- SIENA IN PIANTA -
Le antiche piante della città a cura di Giordano Bruno Barbarulli

CARTA DI SIENA TRATTA DA "LA PATRIA" STAMPATA NEL 1889


Tratta da “LA PATRIA. Geografia dell’Italia”, opera pubblicata a Torino nel 1899, questa pianta a larga scala (1:7500) e ricca di particolari (v. la legenda) mostra la città alle soglie del nuovo secolo con le sue prime espansioni fuori delle mura. Sono infatti raffigurati: la Piazza d’Armi con il Bersaglio Civile e i due collegamenti verso Firenze e la Maremma costeggiati da alcuni fabbricati, le due Strade di circonvallazione che collegano la Porta Camollia (v. anche l’attuale Via Nino Bixio) e la Porta Ovile con la Stazione, ed infine il Cimitero della Misericordia ampliatosi a “Monumentale” nel corso della seconda metà dell’Ottocento.
All’interno delle mura, grazie al maggior dettaglio di scala, compare l’indicazione di molte nuove vie: del Pignattello, del Paradiso, Giovanni Duprè, del Casato, del Giglio, delle Terme, dei Termini, Romana, delle Lombarde, dei Maestri, delle Cerchia, della Murella, del Fosso di S. Ansano, ecc. Alcune di esse ebbero una intitolazione risorgimentale come Viale Curtatone e Via Palestro (poi Sasso di S. Bernardino) ed altre un nome diverso dall’attuale come Via Malizia (poi della Piana e quindi Malta), Via del Vapore (ora Stufa secca) e Via Magenta (oggi Beccafumi). La Strada nuova di Campansi diventa Via Campansi nel primo tratto e Via di Montebello nel secondo, mentre il ricordo di Garibaldi si sposta da Pantaneto alla Via ancora oggi intitolata a “L’eroe dei due mondi”, per lasciare a Ricasoli tutta la strada fino alla Croce del Travaglio. L’attuale Via P. Mascagni, allora Stalloreggi di Fuori, prende il nome di Via del Nuovo Asilo per la presenza dell’Asilo dei Vecchi Impotenti al Lavoro, unito all’Asilo dei Convalescenti.
Nella pianta è erroneamente indicato un collegamento fra Via Cavour (Montanini) e Via del Vapore in corrispondenza della Palazzina Costantini (già Ottieri della Ciaia), mentre poco prima si vede il sottopassaggio davvero esistente.
Alle consuete piazze indicate nelle piante precedenti in questa si aggiungono le nuove Piazza Pianigiani (Matteotti), Abbadia, Manzoni (già S. Clemente), Giordano Bruno (S. Agostino) e Mazzini (S. Domenico). Nella Piazza Salimbeni (non indicata) è segnalata la statua del Bandini (1881) al centro, la presenza del Monte dei Paschi a sinistra (37) e la Posta a destra (53); la Piazza di Santa Petronilla, attraverso le denominazioni di Piazza Nuova e Piazza del Sale, diventa temporaneamente la risorgimentale Piazza Cairoli. Nella legenda degli Stabilimenti, Teatri, ecc. sono da segnalare l’Accademia e Teatro dei Rozzi, il Palazzo delle Papesse che ospita la Banca d’Italia, il Seminario Arcivescovile in S. Francesco e i due Conservatori del Refugio, oltre al Manicomio di S. Niccolò, all’Orfanotrofio di S. Marco e all’Istituto Pendola, fabbricati che giustamente appaiono molto ampliati rispetto alle piante precedenti. Davanti al Convitto Nazionale Tolomei è accennata la sagoma del complesso che già da tempo comprendeva la Chiesa di S. Mustiola, l’Accademia dei Fisiocritici e l’Orto Botanico ed infine la Via dei Tufi, presso la Chiesa della Maddalena, accoglie le Scuole Normali Caterina Benincasa.




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