- SIENA IN PIANTA -
Le antiche piante della città a cura di Giordano Bruno Barbarulli

CARTA DI SIENA POSTERIORE AL 1851


Questa è una delle prime piante compilate ai fini turistici. Sono infatti scomparsi del tutto i conventi e i monasteri, rimanendo indicate solo le chiese più importanti, fra le quali ovviamente il Duomo (1) che viene elencato per primo con la dicitura La Cattedrale. Le indicazioni sono prevalentemente di tipo “laico”.
Dal punto di vista cartografico è molto approsimata ed in didascalia il numero dei luoghi di interesse è particolarmente ridotto rispetto a quelli delle piante anteriori o delle più importanti piante contemporanee, come per esempio la Zuccagni-Orlandini (1832) e la Tarducci-Pozzi (1848 ca). La sua compilazione è senz’altro posteriore al 1851, anno in cui venne aperta la Nuova Barriera di S. Lorenzo a seguito della costruzione della Stazione Ferroviaria (non indicata in pianta).
La Barriera aperta risulta appunto chiaramente segnata, ed è proprio per questa ed altre nuove indicazioni delle quali diremo che la modesta piantina resta comunque interessante.
Fra le chiese che secondo l’autore sono ancora degne di menzione – S.Agostino (2), S.Domenico (4), S.Francesco (6), S.Martino (7) e S.Spirito (8) - figura anche la chiesa detta La SS. Concezione (3), sopravvissuta al Monastero delle Monache Agostiniane che era annesso al Palazzo Paparoni nell’omonima Piazza e già soppresso nel 1783.
Alle consuete indicazioni di Piazza del Campo (9) e del Palazzo Pubblico (10) si aggiungono in questa pianta quella per il Casino dei Nobili (12), in precedenza Loggia della Mercanzia divenuta sede dei Signori Uniti del Casino nella seconda metà del Settecento, che si affaccia sulla Piazza ed il Teatro de’ Rinovati (15), posto dietro (o meglio all’interno) del Palazzo, teatro che era stato rimodernato dall’architetto Beniamino Fantastici nel 1833.
Altre nuove o importanti indicazioni per il turista sono quelle che si riferiscono all’Istituto (o Accademia) delle Belle Arti (13) sorto nel 1816, all’Ospitale di S.Maria della Scala (14) e alla Posta delle Lettere (16), situata quest’ultima nell’angolo di Palazzo Tantucci prospiciente il ristretto spazio che sarebbe stato in seguito trasformato in Piazza Salimbeni.
La pianta contiene però un evidente e clamoroso errore ove indica un Palazzo Piccolomineo o del Governo (11) spostato dalla sua vera sede in fine a Pantaneto all’angolo tra Castelvecchio e Via S. Pietro.
L’unica fonte segnalata è la Fonte Giusta (5), ma l’indicazione sembra essere riferita alla chiesa, connotata da una croce, piuttosto che alla fonte. Anche altre chiese (Il Carmine, S.Cristoforo, i Servi e il piccolo oratorio di S.Bernardino in S.Francesco) sono sommariamente indicate in pianta con una croce senza didascalia.
Per quanto riguarda le altre indicazioni riportate direttamente sulla pianta, oltre le consuete Porte disposte lungo la continuità delle mura e dei bastioni (fra i quali si distingue quello del Peruzzi), oltre la Fortezza e La Lizza, si nota quella del Foro Boario (bovario, per il mercato degli animali), ancora situato nella Piazza del Mercato Vecchio con propaggini nella valle sottostante.
Nonostante la semplicità la piantina rappresenta bene, seppure senza indicazioni, la mole dell’Ospedale Psichiatrico sorto nel 1818 nel soppresso Convento di S. Niccolò e quella del complesso del Tolomei.
Fra le molte altre cose appena accennate si distinguono i Vicoli senza sfondo della Tartuca e della Palla a Corda, il Fosso di S. Ansano che prosegue con la sinuosità del Costone fino a Fontebranda e la strada degli Orti di S. Domenico.
Alla sinistra di Via Camullia è ancora disegnata Via della Piana, mentre alla sua destra non compare la Strada Nuova di Campansi che invece collegava il Convento delle Suore di S. Girolamo alla Porta fin dal 1844.




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