16 agosto 1793
OCA



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

* Fantino esordiente

M. di B.Ricci TARTUCA Baffino
F. di P.Martinucci NICCHIO Pesce *
F. di G.Gigli SELVA Mattiaccio
B. di L.Cresti TORRE Belforte
B. di A.Giusti AQUILA Grillo
M. di G.Manetti GIRAFFA Dorino
G. di A.Giusti OCA Ciocio
B. di S.Taj CIVETTA Gobbo Chiarini *
M. di T.Felloni DRAGO Begnamino
B. di G.Batazzi PANTERA Nacche

GIUDICI DELLA MOSSA: Francesco Chigi e Luigi Malavolti





CAPITANO VITTORIOSO: Apollonio Lippi

La contrada non vinceva dal 18 agosto 1789
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1791




15 agosto. Premettesi che in quest'anno la Comunità fece una deliberazione, da osservarsi anche in avvenire, che fossero esclusi i cavalli di Barberia, e d'Inghilterra così detti barberi. Da ciò accadde subbito il buon effetto di un maggior numero di cavalli, i quali in quest'anno furono 14, e riportò il premio quello del signor Cardoso di Orbetello. La carriera fu bella, garosa e interessante.

16 agosto. Fu fatto ricorrere il Palio da diverse persone di popolo. La corsa riescì scarsa affatto di accidenti per lo spareggio del cavallo dell'Oca, che senza contrasto vinse il Palio. Accadde solamente che il cavallo della Giraffa appettò al canape, tanto esso, che il fantino rovesciarono dall'altra parte, onde convenne sospendere la dazione della mossa, fino a tanto che il cavallo, che era scappato, non fosse ritornato al canape. In quest'anno, ed in questi giorni si trovavano in Siena quaranta Dragoni mandati da Sua Altezza Reale per incamminarsi ai confini del Granducato per far fronte a circa 300 galeotti scappati dalle galere del papa, ma nel tempo che aspettavano qua gli ordini per il giorno preciso della partenza (che per diverse ragioni non accadde più essendo doppo alcuni giorni tornati addietro) la Comunità civica credette doversi servire dei medesimi per farli fare comparsa, e tenere politi, oltre l'altra truppa a piedi, i due Corsi del 15, e 16 agosto, ed in fatti se ne ottenne con piacere, e soddisfazione universale l'uno, e l'altro effetto.

(Da "Memorie di Palio a cavallo tre secoli" a cura di Paolo Tertulliano Lombardi)