17 agosto 1819
ISTRICE



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

S. di G.Fusai LEOCORNO Ferrino Minore
B. di D.Bruttini GIRAFFA Piaccina
M. di G.Magnelli ISTRICE Ferrino
B. di P.Masoni AQUILA Francino
M. di A.Lippi BRUCO Foramacchie
B. di G.Petri DRAGO Bonino *
M. di F.Parronchi CIVETTA Brandino
M. di D.Meini ONDA Vecchia
B. di S.Pagliai LUPA Caino
S. di S.Cassuto TORRE Belgrado

GIUDICI DELLA MOSSA: Ferdinando Ballati Nerli e Cosimo Finetti

CAPITANO VITTORIOSO: Alessandro Lorenzetti
PRIORE VITTORIOSO: Giuliano Pianigiani

La contrada non vinceva dal 19 agosto 1818
Il fantino non vinceva dal 19 agosto 1818




Vinse il Palio la Contrada dell'Istrice correndo Francesco Morelli detto Ferrino Maggiore nel cavallo morello di Giacomo Magnelli. Partirono quasi tutti assieme dal canape, benché la Lupa scappasse la prima; la carriera fu interessante fino alla svolta del Casato alla seconda girata, ma quivi caddero la Giraffa, e la Civetta, e la Lupa fu passata dall'Istrice che divenne primo, e si mantenne tale fino alla vincita. Il Palio fu corso alla presenza di sua altezza imperiale e reale il gran duca Ferdinando III, e dell'augusta sua figlia l'Arciduchessa Maria Luisa. Non ebbero luogo le comparse alla greca, ma le Contrade entrarono in Piazza col seguente ordine, cioè: drappellone, trombe, e tamburi, due bandiere, e poi due cocchi a quattro ruote e due cavalli con l'auriga, ed una eroina per ciaschedun cocchio con vestiario analogo e decente, e così successivamente le altre. I cavalli di rimonta con gualdrappa e coperta della respettiva contrada condotti da un palafreniere vestito di bianco. I cavalli destinati per la carriera col fantino sopra. Il carro trionfale rappresentante l'Arbia esultante con entro dieci figure almeno con vestiario analogo, che distribuivano molte copie di un sonetto composto dal signore Tommaso Sgricci poeta estemporaneo di relazione del signor cavalier Antonio Piccolomini Bellanti, ed alloggiato in di lui casa. Chiudeva la marcia la nostra pubblica banda strumentale, e un corpo di soldati a cavallo. Il Palio fu trasferito al 17 perché il dì 16 fu impedito da una dirotta pioggia che durò fino a ore cinque e mezzo pomeridiane. Le Contrade che corsero furono Leocorno, Giraffa, Istrice, Aquila, Bruco, Drago, Civetta, Onda, Lupa, Torre. Essendosi portata la Contrada vincitrice a fare la sbandierata al Regio Palazzo, il Sovrano regalò di propria mano cinque zecchini al Capitano, e altri tre zecchini al fantino. Nel dì 15 agosto detto, giorno di domenica, e della festività dell'Assunzione al Cielo di Maria Santissima speciale Avvocata della città fuvvi il solito Palio alla lunga, e riportò il premio il cavallo del signor Luigi Maggi di Roma raccomandato all'illustrissimo signor Pio Augusto Stasi di Siena. I cavalli segnati nella nota erano nove, ma soli otto andarono alla mossa, essendo mancato quello del signor Niccola Maestri di Bologna. La mattina circa le ore undici fuvvi servizio di chiesa; ed il reale Sovrano che si trovava a Siena intervenne alla Metropolitana con l'augusta sua figlia l'arciduchessa Maria Luisa, col seguito dei ciamberlani, dame di corte, magistrature, funzionari pubblici facenti funzioni. La messa fu cantata da monsignor arcivescovo Ridolfo Brignole, e vi assisterono, oltre il nostro cardinale arcivescovo Anton Felice Zondadari, i vescovi di Montalcino, e di Grosseto Giacinto Pippi e Fabrizio Selvi. Dopo la messa fu compartita all'affollato popolo la benedizione papale dal lodato nostro Arcivescovo, e quindi il Sovrano con la figlia ritornò al regio palazzo col seguito che sopra.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)