16 agosto 1723
NON DISPUTATO







In occasione delle feste di S.Maria d'Agosto, la Contrada della Lupa, in segno d'allegrezza per la vittoria riportata nello scorso Luglio, volle far ricorrere il Palio.
Le contrade iscritte per correre questo palio erano le seguenti: Pantera, Onda, Montone, Tartuca, Nicchio, Bruco, Chiocciola, Istrice, Selva; ma dietro consiglio di queste stesse Contrade, a causa di un brutto incidente seguito la sera avanti, il palio non fu più corso, ed invece il premio in denari fu erogato in 10 doti da darsi a una fanciulla di ciascuna delle Contrade inscritte per correre; ed il drappellone fu mandato per voto con 10 libbre di cera alla Chiesa di Provenzano, dove fu appeso di fronte a quello del 2 luglio 1667, ed ivi rimase fino al 1770, epoca nella quale furono ambedue tolti, a causa della ripulitura del tempio.
Il fatto successo la sera del 15 Agosto e che fu causa che questo palio non venisse altrimenti corso fu il seguente:
Arrivati che furono i barberi del "Palio alla lunga" in Piazza del Duomo, un contadino ne chiappò uno e lo fermò. Gli sbirri vedendo ciò si vollero opporre e cominciarono a dare dei pugni e dei calci; il popolo vedendo ciò la riprese per il contadino e mise le mani addosso agli sbirri.
Questi, fuggendo, si ritirarono nel corpo di guardia; allora il popolo cominciò a portare dei fastelli di legna per bruciare quel luogo. In questo tempo, uno sbirro si affacciò alla finestra e scaricò una terzetta uccidendo un certo Giovacchino Passalacqua e ferendo altre otto persone.
Questa cosa inasprì sempre più il popolo che s'affaticò a portare legna quante più poteva; il General Doni, allora vedendo questo, fece portare due cannoni in Piazza fingendo di volere sbattere quel luogo e raffrenò la folla.
Dipoi furono messi in carcere gli sbirri tumultuanti, uno dei quali fu trovato la mattina seguente nascosto in un monte di brusta, e mandato in carcere insieme agli altri.
Dal processo verbale dell'adunanza generale tenuta dalla Contrada della Chiocciola il giorno 12 Settembre 1723, rilevasi che in seguito ai predetti incidenti, la Contrada della Lupa interpellò le 10 Contrade che dovevano correre questo palio per sapere che cosa doveva farsi del medesimo; e la Chiocciola con voti favorevoli 27 e contrari uno, su proposta di Marc'Antonio Barberini, deliberò di fare la seguente proposta: "Che la destinazione del Palio fosse rimessa alla sorte, e che quella Contrada che fosse favorita da questa fosse ritenuta vincitrice, con l'obbligo di pagare alle altre 9 lire, affinchè fossero rimborsate delle spese già fatte."
Questa proposta non fu accolta, poichè il Magistrato di Biccherna ordinò che il premio fosse diviso in doti di scudi 4 l'una da darsi ad una fanciulla di ciascuna Contrada.
La Chiocciola nella sua adunanza generale del 23 gennaio 1724 così formò la sua terna: Maria Alessandra del fu Pellegrino Silini di anni 23 - Teresa del fu Bartolomeo Dragolini di anni 25 - Maddalena del fu Biagio Barbieri di anni 25.
Fra queste tre il Magistrato di Biccherna scelse la fanciulla Maria Alessandra del fu Pellegrino Silini.

(Da "I quaderni del Griccioli" della Nobil Contrada dell'Aquila)




per leggere come andarono realmente i fatti attraverso gli atti del processo