- PROCESSI E FATTI CURIOSI CHE RIGUARDANO I FANTINI -

Il figlio di Cappellaro






Talvolta accadeva che pure i figli di famosi fantini si cacciassero nei guai. E, come in questo caso, guai seri: concorso in omicidio.
Ciò è quanto accadde a "Giovanni Pistoj figlio del vetturino detto il Cappellaro perchè circa l'ore tre della notte del 20 del caduco giugno (1731) (insieme ad altri due compagni) concordemente portatisi in Fonteblanda e specificamente alla porta dello scorticatoio del macellaro Alessandro Laghi" con l'intendo di entravi di prepotenza, furono inizialmante respinti da Giovanni Maria Chini.
Iniziò una colluttazione. Il Chini armato di una spranga riuscì a tenere a bada i tre che erano armati di coltelli. Poi uno degli aggressori, conosciuto col nomignolo di Pavolaccio, scagliò contro il Chini un sasso "colpendolo nell'occipite sinistro, e gli cagionasse in tal parte una ferita della grandezza di una mandorla".
Apparentemente non sembrò nulla di grave, ma "per i postumi il 10 del caduco luglio il detto Chini se ne passasse da questa all'altra vita...".


Archivio di Stato di Siena - Capitano di Giustizia 239 - c.667 - 13 ottobre 1731

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