La carriera riescì poco bella per non essere stata garosa.

18 agosto. Vinse il Palio la Contrada della Torre correndoci Giovan Battista Lurini detto il Mugnaino col cavallo bajo scuro di Stanislao Pagliai per l'ottava volta vincitore. Si remise il Palio al detto giorno per essere festivo, e li cavalli furono dati il 15 a ore 7 antimeridiane. La corsa fu garosa, essendo stati primi a vicenda Valdimontone, Torre, e Pantera. Alla terza girata arrivò primo al solito termine il Valdimontone, che si azzuffava con la Pantera, ed essendo stato tirato il mortaletto prima che fossero arrivati al Casino dei Nobili, ove era in quel giorno il termine della corsa, le predette rallentarono il corso, ed allora la Torre, che era la terza entrò prima, e vinse il Palio, che credeva averlo vinto il Valdimontone. La mossa fu bellissima. Il Leocorno con buon cavallo fece alla prima girata a S.Martino una precipitosa caduta, ed il cavallo dell'Onda, che era parimente buono, avendo urtato alla prova in un colonnino della voltata del Casato, molto soffrì, e non poté correre il Palio. La detta Corsa fu onorata dalla presenza del granduca Ferdinando III, sua consorte, e figlia, arrivati a Siena fino dalla sera del 10 agosto, e dall'arciduca Leopoldo arrivato la mattina del 15 detto. La loro dimora fu fino al 19 agosto. La festa suddetta fu decorata con due bande di strumenti a fiato, essendone venuta una da Massa, con le duplici bandiere delle 17 Contrade, comparse vestite alla greca, e con un carro grandioso in fine rappresentante l'Apoteosi di alcuni celebri fantini sull'Olimpo omerico con diverse divinità, che gettavano al popolo delle poetiche composizioni, dopo del qual carro venivano i dieci atleti sopra i respettivi destrieri.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)