- SIENA IN PIANTA -
Le antiche piante della città a cura di Giordano Bruno Barbarulli

CARTA DI SIENA POSTERIORE AL 1851


Anche questa pianta, orientata come la precedente da Sud a Nord, era destinata ai turisti, in particolare tedeschi e francesi. Sebbene il fatto che la Nuova Barriera di S. Lorenzo non sia indicata collochi il rilievo della città in una data anteriore al 1851, in realtà la pianta è stata compilata qualche anno dopo. E’ comunque pre-unitaria. Per quanto sia un po’ sommaria fu certamente allegata ad una guida turistica ed aveva esclusivamente lo scopo di aiutare lo straniero a visitare la città, come dimostrano alcune peculiari caratteristiche.
In primo luogo c’è la griglia di numeri e lettere per l’individuazione esatta delle indicazioni riportate, in secondo luogo alla citazione delle Piazze e delle chiese più importanti (che giunge fino al n. 15) è aggiunta quella più numerosa di Palazzi, edifici pubblici e collezioni (fino al n. 35) da poter vedere durante la visita a Siena, ed infine compaiono per la prima volta sulla pianta stessa tanto l’indicazione in didascalia di tre alberghi cittadini (nn. 36, 37 e 38), quanto i nomi delle strade principali.
La didascalia riprende le poche indicazioni che facevano da corredo alla pianta precedente, ma con almeno tre variazioni: la Posta delle Lettere diventa Ufficio della Posta (35), l’Istituto delle Belle Arti è variato in Accademia (16) ed infine, pur restando l’errore di un Palazzo Piccolomini (28) collocato nella zona di Castelvecchio (C3), da esso viene scisso quello del Governo e di Polizia (27) che è collocato nell’effettivo Palazzo Piccolomini nei pressi di Piazza del Campo (D4), palazzo che dal 1858 ospiterà anche l’Archivio di Stato.
Alle vecchie indicazioni ne sono aggiunte diverse altre del tutto nuove, tanto in pianta che in didascalia.
A partire da ore 12 (P. Fonte Branda) in senso orario si può notare indicata la Via di Poggio Malavolti, odierna Via del Paradiso, che collega l’ampio spazio, oggi Piazza Matteotti, antistante la Chiesa di S. Caterina, già delle Monache del Paradiso e poi della Contrada del Drago, con S. Domenico (10). Della suddetta S. Caterina è disegnata l’importante scalinata, mentre la piazza risulta chiusa a nord da un arco di collegamento fra due fabbricati. Più in alto sono disegnati come solito la Fortezza e gli ampi e geometrici giardini della Lizza detta in didascalia come Pubblico passeggio (22).
A ore 2 l’odierna Via Montanini è suddivisa in un primo tratto che arriva fino al Cavallerizzo denominato Via della Volpe ed in un secondo tratto, Via degli Umiliati, che arriva fino ad incontrare le parallele Via di Camullia e Via Pignatello nei pressi delle quali si confermano le indicazioni di Fonte Giusta (11) e La Concezione (7). A metà di questa seconda parte Via degli Umiliati si apre sulla destra in uno slargo (che successivamente sarà trasformato nell’odierna Piazza del Sale) nel quale confluiscono le importanti Vie S. Lorenzo e Stufa Secca, quest’ultima proveniente da Vallerozzi all’inizio della quale è indicato l’Hotel Arme d’Inghilterra (38). A ore 5 sono poi rappresentati la mole del Convento di S. Francesco (12), in parte già adibito ad uso militare fin dal 1817 e il piccolo Oratorio di S. Bernardino (4) conosciuto per il suo portale.
Da ore 6 a ore 10 sono indicate nell’ordine: Via Abbadia Nuova che, costeggiando il complesso di S. Chiara, collega Porta S. Viene a S. Spirito (15) e che si immette, poco prima della Chiesa di S. Giorgio indicata solo con una croce, in Via S. Maurizio, primo tratto di Via Pantaneto che prendeva nome dall’antica Porta; la Strada di Romana che, partendo dall’omonima Porta, proseguiva con la strada del Borgo della Maddalena alla sinistra della quale è visibile la Basilica Agli Servi della Maria (14); Via di Fontanella, al temine della quale è visibile S. Giuseppe, e Via di S. Agata che conducono a S. Agostino (3) e al Museo dell’Accademia de’ Fisiocritici (23), evidentemente già nota, che dal 1815 si era insediata nell’ex Convento dei Camaldolesi della Rosa; Via della(e) Sperandi(e) che insieme alla Via S. Marco raccorda il lato est della città con l’omonima Porta (a ore 10) a sua volta collegata alla Porta Laterina (a ore 11).
Molte altre sono le indicazioni relative alla parte interna e più importante della città.
Fra le chiese che possono destare l’interesse del turista, oltre quelle consuete, sono indicate S. Caterina (6), S. Cristoforo (8) e quella Del Carmine (5). Fra i palazzi quello Buonsignore(i) (25), sede della Pinacoteca in epoca recente (1932), quello del Magnifico (26), quelli Bellanti (o Incontri) (29) e Poltini (Celsi Pollini poi Neri attribuito al Peruzzi) (30) vicini al Carmine ed infine quelli Saraz(c)ini (32) e Tolomei (33).
L’asse viario che va da Sud a Nord collegando le due Porte principali (Romana e Camullia) si completa nell’ordine con Via delle Loggie, Via Re(i)naldini e Via Pellicceria (attualmente Banchi di sotto e di sopra) e con Via degli Ufiziali intorno alla Piazza del Campo (parte dell’odierna Via di Città). Lungo l’asse principale o in prossimità di esso sono situati importanti servizi pubblici come la Dogana (19), l’Ufficio della Posta (35) e gli Hotel Aquila nera (36), presso l’attuale Galleria Odeon, e Tre Ri(e), prospiciente Piazza Tolomei, che si aggiungono al già citato Arme d’Inghilterra. Più defilati dal centro sono indicati tanto la Biblioteca pubblica (17), accanto alla Accad. delle belle Arti (16) alla quale conduce la Via delle Terme proveniente da una spazio identificabile con l’odierna Piazza Indipendenza, quanto il Teatro de’ Rinnovati (34). Una innovativa segnalazione a parte è riservata al Giardino botanico (21) o Giardino dei semplici (semplici sono le piante medicinali) annesso all’Ospedale della Scala (24) dietro Piazza di Postierla (2). Fu questa la prima sede dell’Orto Botanico dell’Università, fondato nel 1784 dal Dr. Biagio Bartalini, che solo nel 1856 occupò lo spazio attuale in Via P. A. Mattioli.



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