2 luglio 1749
AQUILA



2° CAPPOTTO REALIZZATO DA MINISTRO

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

B. dell'oste delle Donzelle LUPA n.r.
B. della Posta di Buonconvento  TORRE n.r.
G. di G.P.Guerrazzi CIVETTA n.r.
G. di F.Papi TARTUCA n.r.
B. di L.Mensani OCA n.r.
B. del Maddali NICCHIO n.r.
G. di F.Parigini ONDA n.r.
G. dell'oste delle Donzelle  AQUILA Ministro
B. di A.Sozzi DRAGO n.r.
B. di P.Giorgi PANTERA n.r.

GIUDICI DELLA MOSSA: Pietro Cerretani e Antonio Piccolomini Del Testa

CAPITANO VITTORIOSO: Giovanni Papetti

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1719
Il fantino non vinceva dal 16 agosto 1747




Relativamente a questo palio, in un libro manoscritto, proprietà della Contrada dell’Aquila, trovasi quanto appresso:
appena ricevuto il palio, la Contrada dell’Aquila si portò subito alla Chiesa di Provenzano, seguite dalle contrade della Civetta e della Pantera, come aggregate, e di poi alla Chiesa parrocchiale di S. Pietro in Castelvecchio; da dove, dopo cantato il Te Deum, il palio fu portato in casa del Capitano, che era il Sig. Giovanni Papetti (che nel disbrigo degli affari riguardanti il palio fu rappresentato dal Sig. Giuseppe Mazzini) con fuochi e spari di razzi.
Terminata che fu la corsa, il Capitano della Contrada del Drago, salito nel palco dei giudici, protestò dicendo non avere legittimamente vinto il palio la contrada dell’Aquila, perchè alla mossa il cavallo ed il fantino della medesima erano stati lontani dagli altri cavalli, ed indietro più braccia, e perciò il premio spettare al Drago che era arrivato secondo.
I giudici però, non ascoltando la detta protesta, consegnarono il palio all’Aquila.
Il giorno 4 portossi il Capitano dell’Aquila alla Cassa della Biccherna, per riscuotere il denaro, e restituire il piatto d’argento, ma il Camarlingo e Cancelliere di detto tribunale, gli fece noto che i 60 talleri del premio erano stati sequestrati ad istanza della Contrada del Drago e non poterglisi pagare.
Il suddetto Capitano dell’Aquila si recò tosto dal Cav. Gio. Antonio Pecci, Protettore dell’Aquila, pregandolo di domandare al Magistrato di Biccherna la ragione di ciò.
La mattina seguente il Cav. Pecci recossi ad esporre la domanda dell’Aquila al detto Magistrato, il quale consentì e concesse facoltà al Camarlingo di pagare al Cav. Pecci i 60 talleri, rimanendo il detto Cav. Pecci mallevadore della restituzione di detto premio qualora la sentenza della lite fosse data in favore del Drago. (La lite suddetta terminò con piena soddisfazione per l’Aquila il 29 di Settembre di detto anno).
Il giorno di poi, 6 Luglio (domenica) si portarono gli Ufficiali della Contrada dell’Aquila con insegna spiegata, seguiti da buon numero di persone, e con trombe e tamburi, a far mostra per le strade della città del palio vinto, ed in tale occasione riceverono onoranza dalla Civetta e dalla Pantera, e quindi dopo lungo giro il palio fu portato in Casa Pecci.
Nello stesso giorno furono dall’Aquila pagate L.115 a Giovanni Papetti ed a Giuseppe Mazzini per rimborso di fuochi, razzi, trombe, tamburi e due cene fatte ad un gran numero di persone, abitanti e geniali della contrada.
Al fantino Giovanni Rossi detto Ministro furono, come era stato antecedemente concordato, pagate Lire 84.

(Da "I quaderni del Griccioli" della Nobil Contrada dell'Aquila)