GIUSTI   ANGELO
(Ciocio) 8/41

Nato ad Ambra (AR) nel 1762 circa
Morto a Siena (S.Salvatore in S.Agostino) il 2 febbraio 1799 (cfr.)
Fratello di Marcaccio (Marco Giusti)

1. 18 agosto 1776 LEOCORNO Grigio di G.Santini
2. 2 luglio 1777 VALDIMONTONE Grigio di G.Santini
3. 16 agosto 1777 NICCHIO Grigio di G.Santini
4. 2 luglio 1778 PANTERA Grigio di G.Santini
5. 17 agosto 1778 GIRAFFA Sauro di A.Ponziani
6. 2 luglio 1779 LUPA Grigio di G.Casini
7. 16 agosto 1779 VALDIMONTONE Baio di A.Pallini
8. 2 luglio 1780 SELVA Morello di L.Dei
9. 16 agosto 1780 SELVA Morello di L.Dei
10. 2 luglio 1781 ONDA Grigio di G.Casini
11. 16 agosto 1781 AQUILA Baio di G.Gigli
12. 2 luglio 1782 ISTRICE Baio di G.Pozzesi
13. 16 agosto 1782 CHIOCCIOLA Grigio di P.Bardi
14. 2 luglio 1783 TARTUCA Morello di A.Seti
15. 18 agosto 1783 CIVETTA Morello di G.Pignotti
16. 2 luglio 1784 NICCHIO Morello di L.Dei
17. 16 agosto 1784 TORRE Sauro di T.Palagi
18. 2 luglio 1785 DRAGO Baio di G.Ceccarelli
19. 17 agosto 1785 GIRAFFA Baio di M.Morichelli
20. 2 luglio 1786 AQUILA Baio di S.Felloni
21. 2 luglio 1787 SELVA Baio di S.Ceccarelli
22. 16 agosto 1787 ISTRICE Baio di G.Panichi
23. 2 luglio 1788 PANTERA Roano di F.Carli
24. 2 luglio 1789 TORRE Baio di P.Bini
25. 18 agosto 1789 LEOCORNO Morello di G.Batazzi
26. 2 luglio 1790 GIRAFFA baio di L.Dei
27. 16 agosto 1790 BRUCO Morello di B.Ricci
28. 2 luglio 1791 NICCHIO Morello di V.Coppi
29. 16 agosto 1791 CIVETTA Baio di C.Capannini
30. 2 luglio 1792 NICCHIO Baio di B.Ricci
31. 16 agosto 1792 BRUCO Baio di L.Faleri
32. 2 luglio 1793 TORRE Morello di B.Ricci
33. 16 agosto 1793 OCA Grigio di A.Giusti
34. 3 luglio 1794 TORRE Morello di C.Brandani
35. 16 agosto 1794 CHIOCCIOLA Morello di A.Toti
36. 2 luglio 1795 ONDA Morello di G.Baldini
37. 17 agosto 1795 PANTERA Morello di B.Ricci
38. 16 agosto 1796 VALDIMONTONE Grigio di A.Magneschi
39. 2 luglio 1797 TARTUCA Morello di S.Ceccarelli
40. 16 agosto 1797 TORRE Baio di G.Righi
41. 16 agosto 1798 CHIOCCIOLA Morello di S.Ceccarelli

Insieme a Caino e Gobbo Chiarini detiene il record di aver corso in tutte 17 le contrade (cfr.) e è uno dei quattro fantini (gli altri tre erano Marzialetto, Biggèri e Mattio) che conclusero la loro carriera con una vittoria, poichè la morte gli sopraggiunse improvvisa quando erano ancora in attività.
Dal "Capitano di Giustizia" sappiamo che era figlio Giovan Domenico, che era nativo di Ambra dove rimase fino all'età di 8 anni per trasferirsi a Rapolano dove rimase per altri sedici anni e quindi giungere a Siena andando ad abitare nei pressi della locanda dei Tre Re in qualità di domatore di cavalli.
(Archivio di Stato di Siena, Capitano di Giustizia 236, n.234)



    

Il nome di Ciocio, fra i tanti episodi di storia paliesca di cui si rese protagonista, certamente sarà ricordato come il primo fantino che vinse il Palio con il cavallo scosso.
Nell’agosto del 1784 Ciocio corre nella Torre: la partenza è ottima e prende subito la testa, e in tale posizione rimane fino al secondo San Martino quando cade nell’affrontare la curva.
La vittoria sembra ormai sfumata, soprattutto quando il cavallo al successivo passaggio a San Martino dà 1'impressione di volersi fermare.
Ma Ciocio, rimasto fermo nel punto della caduta, “gli diede due botte e lo indirizzò nel corso". E lo fece con tale efficacia che il cavallino mise le ali ai piedi, raggiunse e superò ben presto la Giraffa, che nel frattempo era passata in testa, ed andò a cogliere per i torraioli una grande e ormai insperata vittoria.
Ciocio era considerato un senese di adozione e come tale fu, insieme al fratello Marcaccio, uno dei maggiori rappresentanti di quel gruppo di fantini autoctoni che nell’ultima parte del XVIII secolo diedero vita ad una vera e propria faida che fu all’origine di numerosi episodi di violenza fra fantini al giorno d’oggi assolutamente inimmaginabile.
Per la descrizione di alcuni di tali fatti, rimandiamo il lettore alla scheda di Dorino e di Piaccina.
Come per molti dei fantini suoi contemporanei, la bravura ed il coraggio erano pari all’infedeltà e al doppio gioco, tantochè il Bandini, speriamo con un poco di esagerazione, in occasione della vittoria riportata da Ciocio nel luglio del 1797 per i colori della Tartuca afferma che “fu questa l’unica volta che non fece birbonate”.
Chi in particolare ebbe a soffrire di questa sua propensione alle birbate sembra sia stato il Bruco che, per ben due volte ebbe molto a che ridire sulle prestazioni di Ciocio.
Nel luglio 1790 con il giubbetto giallo-verde, nonostante montasse un ottimo cavallo vittorioso nel palio precedente, fece di tutto pur di non vincere ed il Gagliardi non può escludere che all’origine di questo suo atteggiamento ci potesse essere un giro di scommesse clandestine allora abbastanza comuni.
Ma ancora peggio fece nell’agosto del 1792, quando sempre per i colori del Bruco, pur di non passare in testa, arrivò persino a nerbare nel posteriore il cavallo del Montone che aveva difficoltà a superarlo.
Questa volta la pazienza dei brucaioli si esaurì e solo l’intervento della Truppa Civica evitò al termine della corsa che una aggressione a Ciocio da parte dei contradaioli inferociti finisse in tragedia.
Forse è inutile ricordare che Ciocio, fino al termine della carriera non montò più nel Bruco.
Esordì giovanissimo, a tredici o quattordici anni, e stabilì subito il primato mai superato di vincere i primi tre Palii corsi. Terminò la sua carriera di fantino nello stesso modo di come l'aveva iniziata: vincendo.

Aneddoto tratto da "Ora come allora" di E.Giannelli e M.Picciafuochi






Corse pure due volte il Palio di Lucca e precisamente il 21 e il 29 settembre 1793. La corsa del 29 settembre ebbe per protagonisti anche Dorino e Piaccina che peraltro vinse il premio.






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