- LE RIVALITA' -
tratto da Con la rivale in Campo di R.Filiani e N.Zaffaroni



ONDA - TORRE



La rivalità fra Onda e Torre ha dentro di sé tutto ed il contrario di tutto.
E' antica ma anche recente, è dinamica ed al contempo statica, è sentita da una parte e quasi snobbata dall'altra …
Di certo è un'inimicizia che crea un'anomalia nello scacchiere senese, con la Torre unica contrada ad avere due avversarie.
Già nel seicento fra le due consorelle confinanti non scorreva buon sangue.
Nel 1622 e nel 1641 vi furono degli scontri molto accesi, probabilmente per questioni di confine nate sulla "frontiera" di Piazza del Mercato, tradizionale luogo di ritrovo e contesa.
Dopo qualche tempo degli ondaioli sottrassero un tamburo di ottone alla Torre, più volte ne venne chiesta vanamente la restituzione.
Ma l'aspetto più preoccupante riguardava le continue ed aspre liti per i confini che ebbero le loro naturali ripercussioni nel Palio.
Nel luglio 1688 vinse l'Istrice con Monco; durante la corsa il fantino della Torre afferrò quello dell'Onda e lo tenne fermo fino al Casato dove un alfiere di Salicotto, sceso in pista, prese per le redini il cavallo della rivale.
A Palio concluso un ondaiolo, brandendo un'alabarda, si scagliò contro l'alfiere della Torre e lo colpì con violenza provocandone la morte per emorragia.
L'omicida riuscì a darsi alla fuga e le conseguenze di questo gesto furono molto pesanti.
Si aprì una sorta di faida fra le due contrade, da una parte e dall'altra i proprietari di case sfrattarono gli inquilini della rivale, lo stesso accadde per i negozianti che licenziarono i dipendenti.
Un altro avvenimento molto increscioso avvenne il 26 luglio 1713, in occasione della Festa Titolare della Torre.
Come era tradizione venne organizzata un serata danzante a cui prendevano parte dei ballerini che attirarono l'attenzione di molti curiosi.
Fra questi vi era la fidanzata di un cappellaio dell'Onda, Santi Pierucci.
All'improvviso nacque un diverbio molto acceso fra il Pierucci ed il torraiolo Orazio Mannotti, il quale schiaffeggiò l'ondaiolo.
Fra i due esistevano dei vecchi rancori e dopo l'accaduto il Mannotti, non tenendo conto dei consigli degli amici, si recò verso Via San Salvadore dove Pierucci abitava.
L'ondaiolo, che ben conosceva il suo rivale, rimase appostato nell'ombra ed uccise il Mannotti colpendolo con un coltello.
Seguirono giorni di grandissima tensione e paura, anche perché il Mannotti ricopriva la carica di capitano ed ovviamente era molto conosciuto.
Molti torraioli, armati di bastoni e coltelli, invasero le strade dell'Onda alla ricerca del colpevole che nel frattempo era riuscito a fuggire a Napoli.
La situazione si fece insostenibile, neanche l'arresto di molti esagitati placò gli animi.
Le autorità riunirono i vertici delle due contrade per cercare una soluzione.
Il 10 agosto furono convocate le assemblee e si arrivò ad un accordo sancito con atto del notaio Giuseppe Grisaldi del Taja.
Fu stabilito che l'Onda restituisse alla Torre il tamburo d'ottone sottratto nel seicento che venne affidato al Castellano della Fortezza, scelto come giudice imparziale.
Allo storico accordo seguirono sbandierate e fuochi d'artificio ed un cordiale convivio in Piazza del Campo a cui presero parte i più importanti protettori delle due contrade ed un centinaio di popolani per parte.
L'Onda comunicò tramite lettera alle proprie alleate, Oca e Nicchio, l'avvenuto accordo con la Torre.
Ma la "tregua" fu davvero forzata ed effimera, infatti l'astio fra le due contrade rimase inalterato e già nel 1811 se ne ebbe una riprova.
Nel Palio di luglio la Torre vinse col fantino Pettiere dopo che l'Oca, prima per gran parte della carriera, venne fermata dalla Giraffa, rimasta indietro di un giro.
L'Onda, con il famoso Niccolò Chiarini detto "Caino", arrivò seconda e contestò vivacemente la vittoria della Torre, sostenendo che Pettiere avesse compiuto solo due giri.
Nacque un violento tumulto che fu sedato a fatica, addirittura entrambi i popoli si recarono in Provenzano per il Te Deum di ringraziamento, solo il giorno successivo il cencio venne consegnato alla Torre.
Durante quasi tutto l'ottocento non si ebbero fatti di rilievo, spesso Torre ed Onda ricorsero agli stessi fantini nella medesima annata paliesca.
Occhio Vispo nel 1846, Stralanchi nel 1849, Girocche nel 1868 e Il Moro nel 1882 che in agosto vinse per la Torre.
In precedenza, nel 1856, era accaduto un fatto molto singolare.
Il 15 agosto si corse il recupero del Palio dell'Assunta dell'anno precedente, saltato per un'epidemia di colera.
Vinse l'Onda con Angelo Fabbri detto "Spagnoletto" dopo un'accanita lotta di nerbo con Giuseppe Bernini detto "Stralanchi" che difendeva i colori dell'Istrice.
Dopo soli due giorni si corse la carriera ordinaria dell'Assunta e la Torre conquistò il successo con Giuseppe Buoni detto "Bonino figlio".
Intanto la Torre, sempre impegnata nella inveterata rivalità con l'Oca, dal 1882 intraprese un breve ma violento dissidio col Nicchio.
Solo nell'agosto 1897 si ritrovano tracce di un contrasto fra Onda e Torre.
Beppino, nell'Onda, tempestò di nerbate Scansino, idolo del cappotto della Torre dell'anno precedente, lanciandosi poi al vano inseguimento di Chiocciola e Giraffa che poi si aggiudicò il cencio.
Si chiudeva così un secolo "tranquillo", almeno rispetto ai precedenti.
L'inizio del secolo successivo confermò una sorta di stasi nei rapporti fra le due contrade.
La novità eclatante ci fu nel 1909 quando le relazioni fra Oca ed Onda si raffreddarono notevolmente.
In occasione del Palio a sorpresa del 17 agosto, l'Onda ebbe in sorte un ottimo cavallo ed il fantino Picino che il giorno precedente aveva vinto nel Drago.
Ma le speranze di Malborghetto andarono deluse, vinse l'Oca con Zaraballe su Farfalla, la corsa di Picino fu incolore e la cosa non andò giù agli ondaioli.
Nacquero un po' di ruggini con l'Oca alla quale Angelo Meloni era legatissimo e con cui strinse un accordo prima di quel Palio a sorpresa.
Il primo effetto di questo avvenimento fu un riavvicinamento fra Onda e Torre.
Alla Prova Generale del luglio 1914 l'Onda girò alla Torre il fantino Ugo Vigni che poi corse il Palio per Salicotto.
Col passare del tempo si accentuò una certa avversione dell'Onda nei confronti dell'Oca, confermata da alcuni screzi avvenuti nel Palio d'agosto del 1925.
Vinse la Chiocciola con Cispa su Fiorello, ma grande favorita era l'Onda con Lola, la cavallina che aveva vinto a luglio con Picino nel Montone.
Tra gli staff palieschi di Oca ed Onda ci furono dei pesanti contrasti.
Probabilmente l'Onda cercò di ricomporre il binomio vittorioso in luglio trovando l'avversione dell'Oca che si tenne Picino.
Nell'Onda finì Edoardo Furi detto "Randellone", fantino molto legato negli anni precedenti alla Torre, che con Lola aveva vinto nell'agosto 1923 per la Giraffa.
L'Onda arrivò seconda, l'Oca nelle retrovie e nell'ottobre 1925 le due contrade conclusero un rapporto di amicizia iniziato nel 1643.
Dopo tre anni l'Onda vinse il Palio straordinario del settembre 1928 con Romolo Maggi detto "Sgonfio" su Giacca e la Torre collaborò nell'allestimento della Festa della Vittoria.
In quegli anni la Torre era alle prese con un lungo digiuno e nel luglio 1930 si presentò una ghiotta occasione per tornare alla vittoria dopo tante cocenti delusioni.
La tratta assegnò alla Torre il veloce Burattino che venne affidato al promettente Smania.
All'Onda toccò la Lina, una cavallina fortissima in partenza che aveva già vinto il Palio nel 1928 con Picino, che era anche il suo proprietario.
La Torre contava sull'aiuto dell'Onda che confermò lo Sgonfio, eroe del 1928.
Tutto andò liscio fino alla Prova Generale quando si concretizzò un inatteso e clamoroso scambio di monte fra Oca ed Onda, propiziato da un colloquio fra il "sor" Ettore Fontani e Tono Minutelli.
Picino, reduce dalla maxi squalifica del 1928, passò da Fontebranda a Malborghetto, lo Sgonfio fece il percorso inverso.
Montare Picino significava prima di tutto riavvicinarsi all'Oca consolidando e sposando le strategie del T.O.N.O., già in cantiere dal 1928.
In secondo luogo l'Onda sceglieva un fantino vincente ed assetato di successo dopo la squalifica di due anni ricevuta nel luglio 1928.
La Torre vide in un colpo svanire tutto il lavoro fatto e nella prova bastò una scintilla per scatenare un vero e proprio putiferio.
A San Martino ci fu un contatto fra Picino e Smania che rischiarono di cadere.
Appena terminata la prova si accese una violenta zuffa fra ondaioli e torraioli che provocò l'immediata rottura di ogni rapporto fra le due contrade.
Si arrivò al Palio in un clima di enorme tensione, con la Torre al primo posto e l'Onda di rincorsa.
Picino, come sua consuetudine, entrò lanciato fra i canapi e la guizzante Lina fece subito il vuoto staccando gli avversari già al primo San Martino.
Finì con Picino in trionfo per la tredicesima ed ultima volta e con lo scacchiere strategico di nuovo scombussolato.
La vittoria della Tartuca nell'agosto successivo confermò l'esistenza e lo strapotere del patto a quattro fra la Contrada di Castelvecchio, l'Oca, il Nicchio e l'Onda, ormai di nuovo su un orientamento diametralmente opposto rispetto alla Torre.
Del resto il sospetto che Onda e Torre non sarebbero mai potute andare d'accordo c'era sempre stato, l'illusorio riavvicinamento fu dovuto più che altro a fattori esterni.
Piazza del Mercato restò sempre il luogo di giochi dei cittini delle due contrade ma anche il posto in cui maturavano piccoli screzi e vecchi rancori che sicuramente contribuirono alla svolta del 1930.
Il TONO marciò come un rullo compressore sino al duro dissidio fra Nicchio ed Oca nel Palio dell'Assunta del 1934.
Anche l'Onda, dopo tre vittorie conseguite dal 1928 al 1932, pagò dazio e la Torre colse la vittoria nell'ultima occasione utile prima della guerra.
La Torre vinse in un clima particolare in cui probabilmente venne "risarcita" dei torti subiti in passato.
La tensione era talmente alta che per paura di incidenti la Torre fece correre la Provaccia allo sconosciuto Pompeo Furlanich, mentre l'Onda montò il suo barbaresco Italo Pisani detto "Sbrinde".
Ganascia e Giacchino conseguirono una netta vittoria ma la gioia dei torraioli e le polemiche degli sconfitti si spensero con primi echi di guerra.
Dopo la guerra i destini delle due contrade presero i volti di Ganascia e Ciancone.
Il primo bissò il successo dell'agosto 1939 conquistando con Piero il Palio dell'Assunta del 1947.
Il secondo, fantino fisso dell'Onda, fu grande protagonista per i colori di Malborghetto, nel bene e nel male.
In mezzo c'era stato il Palio del 16 agosto 1948 in cui Onda e Torre si fronteggiarono duramente.
Entrambe le contrade avevano dei cavalli da Palio, Brillante con Ganascia nella Torre e Piero con Pietrino nell'Onda.
Ganascia, con la collaborazione di Ghisa nel Bruco, ostacolò Pietrino e si accese un duello di nerbo.
Durante il terzo giro, con Ganascia impegnato in un vano inseguimento alla Lupa, il tamburino dell'Onda lanciò il proprio tamburo verso il fantino della Torre, per fortuna non colpendolo.
La Torre finì seconda, staccata di poco dalla Lupa, forse fu fatale proprio l'ostacolo che Ganascia volle portare a Pietrino.
Un'altra vittoria della Lupa, quella del luglio 1952, coincise con un altro "confronto" fra Onda e Torre.
Questa volta Pietrino vestiva il giubbetto cremisi, nell'Onda invece c'era Ciancone.
Il primo giro fu lottatissimo con Montone, Torre ed Onda a contendersi la testa.
Al secondo San Martino Ciancone iniziò a nerbare Pietrino e la corsa di Onda e Torre terminò lì mentre Terribile e Niduzza prendevano il largo per la Lupa.
Come detto in precedenza, in quegli anni, Beppe Gentili fu per l'Onda croce e delizia.
Dopo la vittoria del luglio 1950 il Gentili ebbe qualche problema con la Contrada di Malborghetto per un paio di Palii gettati al vento, la Torre si inserì in questo dissidio e nel luglio 1954 Ciancone vestì il giubbetto di Salicotto.
Nell'Onda montava un giovane di Monticello Amiata, Giorgio Terni detto "Vittorino", erede del compaesano Ganascia e futuro idolo della Torre.
Durante la segnatura dei fantini avvenne un fatto molto curioso.
Ciancone, talmente abituato a correre per l'Onda, si alzò al posto di Vittorino quando venne chiamata la Contrada di Malborghetto, la cosa ovviamente suscitò il disappunto della Capitana della Torre, Maria Pace Chigi Zondadari.
Nel primo Palio trasmesso dalla televisione l'Onda dominò tutti gli avversari, in poche falcate Vittorino e la mitica Gaudenzia fecero il vuoto, mentre Ciancone annaspava nelle ultime posizioni.
Fu il primo atto vittorioso della fulminante e sfortunata carriera di Giorgio Terni ed uno dei pochi giorni ingloriosi per Beppe Gentili.
Nel settembre 1960, per il Palio straordinario del VII Centenario della Battaglia di Montaperti, furono ancora protagonisti Ciancone e Vittorino.
Prima del Palio pare fosse stato raggiunto un accordo fra fantini per far vincere la Torre.
Vittorino andò in Salicotto per montare l'esperta Archetta, Ciancone nella Civetta sulla fortissima Uberta de Mores.
A far perdere la Torre ci pensarono prima gli ocaioli, "motivando" a dovere Ciancone per farlo tirare a vincere, poi fu l'Onda a svolgere il lavoro "duro" fra i canapi.
L'ordine d'ingresso ai canapi vide la Torre al quinto posto e l'Onda al sesto con Mezzetto su Zitella.
Il piccolo fantino siciliano ostacolò Vittorino in maniera determinata e decisiva, la Torre partì malissimo ed il Palio si chiuse subito a favore di Ciancone.
Ma nonostante tutti questi episodi la rivalità fra Onda e Torre continuava ad essere "a senso unico".



Dopo le turbolenze degli anni trenta per la Torre la rivalità con l'Onda non assunse mai la stessa importanza rispetto all'accesa e radicata inimicizia con l'Oca.
Ampia testimonianza di ciò è il Numero Unico edito dalla Torre in occasione della vittoria del 16 agosto 1961 in cui non vi è nessun riferimento all'Onda.
Il fatto dominante di quella carriera fu certamente la rigirata dell'Oca con Ciancone, ma anche questo evento clamoroso non può giustificare una completa mancanza di "attenzione" nei confronti dell'Onda.
In realtà per i torraioli la rivalità con l'Onda è sempre stato qualcosa di soggettivo, indifferenza o ostilità, difficili da inquadrare nel contesto generale della contrada, scorie delle vecchie ruggini nate nei giorni di gioco in Piazza del Mercato, ma nulla di più.
Nell'agosto 1966 l'Onda ripresentò Ciancone, reduce da cinque anni d'assenza, a prezzo di forti contrasti con l'Oca, la scelta coraggiosa alla lunga portò i suoi frutti con la splendida cavalcata vittoriosa del luglio 1969.
Nell'agosto 1968, sempre Ciancone fu protagonista di uno scambio di nerbate con Bazza nella Torre concluso con la caduta di entrambi all'ultimo San Martino, nel Palio più rocambolesco degli ultimi decenni.
Finita l'era di Beppe Gentili l'Onda tornò al successo nell'agosto 1972, in una carriera dominata dall'Oca fino alla caduta, all'ultimo San Martino, di Aceto su Rosella II.
La vittoria di Valente ed Orbello fu salutata dagli applausi dei torraioli, consci di aver evitato per un soffio un nuovo trionfo dell'Oca.
Erano gli anni in cui imperversava il sardo Aceto, ma l'Onda in maniera coerente non montò mai il fantino dell'Oca puntando prima su Valente, poi su Ercolino, in seguito legato anche alla Torre ed infine su Marasma, protagonista del capitolo più burrascoso degli ultimi anni.
Nel luglio 1980 l'Onda vinse il Palio con una coppia davvero poco quotata, Marasma e Miura.
Per il Palio dell'Assunta l'Onda ebbe in sorte Nibbio, un soggetto molto scorretto e confermò Marasma.
La Torre montò Spillo su Zalia, uno dei cavalli migliori in un lotto comunque mediocre.
Alla mossa Torre ed Onda capitarono di fianco, rispettivamente all'ottavo ed al nono posto.
Fin dalle prime battute Marasma, approfittando anche dell'irrequietezza di Nibbio, andò a cercare Spillo iniziando un confronto davvero infuocato.
Dopo un lungo duello l'ingresso di rincorsa della Giraffa colse Marasma intento ad ostacolare nettamente Spillo, per la Torre il Palio finiva alla mossa.
Vinse il Leocorno, a secco dal 1954, con Aceto ovviamente mandato dall'Oca.
Invece all'Onda, come nel settembre 1960, toccò fermare la Torre fra i canapi.
Al termine della carriera scoppiarono gravi disordini con i torraioli che invasero l'Onda, in momenti davvero convulsi accadde di tutto, fu un avvenimento grave e clamoroso che la Torre pagò con un Palio di squalifica.
I fatti del 1980 comunque non provocarono grossi contraccolpi, passata la rabbia e scontata la squalifica i rapporti tornarono allo stato precedente e negli anni seguenti questo stato di cose non è cambiato di molto.
Nel 1986 Onda e Torre si ritrovarono a contendersi le prestazioni di Salvatore Ladu detto "Cianchino", che nell'agosto 1985 aveva vinto con Benito per Malborghetto.
A luglio, Cianchino nell'Onda sfiorò la vittoria con Amore, beffato nell'inconsueto arrivo in volata a sei che premiò il Drago con Falchino su Ogiva.
Ad agosto Cianchino passò clamorosamente alla Torre, con la veloce Vipera le premesse per rompere il lungo digiuno di Salicotto c'erano tutte, ma ad imporsi a sorpresa fu la Giraffa con Truciolo su Fenosu.
Nell'agosto 1988, la sera della Prova Generale, si accese una mischia in cui un ondaiolo colpì un vigile, il gesto costò un Palio di squalifica all'Onda che ricorse, senza successo, al TAR.
Gli anni novanta ebbero un inizio particolarmente caldo con Onda e Torre impegnate fino al 1993 in scontri praticamente annuali.
Nell'agosto 1993 avvenne una rissa notturna che costò molto cara alla Torre.
Dopo la cena della Prova Generale si accese una mischia in Piazza del Campo nel corso della quale un torraiolo colpì un rappresentante delle forze dell'ordine in borghese.
Arrivarono due Palii di squalifica, il secondo per sommatoria di deplorazioni, che tennero lontana la Torre dal tufo per due anni esatti.
Gli ultimi screzi fra Onda e Torre risalgono al 1998, annata caratterizzata dal dualismo fra Cianchino ed Il Pesse.
L'Onda, con grandi ambizioni, strinse un accordo col Il Pesse, mentre la Torre confermò Cianchino che nell'agosto 1997 aveva sfiorato l'agognata vittoria assente dal 1961.
Nella mossa del Palio di luglio la Torre fu estratta al nono posto e l'Onda di rincorsa.
Fra Il Pesse e Cianchino si aprì una sorta di guerra psicologica fatta di sguardi minacciosi, i tempi di mossa furono lunghissimi e solo dopo un'ora i cavalli uscirono dai canapi.
Sia l'Onda che la Torre con ottimi cavalli, rispettivamente Careca e Votta Votta, non furono affatto protagonisti del Palio che finì in Fontebranda per l'ennesima volta.
Nell'agosto successivo ancora una volta Cianchino ed Il Pesse l'uno contro l'altro, in un conflitto che forse andava oltre la rivalità fra Onda e Torre.
L'Onda era la favorita di quel Palio con Lobi's Andrea ed un ottimo posto al canape, il secondo.
Ma la corsa dell'Onda finì al primo San Martino in una tragica carambola che coinvolse anche il Bruco e la Torre con Cianchino che aveva nettamente cercato il contatto con il rivale.
L'ennesima pagina di un'inimicizia secolare ma anomala in cui c'è da sempre tutto ed il contrario di tutto…



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