2 luglio 1770
AQUILA



L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

B. di G.Pacini TORRE Nacche
S. di G.Cennini NICCHIO Sorbino
S. di F.Tanzini ISTRICE n.r.
M. di P.Bruschi SELVA n.r.
M. di A.Coppi GIRAFFA n.r.
M. di A.Gistri LUPA n.r.
S. di P.Testi AQUILA Sorba
M. di F.Ricci LEOCORNO Bastiancino
B. di G.Pacini OCA n.r.
B. di G.Gigli CIVETTA n.r.

GIUDICI DELLA MOSSA: Ansano Chigi e Carlo Landi

CAPITANO VITTORIOSO: Antonio Cortecci

La contrada non vinceva dall'8 luglio 1753
Unico Palio vinto da questo fantino




Vinse l'Aquila correndoci il fantino soprannominato Sorba. Detto palio dette luogo a infinite contestazioni. Ottima fu la scelta dei cavalli; bella riuscì la mossa, non meno bella fu la corsa medesima che dicesi durasse non meno di 5 minuti, mentre per solito le altre non erano mai durate più di 3 minuti. A principio di corsa e precisamente a S.Martino era prima la Torre; raggiunta dal Leocorno, fu da questo passata alla Cappella. Ad una ad una tutte le 10 Contrade furono prime, ma il Leocorno sempre mantennesi a contatto con quella che man mano fu tale. Alquante nerbate furono scambiate dai diversi fantini fra di loro; e di continuo il fantino del Leocorno (Bastiancino) respinse i suoi avversari; in fine all'ultimo giro chiappò quello della Torre (Nacche), quando alla voltata del Casato gli si accostò quello del Nicchio (Sorba Minore o Sorbino), ma il bravo Bastiancino senza punto sgomentarsi afferrò anche costui ed in tal modo giunse presso alla vincita, avendo però la testa del cavallo del Nicchio innanzi al proprio. Inaspettatamente l'Aquila fu loro alle spalle e rapidamente passò avanti, e per la prima raggiunse il segnale della vincita. Gran meraviglia suscitò questo fatto non essendosi durante la corsa veduta l'Aquila fra le altre Contrade, ed asserivasi che il suo fantino fino dal primo giro si fosse fermato alla pianata, nel qual luogo costumavano prendere posto i cocchieri con le carrozze, riprendendo la corsa soltanto all'ultimo giro. Nacquero dei litigi tra gli appartenenti alla Contrada del Nicchio con quelli dell'Aquila; ma il premio per quella sera non fu consegnato. La voce generale erasi manifestata contraria all'Aquila; ed inoltre 5 o 6 testimonii oculari affermavano avere veduto il fantino della medesima fermo fra le carrozze. Interpellato circa l'aggiudicazione del premio il Principe Saverio della R.a Casa di Sassonia che insieme alla sua famiglia aveva assistito al palio dalla ringhiera del Palazzo Chigi ebbe a rispondere che aveva vinto il giallo. Alla mattina del giorno 3 fu consegnato il palio all'Aquila, con proibizione però di girare per la città ed al fantino di fare mance. Dopo trascorso qualche mese il fantino stesso dell'Aquila dichiarò di non avere fatte le tre girate e di essersi fermato fra le carrozze, ma se avesse creduto vincitore il proprio fratello che correva nel Nicchio, come lo era di fatto, invece di Bastiancino fantino del Leocorno, avrebbe dichiarato immediatamente come erano andate le cose.


In un opuscolo edito dalla Nob.Contrada del Nicchio nel 1939, e riferente aneddoti relativi al palio, così è scritto relativamente a quello di quest'anno: "Quello che sarebbe successo in quel giorno non ha riscontro negli annali delle Contrade. Tranelli, tradimenti e sorprese formano, hanno sempre formato e formeranno materia per il nostro Palio, ma in quel giorno sarebbe accaduto di più e cioè... che ad una contrada sarebbe stato assegnato un palio legittimamente vinto da un'altra. La cronaca premette che in quei tempi felici la pista non veniva sgomberata e moltissimi erano gli spettatori che vi sostavano durante la corsa. Quando passavano i cavalli la gente si scansava alla meglio. Alla spianata, di fronte al Palazzo Comunale, sostavano addirittura numerose carrozze padronali con equipaggi di lusso, lasciando pochissimo spazio ai corridori. Ognuno può immaginare la confusione che doveva regnare nella piazza e quanto difficile dovesse essere per un fantino aggiudicarsi la vittoria. La cronaca narra che, data la mossa, i cavalli si spinsero veloci nell'agone. A metà del secondo giro il fantino dell'Aquila, certo Sorba, avrebbe pensato bene d'intrufolarsi fra le carrozze ferme dinnanzi alla spianata e di tenervisi nascosto fino a che gli altri fantini non fossero svoltati nuovamente a S.Martino. Allora sarebbe uscito dal suo nascondiglio e, messosi davanti al Nicchio che era primo, sarebbe riuscito a vincere facilmente la corsa. I Nicchiaioli sostenuti dai loro amici e simpatizzanti avrebbero protestato contro il comportamento del fantino dell'Aquila e chiesto che venisse riconosciuta la sua frode. Altre Contrade, avverse al Nicchio o che avevano interesse che vincesse malamente l'Aquila piuttosto che legittimamente il Nicchio, avrebbero sostenuto invece che il fantino Sorba aveva corso regolarmente. Sembra impossibile, ma la verità non avrebbe potuto affermarsi in una controversia facilmente dirimibile; ci sarebbero state inchieste, discussioni infinite, ma il Palio fu aggiudicato all'Aquila. Non per questo il Nicchio avrebbe cessato nelle sue lamentele, ma inutilmente. Ai dirigenti sarebbe stato risposto che nessun reclamo poteva prendersi in considerazione, che le Autorità non avevano intenzione di ritornare sopra un deliberato già preso. Ritornando al fantino Sorba aggiungiamo che due anni dopo quel Palio disgraziato, egli stretto da insistenti contestazioni avrebbe confessato esplicitamente davanti a numerosi testimoni di essere stato per tutta una girata nascosto dietro le carrozze. L'incidente però avrebbe dato i suoi buoni frutti, perchè da quell'anno sarebbe stata vietata la sosta di persone e veicoli nella pista durante la corsa dei cavalli."

(Da "I quaderni del Griccioli" della Nobil Contrada dell'Aquila)