2 luglio 1730
SELVA



CAPPOTTO REALIZZATO DA PETTINAJO

L'ordine è quello di entrata fra i canapi e il grassetto indica la vincitrice
In questo colore le contrade estratte a sorte
Cliccando sui nomi dei fantini e sulle immagini, si apriranno le relative pagine
(Abbreviazioni: B=baio; G=grigio; I=isabella; M=morello; R=roano; S=sauro)

B. del fornaio di Pantaneto TARTUCA n.r.
M. della Posta di Castiglioncello  PANTERA n.r.
G. del fornaio della Canova  CHIOCCIOLA n.r.
Moschino VALDIMONTONE n.r.
B. della Posta di Castiglioncello DRAGO n.r.
M. della Posta di Buonconvento NICCHIO Capanna
Rosino SELVA Pettinajo
B. del Mantovani TORRE n.r.
Castroncello BRUCO n.r.
Baietto OCA n.r.

Questa combinazione di 10 contrade si verificò pure il 16 agosto 1919 (cfr.)
GIUDICI DELLA MOSSA: Niccolò Gori Pannilini e Bernardino Savini

CAPITANO VITTORIOSO: Claudio Pineschi

La contrada non vinceva dal 2 luglio 1715
Primo Palio vinto da questo fantino




Vinse la Selva correndoci il fantino Antonio Corgnolini detto Pettinaio. Durante la corsa fu sempre primo il Nicchio, ma allorché giunse al Palco dei Giudici il cavallo si fermò e non volle più andare avanti, onde la Selva che non era ancora voltata al casato, seguitò a correre e passò il palco, onde i giudici le diedero il palio. I Nicchiaioli allora assalirono i Selvaioli a colpi di pugni che riuscirono scambievoli, indi preso il drappellone lo fecero a pezzi nel mezzo di Piazza. Capanna, fantino del Nicchio, per la disgrazia occorsagli giurò di non voler correre in piazza, il qual giuramento fedelmente mantenne. In seguito a questo incidente fu deliberato che in avvenire il drappellone non fosse più collocato dalla parte del verrocchio ma in quella di sopra.
La corsa di questo giorno fu caratterizzata da incidenti clamorosi sorti tra gli appartenenti alla contrada del Nicchio e quelli della Selva. Era toccato in sorte al Nicchio il migliore cavallo, una bestiolina vivace ed intelligente che vinceva, come oggi si direbbe, di almeno mezza girata, tanto grande era la sua superiorità di fronte agli altri barberi ingaggiati per la corsa. Lo svolgimento del palio doveva riservare però la più grande ed amara dalle delusioni ai bravi Nicchiaoli del tempo che attendevano con ansia e trepidazione la vittoria, l'avevano sognata per tanti anni, la desideravano ora con quell'ardore con cui l'innamorato, tante volte respinto, vede approssimarsi finalmente il momento del primo bacio alla bella amata.
Narrano le cronache che, data la mossa, il cavallo del Nicchio si portò immediatamente in testa e primo rimase anche all'ultima girata. Fu proprio in vista del traguardo che successe quello che nessuno avrebbe potuto prevedere e che, se non andiamo errati, non si è più verificato nel nostro bel Campo.
In quel tempo il segnale della vincita non era dato dal bandierino che attualmente trovasi in prossimità del verrocchio e per vincere il Palio bisognava oltrepassare il Palco dei Giudici posto davanti alla Fonte Gaia. Ora avvenne che il cavallo del Nicchio quando fu davanti a quel palco si fermò di botto ed impuntandosi, come se fosse stato un mulo, non volle più muoversi. Subito una diecina di Nicchiaioli si precipitò nella pista e via a tirare per le briglie od a spingere per le parti posteriori quel testardo.
Ma nulla giovò, e mentre i Nicchiaoli erano intenti a quella bisogna passò la Selva e...vinse il palio.
La cosa non poteva andare liscia nemmenoa quei tempi! Subito la gente si accalcò minacciandiola davanti al Palco dei Giudici, reclamando insistentemente la consegna dell'ambìto premio. Sostenevano i dirigenti che il palio doveva ritenersi legittimamente vinto dal Nicchio, perchè quando il cavallo si era fermato aveva già oltrepassato il drappellone che stava attaccato dalla parte del verrocchio e tutto ciò in forza della consuetudine più recente.
Ma i capitoli, ossia i regolamenti del palio parlavano abbastanza chiaro ed a nulla valsero le proteste e le minacce dei Nicchiaoli che il palio fu attribuito alla Selva! Crederesti che quegli animosi si calmassero dopo il deliberato dei Giudici? Nenche per sogno: la discussione si riaccese subito aspra e vivace finchè i nostri, stanchi di discussioni assalirono a pugnate quelli della Selva e con essi fecero, come succede in casi simili, a chi se ne vada di più. Il drappellone, oggetto della contesa, andò in pezzi ed il fatto determinò la forza pubblica ad intervenire per ristabilire, un po' colle buone un po' colle cattive, l'ordine pubblico. Naturalmente chi... le aveva avute se le tenne, ma il palio restò aggiudicato alla Selva. Gli incidenti poi saranno stati oggetto di particolare attenzione da parte della Balia se, dopo quella data, fu stabilito di attaccare il drappellone dalla parte opposta del verrocchio, dalla parte cioè dove tuttora si dichiara la vincita.
Aveva corso per il Nicchio il fantino Capanna il quale fu tanto disgustato da quel provvedimento da lui ritenuto quanto mai ingiusto da fare solenne giuramento di non più correre in Piazza. Ed il giuramento (non è detto che tutti i fantini siano spergiuri) fu mantenuto!

(Da "I quaderni del Griccioli" della Nobil Contrada dell'Aquila)