- PROCESSI E FATTI CURIOSI CHE RIGUARDANO I FANTINI -

Cigna condannato per violenza e per delazione d'arma proibita






Serni Giovan Battista detto Cigna di Giuseppe di anni 23, nato e domiciliato a Colle val d'Elsa imputato di violenza privata.
1° per avere in Colle nelle prime ore antimeridiane del 13 settembre 1886 gettando un cappello in terra, imposto a mano armata di una pistola a Camici Giuseppe, Bandinelli Angelo, e Fornai Guglielmo di non passare oltre, sotto la minaccia di gravi danni personalo contro di essi.
2° di delazione d'arma insidiosa = Per avere nelle preaccenate circostanze di tempo e luogo delato fuori della propria abitazione una pistola avente la canna misurata internamente una lunghezza inferiore a 171 millimetri.

Ritenuto in fatto resultato dall'orale dibattimento che circa le ore sei antimeridiane del 13 Settembre ultimo decorso mentre i giovani Giuseppe Camici, Guglielmo Fornai ed Angelo Bandinelli tutti lavoranti della Fabbrica Masson nella Città di Colle di val d'Elsa, transitavano lungo la Pieve in Piano diretti verso la via Maremmana presso la detta città, giunti ad un certo punto della detta via furono sopraggiunti da un individuo della stessa Città soprannominato il Cigna, ossia dall'odierno giudicabile Giovan Battista Serni, il quale cominciò a provocarli dando loro delle spinte, e giunti presso la roteria dei cristalli a poca distanza da una pubblica latrina, il detto Serni gettando il proprio cappello a pochi passi di distanza da loro produsse nelle seguenti espressioni = chi passa il cappello lo brucio =.
Che al chiaro della luna che splendeva in quella notte oltre all'aver potuto riconoscere bene il giudicabile che i tre giovani qualificarono per il Cigna, poterono vedere in modo non dubbio che costui era armato di arma corta da fuoco.
Che i nominati tre giovani ad evitare funeste conseguenze, tornarono indietro, ad andare a denunciare il fatto ai Reali Carabinieri, i quali detisi immediatamente a ricercare l'odierno giudicabile, ma per tutta la notte non poterono ritrovarlo.
Che circa le ore 9 antimeridiane dello stesso giorno 13 settembre ultimo passato i suddetti Reali Carabinieri si portarono alla casa di abitazione del Serni e trovarono nel cassetto di un canterano della sua camera una pistola la cui canna avendo una lunghezza inferiore a 171 millimetri la sequestrarono e trasserro in arresto lo stesso giudicabile Serni il quale dichiarò che quella pistola gli era stata data per custodirla da certo Niccolò Selmi di Colle di Val d'Elsa, ma negò di avere usato violenza ai tre giovani Camici, Bandinelli e Fornai.

A seguito di questi fatti, il Serni, che nel corso del dibattimento si trova indicato con il soprannome di Cigni, Cigno e Cigna, venne condannato a tre mesi di carcere per il reato di violenza e ad altri tre mesi per delazione d'arma vietata.


Archivio di Stato di Siena - Tribunale di Siena 410

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