- PROCESSI E FATTI CURIOSI CHE RIGUARDANO I FANTINI -

Bastonate a Campanino accusato di voler rubare cocomeri e poponi






"Nel dý primo del corrente mese (agosto 1833), verso le ore cinque pomeridiane, la guardiana del bestiame Maria Casagli (come sostiene l'accusa), trov˛ un certo Campanino abitante presso la porta S.Viene (Porta Pispini), di professione pesciajo, portar via poponi e cocomeri".
Sempre secondo questa versione, invitato ad andarsene, il Bianchini oppose un rifiuto e quindi la ragazza si trov˛ costretta a chiamare i fratelli Capperucci, "uomini del Podere che erano a casa a far merenda".
Appena uno di loro s'avvent˛ contro il Bianchini, si accorse che quest'ultimo impugnava "un coltello da tasca aperto" atto a sferrargli una coltellata all'altezza dello stomaco che per fortuna and˛ a vuoto.
Immediatamente scoppi˛ una rissa: l'amico di Campanino, un non meglio identificato "Groppino", si dette subito alla fuga dopo aver ricevuto "due legnate", lasciando il malcapitato da solo a fronteggiare sette uomini che non esitarono a percuoterlo pure con dei legni, tolti dal vicino vigneto.
Evidentemente la tempra di Campanino doveva essere robusta, perchŔ non ne uscý poi tanto malconcio, forse grazie all'intervento opportuno Giuseppe Brandani, (detto Ghiozzo, fratello di Brandino, Brandino Agostino e Cicciolesso vedi) domiciliato a Taverne d'Arbia, di professione trafficante che, insieme al fabbro Masini, si trovava a passare nelle vicinanze.
Ecco la sua deposizione, come teste a favore del Bianchini.
- "...arrivati che fummo sul Ponte del Bozzone, si sentý che i contadini Capperucci gridavano ai ladri, e nell'istesso tempo si videro correre gi¨ per campo precisamente verso la gora del mulino in prossimitÓ della strada maestra gridando ad alta voce: ci rubano i poponi ed Ŕ Campanino che li rubba. Arrivati alla greppa della gora suddetta, dove era appunto Campanino, cominciarono a fare un gran baccano e a gridare: ammazziamolo, ammazziamolo...
Io col Masini che si sentý gridare in questa maniera si corse lÓ dove gridavano per vedere cosa facevano i Capperucci a Campanino, e arrivati da loro, si trovarono tutti addosso a Campanino." -
Il Brandani allora si intromise fra i litiganti e riuscý a far placare per un momento gli animi, chiedendo del perchŔ di quella rissa:
- "...loro mi risposero perchŔ li aveva rubato i poponi, ma vidi che Campanino non ne aveva alcuno, e che dentro la cestella vi aveva poche libbre di pesce.
I Capperucci poi dissero che lo volevano ammazzare perchŔ aveva cavato il coltello, che io non gli viddi per niente.
Poi Campanino disse che aveva perso una campanella d'oro da un orecchio, io la ricercai, e la trovai lý per terra, gliela diedi in mano, e poi lo mandai subito via". -
Non ci Ŕ dato sapere quale fosse il verdetto dei giudici, si pu˛ per˛ supporre che il soprannome "Campanino" gli derivasse per quella campanella d'oro che gelosamente portava all'orecchio, persa durante i tafferugli.


Archivio di Stato di Siena - Capitano di Giustizia 478 - anno 1833

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