3 luglio 1806
VALDIMONTONE



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente
¹ Non corse per la morte del cavallo per malattia la notte prima del Palio (cfr.). Vi avrebbe dovuto correre Bandi Spazzino *

M. di D.Bruttini OCA Bianchi Mugnaio
M. di B.Neri VALDIMONTONE Piaccina
M. di G.Petri NICCHIO Caino
M. di D.Tommi LEOCORNO Brandino
S. di B.Ricci ONDA Gobbo Chiarini
M. di O.Vigni CIVETTA Baffino
B. di A.Livi DRAGO Montalcino *
G. di N.Pacchiani CHIOCCIOLA Groppasecca
B. di V.Cappelli PANTERA Vecchia
(B. di B.Querci) TARTUCA non corse ¹

GIUDICI DELLA MOSSA: Giovanni Cosatti Casolani e Marcello Cervini






CAPITANO VITTORIOSO: Bartolomeo Chierici

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1804
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1795





2 luglio. In questo giorno avvenne quello era seguito nel 1800. Erano entrate tutte le Contrade in Piazza, ed erano per finire il giro, quando incominciarono a venire delle gocce d'acqua. Fu tirato il mortaletto, e messo in punto il canape, ma sopravvenuto un diluvio dové tralasciarsi la Corsa e rimetterla al 3 luglio. Fu bello però lo spettacolo nel fuggire, che faceva la gente, e vedere la Piazza in un momento spolta.

3 detto. Si eseguì la Corsa alla Tonda ma la mossa fu data troppo giovine essendo la Chiocciola e la Pantera troppo distanti dal canape, e presso la bottega Cortecci. La carriera riescì non molto Bella, perché alla Tartuca mancò il cavallo come si dirà in appresso, la Civetta ove correva Baffino cadde prima della voltata di S. Martino essendo andato a voltare dove stanno i treccoloni, e per cui ruppe due pertiche. Caddero pure il Drago e l'Oca, onde rimasero a correre soli sei, che poi si ridussero a soli tre Montone, Nicchio, e Leo. Uscì primo il Montone, che alla voltata di S. Martino fu passato dal Nicchio, il quale parimente fu ripassato in detto luogo dal Montone, che vinse il Palio, e non vi corse neppure una nerbata. In quest'anno e avvenuto un caso, che per quanto siasi cercato nelle memorie non era mai seguito il simile. Alla Tartuca era toccato in sorte un cavallo bajo di Bernardino Querci. Questo cavallo nella domenica sera non volle mangiare. e gli sopravvenne la febbre. Il lunedi mattina e giorno fu condotto in Piazza ma appena poté girare. Nella notte del lunedi il male crebbe, in modo, che il Capitano venne a darne notizia all'illustrissimi signori Deputati delli spettacoli, e pretendeva di aver nuovo cavallo. Fu pertanto risoluto, che se il cavallo fosse stato in grado di venire al canape vi fosse condotto altrimenti venissero in Piazza con la solita comparsa col fantino sul soprallasso, con altro cavallo per fare la semplice figura, e con che data la mossa non potesse correre, ma dovesse ritirarsi, non dovendo aspirare al premio per qualunque caso. Nella mattina del due il detto Capitano venne a riferire che il cavallo era in grado di correre. Per evitare ogni inconveniente furono eletti in periti il signor Filippo Faiticher per funzione de' signori deputati, Filippo Guerci per parte del Capitano della Contrada, e Girolamo Tendi per parte del proprietario Querci, i quali periti concordemente riferirono, che il cavallo non era in grado non solo di correre ma neppure di muoversi dalla stalla, ed infatti opinarono bene, perché nella notte morì. Non essendosi potuta per la pioggia eseguire la Corsa, come si è detto, la mattina del tre comparve il detto Capitano, ed attesa la morte del cavallo insisteva di averne altro protestandosi diversamente di non voler venire in Piazza neppure con la Comparsa. I signori Deputati peraltro gli fecero conoscere l'impossibilità, e gli dimostrarono l'obbligo di venire in Piazza nel modo stesso in cui erano venuti il giorno avanti, non potendosi alterare il deliberato. E così avvenne, ed il cavallo era tenuto da due uomini, che appena suonata la tromba lo condussero dentro la selice (parte interna della Piazza) presso il legno dove sta raccomandato il canape. La Comunità pensò alla spesa della vettura de' cavalli per il giorno tre, nel quale fu anche data una rifioritura di rena. Il Palio peraltro non fu portato a S. Agostino (da dove partiva il corteo per raggiungere Piazza del Campo), ma fu attaccato nel giorno al palco de' signori Giudici per risparmio di spesa. Bensì le Contrade andarono di nuovo a S. Agostino, e di lì colle comparse vennero in Piazza.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)