2 luglio 1766
ISTRICE



L'ordine Ŕ quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

S. di G.B.Sestigiani TARTUCA n.r.
G. di D.Becattini ONDA n.r.
M. di G.Ricci GIRAFFA n.r.
B. di P.Rogani LUPA n.r.
M. di P.Nardi NICCHIO n.r.
M. di G.Pistoj VALDIMONTONE n.r.
M. di G.Ticci AQUILA n.r.
M. dell'Oste della Scala  ISTRICE Bastiancino
G. di C.Falorsi PANTERA n.r.
M. di P.Gigli SELVA n.r.

GIUDICI DELLA MOSSA: Angelo Perini Brancadori e Filippo Sergardi

CAPITANO VITTORIOSO: Giovan Battista Gucci

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1760
Il fantino non vinceva dal 2 luglio 1765




Palio bello, essendo nato uno sconcerto nel dare i cavalli alle Contrade, fu ordinato che fossero dati alla Porta di Biccherna. Corsero le Contrade: Aquila, Giraffa, Istrice, Lupa, Montone, Nicchio, Onda, Pantera, Selva, Tartuca. In alcuni manoscritti si trova scritto che lo spostamento della consegna dei cavalli da Fuori Porta Camollia sia avvenuto nell'anno 1761 come sopra indicato. źIn quest'anno accadde che tra Istrice e Tartuca scoppiasse un litigio a causa dell'assegnazione dei cavalli. Erano giÓ stati consegnati i primi otto e ne rimanevano due: uno ottimo, l'altro pessimo. Le due contrade a cui dovevano andare questi due cavalli erano Istrice e Tartuca. Estratti i cartellini del cavallo e della contrada fu detto che il cavallo buono era toccato alla Tartuca mentre sembr˛ che fosse toccato invece all'Istrice. Ne nacque una vivace discussione durante la quale il barbaresco della Tartuca, afferrato per le briglie il cavallo lo condusse nella stalla in via delle Murella e all'Istrice fu consegnato l'altro cavallo. Gli istriciaioli ricorsero allora al Sig. Belisario Bulgarini, Provveditore della Reale Biccherna, abitante e protettore della Contrada dell'Istrice, il quale intervenne presso il Generale Auditore che comand˛, nella notte, ai birri di recarsi all'abitazione del barbaresco della Tartuca e procedere allo scambio dei cavalli. Il che fu fatto.

(Da "Le Carriere nel Campo e le feste Senesi dal 1650 al 1914" a cura di Antonio Zazzeroni)