GIUSTI   ANGELO
(Ciocio)

Originario di Ambra (AR)
Fratello di Marcaccio (Marco Giusti)

Non essendoci pervenuta una completa documentazione, non sappiamo quanti Palii abbia effettivamente disputato. Sappiamo comunque che corse nel:

lug 1763 LEO - ago1766 LEO - lug1777 VdM - ago1777 NIC - lug1779 LUP - ago1779 VdM - lug1780 SEL - ago1780 SEL - lug1781 OND - ago1781 AQU - lug1782 IST - lug1783 TAR - ago1783 CIV - lug1784 NIC - ago1784 TOR - lug1785 DRA - ago1785 GIR - lug1786 AQU - lug1787 SEL - ago1787 IST - lug1788 PAN - lug1789 TOR - ago1789 LEO - lug1790 GIR - ago1790 BRU - lug1791 NIC - ago1791 CIV - lug1792 NIC - ago1792 BRU - lug1793 TOR - ago1793 OCA - lug1794 TOR - ago1794 CHI - lug1795 OND - ago1795 PAN - ago1796 VdM - lug1797 TAR - ago1797 TOR - ago1798 CHI


    

Il nome di Ciocio, fra i tanti episodi di storia paliesca di cui si rese protagonista, certamente sarà ricordato come il primo fantino che vinse il Palio con il cavallo scosso.
Nell’agosto del 1784 Ciocio corre nella Torre: la partenza è ottima e prende subito la testa, e in tale posizione rimane fino al secondo San Martino quando cade nell’affrontare la curva.
La vittoria sembra ormai sfumata, soprattutto quando il cavallo al successivo passaggio a San Martino dà 1'impressione di volersi fermare.
Ma Ciocio, rimasto fermo nel punto della caduta, “gli diede due botte e lo indirizzò nel corso". E lo fece con tale efficacia che il cavallino mise le ali ai piedi, raggiunse e superò ben presto la Giraffa, che nel frattempo era passata in testa, ed andò a cogliere per i torraioli una grande e ormai insperata vittoria.
Ciocio era considerato un senese di adozione e come tale fu, insieme al fratello Marcaccio, uno dei maggiori rappresentanti di quel gruppo di fantini autoctoni che nell’ultima parte del XVIII secolo diedero vita ad una vera e propria faida che fu all’origine di numerosi episodi di violenza fra fantini al giorno d’oggi assolutamente inimmaginabile.
Per la descrizione di alcuni di tali fatti, rimandiamo il lettore alla scheda di Dorino e di Piaccina.
Come per molti dei fantini suoi contemporanei, la bravura ed il coraggio erano pari all’infedeltà e al doppio gioco, tantochè il Bandini, speriamo con un poco di esagerazione, in occasione della vittoria riportata da Ciocio nel luglio del 1797 per i colori della Tartuca afferma che “fu questa l’unica volta che non fece birbonate”.
Chi in particolare ebbe a soffrire di questa sua propensione alle birbate sembra sia stato il Bruco che, per ben due volte ebbe molto a che ridire sulle prestazioni di Ciocio.
Nel luglio 1790 con il giubbetto giallo-verde, nonostante montasse un ottimo cavallo vittorioso nel palio precedente, fece di tutto pur di non vincere ed il Gagliardi non può escludere che all’origine di questo suo atteggiamento ci potesse essere un giro di scommesse clandestine allora abbastanza comuni.
Ma ancora peggio fece nell’agosto del 1792, quando sempre per i colori del Bruco, pur di non passare in testa, arrivò persino a nerbare nel posteriore il cavallo del Montone che aveva difficoltà a superarlo.
Questa volta la pazienza dei brucaioli si esaurì e solo l’intervento della Truppa Civica evitò al termine della corsa che una aggressione a Ciocio da parte dei contradaioli inferociti finisse in tragedia.
Forse è inutile ricordare che Ciocio, fino al termine della carrieracnon montò più nel Bruco.
Esordì giovanissimo, a tredici o quattordici anni, e stabilì subito il primato mai superato di vincere i primi tre Palii corsi.

Aneddoto tratto da "Ora come allora" di E.Giannelli e M.Picciafuochi

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