16 agosto 1818
LEOCORNO



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

S. di G.Lippi CHIOCCIOLA Ciccina
M. di E.Barbetti NICCHIO Caino
M. di B.Donzelli PANTERA Pesce
S. di P.Cannucci SELVA Leggero
B. di S.Pagliaj LEOCORNO Piaccina
M. di G.Bagnoli LUPA Ferrino Minore
B. di F.Bagnacci VALDIMONTONE Belgrado
B. di A.Bardotti TARTUCA Ferrino
G. di D.Rossi ISTRICE Botto
M. di F.Pasquini OCA Foramacchie

GIUDICI DELLA MOSSA: Luigi Bichi Borghesi e Antonio Palmieri

CAPITANO VITTORIOSO: Sebastiano Stiatti
PRIORE VITTORIOSO: Pietro Bandini

La contrada non vinceva dal 16 agosto 1815
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1814




Vinse il Palio la Contrada del Leocorno correndo Piaggina nel cavallo bajo scuro del macellaro Pagliaj detto Laino. La corsa riuscì mediocre essendovi stato un continuo contrasto fino all'ultimo momento fra il Leocorno, ed il Nicchio; che si passavano, e ripassavano a vicenda. La terza a molta distanza fu la Chiocciola e le altre Contrade nulla figurarono. La detta Corsa fu onorata dalla presenza di S. A. I. e R. Ferdinando III nostro granduca, che dopo quattro anni che era tornato in Toscana venne per la prima volta a Siena con gran treno (gran seguito) unitamente alla sua augusta figlia Maria Luisa, ed al principe ereditario Leopoldo suo figlio con l'arciduchessa Maria Anna di Sassonia di lui sposa. L'arrivo del Granduca con la figlia seguì la mattina del 10 agosto a ore sei e mezzo, e il principe Leopoldo con la sposa arrivarono la sera del suddetto giorno a ore undici e mezzo. La mattina del 12 fuvvi circolo a corte della nobiltà, magistratura, uffizialità, e professori dell'Università, ed altri funzionarj, alla sera tutte le Contrade con torcia accesa, e bandiere spiegate accompagnarono i reali personaggi all'imperiale Teatro dei Rinnuovati. La mattina del tredici vi fu gran Te Deum alla chiesa Metropolitana con l'intervento dei ciambellani, dame di corte, nobiltà, magistratura, e la sera festa di ballo al Casino dei Nobili. La mattina del 14 tutte le Contrade andarono con bandiera spiegata a fare omaggio a Sua Altezza Reale e Imperiale e regia famiglia al Palazzo Imperiale, e fu a ciascuna di esse distribuita una somma di scudi quindici fiorentini per mezzo di sua eccellenza il signor Giulio Bianchi governatore della Città e Stato di Siena. Nel dopo pranzo fuvvi la solita offerta del cero fatta dal pubblico, rappresentava in questo anno S. Ansano Battista di Siena in atto di atterrare gl'idoli; e nella sera accademia letteraria, e di canto eseguita dagli alunni, e convittori del Seminario di S.Giorgio nella sala dell'eccellentissimo signor cardinale arcivescovo Anton Felice Zondadari. Il dì 15 i sovrani si portarono nella mattina alla Metropolitana, ed assisterono alla S.Messa cantata da monsignor Rodolfo Brignole vescovo di Astura; nel dopo pranzo si degnarono d'intervenire al corso con numero cinque mute di gala a sei cavalli, dopo di che fu eseguita la solita carriera di cavalli liberi alla lunga, e nella sera fuvvi festa di ballo, con precedente cantata analoga alla circostanza, nel nuovo teatro dei Rozzi, e nella sala annessa dove i reali personaggi si trattennero a lungo. Il sedici nel dopo pranzo fu eseguita la Carriera alla tonda nella Piazza grande detta del Campo, ripiena di un gran numero di spettatori, che fu giudicato oltrepassare i 40 mila. La carriera fu preceduta da diversi carri, e comparse. Il primo carro a comparire in Piazza fu quello delle sette Contrade che non corsero cioè Bruco, Civetta, Giraffa, Aquila, Torre, Onda, e Drago, rappresentante il Tempio di Ercole Ideo ispiratore dei giuochi olimpici, accompagnato da 120 uomini vestiti alla greca, parte dei quali precedevano, e parte seguitavano il detto carro. Terminato il giro di questo cominciarono a entrare in Piazza le dieci Contrade che correvano, rappresentanti ciascuna una delle nove Muse toccatale in sorte, a riserva dell'Istrice, cui toccò la comparsa del Genio dell'Arbia. Ciascuna delle dieci Contrade aveva ricevuto dalla Comunità una somma di lire dugento all'oggetto di fare una decente comparsa a piedi analoga al soggetto toccatole in sorte detto sopra. La prima ad entrare fu la Contrada dell'Istrice rappresentante il Genio dell'Arbia. La seconda quella della Lupa con comparsa indicante la musa Erato che presiede alla Poesia Lirica, ed Amorosa. La terza la Pantera che rappresentò Euterpe inventrice del Flauto, e della Musica. La quarta il Leocorno che rappresentò Clio musa della Storia colla Fama, Tempo, e 12 dei principali Storici. La quinta la Selva che rappresentò Talia inventrice della Commedia. La sesta la Tartuca,che rappresentò Polinnia musa della Eloquenza, indicante la Congiura di Catilina. La settima il Valdimontone con comparsa indicante Melpomene musa della Tragedia. La ottava la Chiocciola rappresentante Urania musa dell'Astronomia. La nona l'Oca che nell'accennare Calliope musa della Poesia Epica rappresentò il Tasso accompagnato da Goffredo, e Seguaci superbamente vestiti. L'ultima fu la Contrada del Nicchio rappresentante Tersicore musa della Danza. Dopo le dette comparse venne il secondo carro, che mostrava il Monte Parnaso con le nove Muse. Questo era grandissimo, e benissimo inteso, ed eseguito a spese della Comunità civica. Indi seguì la carriera che sopra, e la sera fuvvi grande illuminazione al Teatro dei Rinnuovati, che fu onorato dalla real Corte. La sera del 17 fu tenuto dai nobili convittori del Collegio Tolomei un esercizio di lettere, e di armi. La sera del 18 fuvvi una magnifica festa di ballo nel palazzo di sua eccellenza il signor governatore Bianchi, e nel giardino annesso tutto illuminato, con suoni, canti pastorali, e commedia. Sei in possesso di ulteriori informazioni e dati su questo Palio e vuoi contribuire all'ampliamento dell'archivio? Allora inviacele!

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)