BIANCIARDI   GIOVAN BATTISTA
(Sorba)

- detto anche Sorba Maggiore -

Nato a Siena il 10 febbraio 1745 (vedi battesimo)
Fratello di Sorbino (Santi Bianciardi)

Non essendoci pervenuta una completa documentazione, non sappiamo quanti Palii abbia effettivamente disputato. Sappiamo comunque che corse:

16 agosto 1764 SELVA Morello di G.Cipriani
2 luglio 1770 AQUILA Sauro di P.Testi
2 luglio 1775 SELVA Baio di C.Gabbrielli
16 agosto 1775 ONDA Baio di G.Santini
2 luglio 1776 LEOCORNO Baio di O.Del Pavone
2 luglio 1777 GIRAFFA Morello di S.Ticci
16 agosto 1777 LUPA Morello di G.Pini
2 luglio 1778 SELVA Sauro di A.Anichini
17 agosto 1778 LEOCORNO Sauro del Baldassarrini
2 luglio 1779 CHIOCCIOLA Grigio di L.Cetti
2 luglio 1780 BRUCO Morello di P.Testi
16 agosto 1780 TARTUCA Sauro di L.Testi
16 agosto 1781 NICCHIO Baio di A.Merlotti

Secondo il Bandini avrebbe vinto anche il Palio di luglio del 1773 nell’Aquila.
Secondo il Diario del Bandini avrebbe corso anche il Palio di agosto del 1791 nel Montone.

    


Stato delle Anime di S.Mamiliano in Valli, anno 1767


La prima trasmissione televisiva del Palio avvenne nel 1954: se per assurdo l’invenzione delle telecomunicazioni fosse avvenuta con due secoli di anticipo, il Nicchio adesso potrebbe annoverare una vittoria in più, l’Aquila una in meno.
Tutto questo perché Sorba non avrebbe certamente potuto mettere in atto quello che è ancora ricordato come uno degli inganni più riusciti della storia del Palio.
Siamo nel luglio del 1770 e Sorba correva nell’Aquila.
Ben presto si rese conto di essere ormai tagliato fuori dalle posizioni di vertice e giunto nella spianata di fronte al Palazzo Pubblico, invece di continuare a correre si fermò e si nascose dietro le carrozze che in quel tempo stazionavano nello spazio occupato adesso dal palco delle comparse.
Aspettò il passaggio delle altre contrade e, calcolando un congruo margine di vantaggio e approfittando della polvere sollevata dagli altri cavalli che rendeva scarsa la visibilità, riuscì con facilità a giungere primo sotto il palco dei Giudici.
Immediato sorse il dubbio che Sorba non avesse fatto i tre giri regolamentari, ma non essendoci la prova contraria il Palio venne assegnato all’Aquila.
Dopo due anni è lo stesso Sorba che ammise il misfatto, rammaricandosi, non sappiamo con quanta sincerità, di non essersi accorto di aver impedito in tal modo la vittoria al fratello Sorbino che correva nel Nicchio e che arrivò subito dietro l’Aquila.
Ma se errare è umano, perseverare è diabolico.
Sorba infatti, nonostante la confessione e il pentimento, nell’agosto di cinque anni dopo, a detta di alcuni cronisti dell’epoca, tentò ancora una volta di ripetere la bravata, con due differenze: la prima è che si nascose con il giubbetto dell’Onda dietro le persone che guardavano il Palio davanti allo sbocco di Malborghetto, la seconda è che questa volta l’inganno venne scoperto e, grazie ad alcuni testimoni oculari, anche se soltanto il giorno dopo, la vittoria venne legittimamente assegnata alla Lupa arrivata al traguardo subito dopo l’Onda.

Aneddoto tratto da "Ora come allora" di E.Giannelli e M.Picciafuochi




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