CAPITOLO I - LUOGHI E PODERI

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QUETOLE
Quetole o Quietole, secondo una versione seicentesca, è un antico podere definito comunello già nel 1319, dal cui "sindico" dipendeva anche il podere di Mucenni. Quetole era nelle ragioni della chiesa di Petroio per poi passare alla nuova cura di Quercegrossa nel 1653. Impossibile risalire alle sue origini che certamente devono ricercarsi nell’Alto Medioevo. Le terre di Quetole segnavano il confine senese con il contado fiorentino di Castellina in Chianti.

Sulla strada per Quetole così ci appare il podere. Nelle immagini che seguono, alcuni particolari dei servizi agricoli e delle costruzioni

Percorrendo la strada che da Quercegrossa conduce a Vagliagli superata Pietralta di diverse centinaia di metri, dopo la lunga spianata con a sinistra il bosco e a destra i campi lavorati, si raggiunge Casapera, che rimane sulla destra e, quasi di fronte, il bivio che porta a Quetole. Dopo breve cammino su una strada immersa nel bosco ci appare il podere. Ancor oggi come nel passato si presenta con due fabbricati che corrispondevano ad altrettanti proprietari che si dividevano circa diciotto ettari tra seminato e bosco. Il vicino torrente Staggia riforniva di acqua. Nel 1572 a Quetole vivono Michele di Domenico, colono di Jacomo Federighi e Antonio Lodoli definito "mezzaiolo delle monache" e si tratta delle monache del Santuccio di Siena proprietarie anche nel 1564. Più tardi, nel 1611, ai Federighi si sono sostituiti i Bianciardi con Lorenzo di Giovanni, e sono ancora presenti i Lodoli, non più mezzaioli, ma proprietari con Agnolo figlio del rammentato Antonio. Infatti vengono registrati per la tassazione sia come proprietari che contadini mentre il mezzaiolo dei Bianciardi è Battista di Domenico Barbetti. La coltivazione del grano in quegli anni dà un’ottima resa e la produzione si pone fra le maggiori della parrocchia di Petroio. Le due famiglie dei Lodoli e dei Bianciardi mantengono le rispettive proprietà per quasi tutto il Seicento poi entreranno i Nelli di Fonterutoli che unificheranno i due poderi e la pigione acquisendo prima la parte del Bianciardi sin dal 1660 con Alberto Nelli e poi quella dei Lodoli che risultano fino al 1705. I Nelli acquistano nel 1685 anche Casapera e da quel giorno Casapera e Quetole resteranno sempre sotto gli stessi padroni. Di due poderi e una pigione a Quetole, sotto i Nelli resterà un unico colono in un unico podere fin dal 1718. Da allora una sola famiglia di contadini ha lavorato quelle terre con la sola eccezione nel 1817 quando vi risiede il logaiolo Cesare Mariottini e la consorte. Passa il Settecento e nei primi decenni del nuovo secolo è la volta dei Nencini, i padroni del Castello di Quercegrossa, che acquistano Quetole verso il 1820. Il catasto registra nel 1825 la casa colonica e corte di 1564 bq. di Nencini Antonio di Domenico. Successivamente subentra la proprietà Cerpi con i figli di Bernardino che ereditano dalla mamma Angela Nencini il 15 luglio 1879 quando Quetole per divisione dei beni di famiglia passa a Cerpi Paolo ed Egisto di Bernardino proprietari e detto Bernardino fu Paolo usufruttuario. Ma i due fratelli ben presto monetizzano e vendono l’anno successivo, 13 giugno 1880, al fratello Egidio che detiene ancora il Castello. Questo accadeva ad aprile e a giugno anche Egidio si disfà di Quetole e lo vende a Lorenzo Cinotti e successivamente, nel 1883, passa a suo figlio Alessandro con le sorelle Anna nei Lazzerini e Penelope usufruttuarie. Nel 1884 ancora un cambio nella proprietà che passa al marito di Anna, Otello Lazzerini, restando le due sorelle Cinotti usufruttuarie insieme a Nicchi Giulia moglie di Otello. Terminato questo valzer di passaggi trascorrono otto anni per vedere poi Giulia Nicchi vedova Cinotti in Lazzerini ereditare la proprietà il 3 maggio 1902. Negli anni della prima guerra con la morte di Giulia entra nella proprietà la famiglia Casini, della fattoria di Mucenni, che la conserverà per molti decenni e il tutto si svolse così: Il 26 dicembre 1917 per successione a Casini Alessandro di Ercole, proprietario, domiciliato a Siena; a Lazzerini Luigi fu Temistocle usufruttuario per 1/3 e Nicchi Pia fu Francesco nei Lachi usufruttuaria per 2/3. L’8 giugno 1929 per successione a Casini Alessandro di Ercole, proprietario, e Lazzerini Luigi fu Temistocle usufruttuario per 1/3. Il 24 giugno 1930 per riunione d’usufrutto a Casini Alessandro di Ercole, proprietario. Il 16 marzo 1949 a Casini Niccolò per successione.
Tra le tante famiglie che vi hanno dimorato si ricorda Michele di Domenico nel Cinquecento e Battista Barbetti ai primi del Seicento poi gli Anichini, i Masini, i Brogi, i Manganelli, i Nencioni. Nel Novecento vi fanno entratura i Pallassini, i Bussagli, i Sestini per chiudere con i Morini.













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