- PROCESSI E FATTI CURIOSI CHE RIGUARDANO I FANTINI -

Masino e il furto della valigia






Baldaccini Tommaso di Angiolo, vetturino
IMPUTATO

di furto qualificato per avere nella sera del 3 Ottobre 1893 alle Volte Basse in quel di Sovicille, abusato della fiducia derivante da relazioni di opera ch'egli prestava come vetturino, e mediante scasso sottratto da una valigia che aveva nella carrozza da lui condotta, e fatti propri a fine di lucro in danno di Viligiardi Carlo e Bonelli Margherita vari oggetti d'oro e d'argento per il complessivo valore di Lire 700 circa.



L'anno milleottocentonovantatre il giorno quattro Ottobre è comparso Viligiardi Alberto, d'anni 48 da Sovicille, ed ha reso la dichiarazione seguente:
Ieri sera col treno delle 7 proveniente da Grosseto giunse in questa stazione ferroviaria mio figlio a nome Carlo insieme alla sposa. Erano a riceverlo congiunti e amici, i quali tutti con una carrozza a due cavalli di proprietà di Gracci, si diressero alla mia abitazione in contrada Volte Basse, comune di Sovicille.
Prima di montare in vettura le donne raccomandarono di tenere d'occhio le valigie poichè contenevano oggetti di valore, e fecero tali raccomandazioni a voce alta in modo che furono intese dal conduttore della vettura.
Giunti a destinazione, dopo circa due ore che gli sposi e gl'invitati erano in mia casa, si costatò la mancanza di una valigia di tela bigia, della lunghezza di 50 centimetri contenente due collane l'una di corallo e l'altra di granati, due spilli d'oro, sei paia di orecchini d'oro dei quali un paio fatto con monete egiziane, cinque anelli d'oro, due catene d'argento pel valore complessivo di circa £ 700, nonché un paio di pantofole, un berretto, un velo ed un porta sigari. Ritenendosi dapprima che la valigia si fosse smarrita lungo il percorso, spedimmo due persone sulla via per rintracciarla, ma le loro ricerche risultarono infruttuose.
Questa mane io fui avvertito da una donna a nome Capannoli Argentina che la valigia in parola trovavasi in una vigna attigua alla propria abitazione sita in contrada delle Volte Basse. Recatomi sul posto effettivamente la rinvenni, ma scassinata e mancante degli oggetti d'oro, di argento e di corallo suddescritti.
Faccio intanto rilevare che il vetturino del Gracci, a nome Tommaso Baldaccini, il quale condusse mio figlio dalla Stazione di Siena alla mia casa in Sovicille, quivi giunto verso le ore 8 pomeridiane, vi ci rimase circa cinque ore per far riposare i cavalli e per ricondurre a Siena alcuni degl'invitati.
Questa mane io ho rinvenuto nella stalla occupata dal Baldaccini un temperino con una lama spaccata che evidentemente dovette servire per scassare la valigia, nonché un chicco di granato che fu dalla predetta valigia sottratto. Di tale sottrazione io ho motivo a ritenere autore il vetturino, il quale allorché vide la valigia in discorso abbandonata per dimenticanza nella vettura dovette impossessarsene, rammentando di avere udito alla Stazione di Siena che conteneva oggetti di valore.
Conferma tale mio sospetto il fatto che dopo staccati i cavalli ed attaccati questa nella stalla, il predetto vetturino incominciò a desinare insieme a diversi miei famigli, ma trascorsi appena dieci minuti, costui si levò dicendo che doveva recarsi nella stalla per governare i cavalli mentre da pochi istanti ne veniva.


Archivio di Stato di Siena - Tribunale di Siena 452

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