- PROCESSI E FATTI CURIOSI CHE RIGUARDANO I FANTINI -

Il Casagli e il furto d'uva






2 ottobre 1837 - RAPPORTO GIORNALIERO DEL CAPITANO DI POLIZIA

La decorsa mattina messe referto in Tribunale il possidente, e l'ortolano
Leopoldo Rubini dimorante in Siena da S.Petronilla narrando, che introdottosi i ladri la precedente notte nel di lui orto, scavalcandone il circondante muro, gli avevano recisa da diverse piante di vite, e quindi portata via circa dugento libbre d'uva del costo di £ 11.13.4; soggiunse che parte di tal genere l'aveva riconosciuto presso Michele Neri rivendugliolo in questa Piazza del Campo.
Al seguito di ciò feci tosto reperire la quantità dell'uva che esisteva in mano del Neri, cui dichiarò di averla acquistata in compra quella stessa mattina per il prezzo di una Crazia le due libbre da
Bernardino Casagli bracciante di Vallerozzi, ed arrestato costui sostenne che l'uva reperita era stata da lui venduta per condo di suo fratello
Angiolo Casagli zappaterra nel Rialto, e fermato pure quest'ultimo trovato detentore di un paniere ripieno della medesima qualità di uva, tese a dire che l'uva in questione non era sua, ma del di lui fratello Bernardino.
Dietro questa ben diversa dichiarazione furono visitate le loro dimore ma non vi ritrovata altra uva da porre sotto suggello, e siccome quella già assicurata corrispondeva perfettamente alla furtiva a danno del Rubini l'esibii a Corte per l'uso conveniente, e presentaj in pari tempo i preavvertiti Fratelli Casagli onde gli fosse proveduto contro per il furto modico di che trattavasi, e dopo sommario esame vennero entrambi associati in Carcere pubblica.


Archivio di Stato di Siena - Governo di Siena 349 - anno 1837

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