- LE RIVALITA' -
tratto da Con la rivale in Campo di R.Filiani e N.Zaffaroni



PANTERA - SELVA



Nacque probabilmente per questioni di confine l'inimicizia tra Pantera e Selva, poco documentata ma molto vissuta come la tradizione orale ci ha tramandato nei secoli.
Il primo episodio rilevante che vide coinvolte le due contrade risale al 4 ottobre 1745, in occasione del Palio straordinario organizzato per l'assunzione al trono imperiale di Francesco II.
La Pantera vinse quella carriera con Musino che fu favorito da un'accesa contradaiola di Stalloreggi conosciuta come la Grifa, la quale entrò in pista e colpì con un bastone il cavallo della Selva che si trovava in testa.
La Grifa fu incarcerata ed i rapporti fra le due contrade rimasero sostanzialmente immutati sino al 1786, anno in cui sorsero grandi divergenze per l'utilizzo della Chiesa dei Tessitori in cui la Selva aveva la propria sede fin dal 1778 nonostante la struttura fosse ubicata in pieno territorio panterino.
I problemi sorsero quando la Pantera fu costretta ad abbandonare, dopo un secolo, la Cappella di San Giovanni Decollato a Porta Laterina che venne adibita a luogo di culto annesso al nascente cimitero.
Il 4 luglio 1786 la Pantera consegnò le chiavi della Cappella e si rivolse al Governatore per chiedere una nuova sede, indicando come preferenze le chiese di Santa Lucia o di Sant'Ansano, entrambe comprese nel territorio della Chiocciola.
Ma le autorità decisero di far officiare la Pantera nella Chiesa dei Tessitori, quindi nel proprio territorio, mandando la Selva presso la Chiesa di San Desiderio.
Come prima conseguenza arrivò la rottura dell'alleanza che si trasformò ben presto in inimicizia tanto che nel 1805 i rappresentanti delle due contrade furono convocati dal Capitano del Popolo per cercare un accordo sulle chiese.
Si pensò ad una sorta di scambio che però fallì e i dissidi aumentarono nel 1813 quando la Pantera abbandonò volontariamente la Chiesa dei Tessitori trasferendosi in San Quirico nel territorio della Chiocciola.
Ciò nonostante la Chiesa dei Tessitori non tornò in uso alla Selva, ma fu sconsacrata ed adibita a magazzino, con la Pantera che continuò a percepire l'affitto del locale.
Nel frattempo anche nel Palio le due contrade ebbero modo di trovarsi a diretto confronto, come nel luglio 1814.
La Selva, con Brandino, riuscì a partire in testa e per ostacolare il prepotente ritorno della Pantera, con il fantino Pettiere, cadde trascinando con sé anche il rivale, ne approfittò il Bruco che vinse con Piaccina dopo aver superato Vecchia nel Nicchio.
Nulla mutò nemmeno quando la Selva si insediò presso la Chiesa di San Sebastiano, anzi l'inimicizia andò radicandosi sempre più.
Altri incidenti ci furono alla vigilia del Palio di luglio del 1854.

Lettera dell'allora Capitano della Selva al Delegato del Governo di Siena gentilmente concessa dalla redazione del Grattapassere agli autori dei libri


La Pantera poteva contare su un ottimo cavallo e sul miglior fantino dell'epoca, il Gobbo Saragiolo.
Una sera il tamburino della Pantera, seguito da altri contradaioli, si recò sul confine con la Selva e fu incitato dal proprio Capitano a varcare il territorio nemico.
Dall'altro lato si riunirono i selvaioli che si misero a difesa del proprio territorio.
Il Capitano della Selva, Giuseppe Galardi, segnalò l'accaduto alle autorità comunali invitando a prendere dei seri provvedimenti per far tornare la situazione alla normalità.
Per la cronaca la Pantera perse quel Palio con il Gobbo Saragiolo che passò sotto il nerbo di molti altri fantini compreso quello della Selva, il Gobbo Fenzi.
Gli anni successivi furono molto violenti, a partire dalla primavera 1867 quando ci fu uno scontro molto cruento presso il Fosso di Sant'Ansano a cui seguirono tutta una serie di vendette e ripicche.
Proprio da ciò nacque il gravissimo episodio del 1871 quando un calzolaio della Selva, Antonio Mancianti, fu ucciso da un sellaio della Pantera tale Bifino, ritrovato morto tre anni più tardi.
Paradossalmente proprio in seguito a questi eventi luttuosi qualcosa nei rapporti fra Pantera e Selva cambiò.
La fine dell'ottocento fu abbastanza tranquilla e col passare del tempo la rivalità andò attenuandosi notevolmente, tanto che le due contrade iniziarono a montare anche gli stessi fantini, emblematico il caso di Girolamo Vigni detto "Pippìo" tre volte nella Selva e due volte nella Pantera nel giro di soli tre anni.
Addirittura nell'agosto 1902 il fantino Giulio Cerpi detto "Testina" passò alla terza prova dalla Selva alla Pantera.
Nel 1904 poi la vittoria arrise a luglio alla Pantera ed in agosto alla Selva e della rivalità non si troveranno più tracce se non nei racconti dei vecchi.

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