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USCENDO DA PORTA ROMANA pagina 7
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- "Adì 11 Marzo 1706 à Nativitate. Carlo Paier, già fameglio, e
adesso Oste alla
Coroncina, della Cura di S.Mamiliano fuora dalla Porta Romana
se ne passò all'altra vita
il dì sopradetto..." (AAS, 1325, c.56v, n.407). - Uscendo da
Porta Romana, si incontravano
un'infinità di ospizi, sorti sin dal primo Medio-evo,
soprattutto per favorire la
moltitudine dei viaggiatori diretti o di ritorno da Roma. Il
nostro studio, che però segue
la precisa impostazione di riportare solo le locande che
compaiono nei libri dei defunti
della Curia Arcivescovile di Siena, ci ha costretto a
tralasciarne tante, alcune anche
famose, come quella del Pavone, appena fuor di Porta.
- "Adì 9 Ottobre 1637 Venardì. Basilio di Domenico Giani hoste à
Colle Malamerenda d'età
d'anni 84 stato ferito in testa da certi passaggieri
forestieri, è venuto a Siena nella
locanda di S.Pavolo in Salicotto..." (AAS, 1111, c.51r,
n.328). - Alberghi, locande e
taverne erano anche luoghi ideali per l'espressione di varie
forme di delinquenza e non di
rado l'oste doveva essere impegnato a tenere calmi gli animi
all'interno del suo locale. A
proposito di fatti delittosi non ci possiamo scordare la
leggenda che vuole che a
Malamerenda, il lunedì dell'Angelo del 1337, fossero uccisi a
tradimento dai Salimbeni,
ben diciotto Tolomei. Doveva essere un banchetto per riportare
la pace tra due delle più
potenti famiglie senesi, ma durante il banchetto si ebbe un
epilogo diverso. Malamerenda
trae probabilmente il nome da questo fatto, anche se certi
documenti assicurano che il
toponimo sia già esistito prima del '300. Comunque è certo che
qualcosa deve essere pur
accaduto in quel periodo e nonostante la storia riporti che la
pace tra le due famiglie
sia stata ratificata solennenemte in Palazzo Pubblico il 4
ottobre 1337, ancor oggi, lungo
una scala che conduce all'antico chiostro di S.Francesco, ci
sono diciotto tombe di
altrettanti Tolomei.
- "Adì3 Dicembre 1625. Bartolomeo figlio di Domenico hoste
all'Oca morì il dì 3 Dicembre,
e il dì seguente fu sepolto nel Cimitero di questa Chiesa
[S.Giusto e Donato a
Monteroni], et era d'anni 10 in circa..." (AAS, 1557, n.12).
- "Michelangelo figlio di Mattio Cipriani hoste nella Scala di
Monteroni passò a miglior
vita il dì 12 Luglio 1625..." (AAS, 1557, n.5). - Ci siamo
accorti che pure il fratello di
detto Michelangelo, che si chiamava Giovan Domenico, svolgeva
la medesima attività, ma
nell'Albergo della Corona (AAS, 1557, n.14) che, come la Scala,
era di proprietà dello
Spedale di Siena.
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- "Adì 6 Ottobre 1705. Lucia di Antonio Romanelli Postiere [chi organizzava il servizio postale delle diligenze]
all'Osteria della Corona del
Piissimo Spedale [S.Maria della Scala] morì circa la mezza
notte di detto giorno havendo
riceuti i Santissimi Sacramenti...; il giorno seguente fu
seppellita nella Sepoltura delle
Donne in questa Chiesa, essendo d'Anni cinquantuno..." (AAS,
1567, c.s.n. - Questa
osteria che rimase efficiente fino agli anni 50 del XX
secolo e che si trovava dove adesso sono i locali
della Pubblica Assistenza di Monteroni d'Arbia, esisteva (anche
se probabilmente in un
altro edificio) già prima del 1571, come testimonia il
battesimo di "Horatio figlio di
Bastiano hoste alla Corona", nato il 19 novembre di quell'anno.
(AAS, 1251, c.34r.)
- "Adì 16 Ottobre 1708. Orsola del già Francesco Filippi
habitante in Monteroni nella sua Osteria del Leone d'Anni 70 in circa morì il giorno detto
nell'un'hora di notte..." (AAS,
1567, c.s.n.). - La proprietà di questa locanda, deve essere
stata tramandata da padre in
fiqlio, poichè si osserva che nel 1765, "Francesco Filippi
Supplicante [probabilmente
nipote omonimo di quello sopra citato], Oste a Monteroni
d'Arbia, fu Processato perchè
avendo comprato nella di Lui propria Osteria da Tommaso
Tognarini d'Acquapendente Stato
Pontificio, sotto lì 2 Gennajo del Corrente Anno, Staja tre di
Fagiuoli per il Prezzo di
Paoli Sei e mezzo lo Stajo, in pagamento dei medesimi oltre
alle altre monete gli dasse
due Quartini d'Oro Romani valutandoli Crazie trentotto l'uno
contro l'espressa proibizione
della Vegliante Legge..." (ASS, Capitano di Giustizia 750, 20
aprile 1765).
- "Adì 7 Agosto 1669. Angela di Andrea Straccali Oste alla
Campana [a Lucignano] passò al
altra vita il dì 6 Agosto di età sua di mesi dodici e fu
sepolta nel nostro solito
Cemiterio delli Parvoli da me Giuseppe Ciolfi Vice Curato..."(AAS, 1285, p.21).
- "Adì 7 Settembre 1663. Dionisio Roche de Leone [Lione] di
Francia passò da questa vita
questo sopradetto giorno arrivato al Hostaria del Angelo [a
Luciqnano] il giorno
antecedente circa l'hore 23, che non parlava più e da me
Gherardo Natali li fu
amministrato il Santissimo Sagramento dell'Estrema Unzione,
come anco della
raccomandatione del Anima, havendo visto la fede del
Reverendissimo Prete Honorato Fabbri
Penitenziere [confessore che aveva facoltà per assolvere i casi
riservati ai Vescovi] del
Altissima Città di Roma come per sua presente spedita sotto il
dì 31 Agosto prossimo
passato. .."(AAS, 1284, n.90).
![]() Sigillo di un'Assoluzione Sacramentale del 24 maggio 1693 (AAS, 616, carta sciolta)
- "Adì 17 Ottobre 1672. Francesco Danielli Oste alla Posta, morì
il dì 16 detto, e fu
seppellito da me Prete Cristofano in questo Cimitero.,.
[Lucignano]" (AAS, 1285, p.38).
- "Adì Primo Novembre 1752. Michel'Angelo Cavallini abitante a
pigione a Ponzanello del
Piissimo Spedale Cura di S.Martino in Grania, rese lo Spirito a
Sua Divina Maestà presso
l'Osteria della Corona detta il Pantano del Nob. Sig. Landi
Cura di Lucignano..." (AAS,
1288, n.1O4).- In un'epoca di grandi disagi economici, era
divenuto anche troppo frequente
abbandonare i figli appena nati. Spesso avvolti in stracci
dentro ceste di vimini, i
neonati venivano lasciati nelle "ruote" degli ospedali o sui
sagrati delle chiese, solo
raramente nelle osterie, luoghi poco adatti a ricevere piccoli.
Sfatando questa
consuetudine abbiamo invece trovato che: "Adì 16 Agosto 1781.
Maria Assunta nata di
incerti parenti fù Lasciata di notte all'Osteria della Corona
detta il Pantano del Nobile
Signore Carlo Landi Patrizio Senese, e del popolo di questa
Pieve di S.Giovanni Battista
a Lucignano d'Arbia, e da me Piovano Giovanni Nardini fù
battezzata Sub Condizione,
secondo il Rito di Santa Madre Chiesa." (AAS, 2674, c.s.n.).
- "Adì 20 di Luglio 1642. Rosada del già Giuseppe Buldrini
habitante all'Osteria della
Corona al Ponte d'Arbia morì d'età d'anni Settanta sei fu
trovata morta nel Pelago
dell'Arbia patendo di cattivi mali fu seppellita nella Chiesa
di Seravalle..." (AAS, 2196,
c.s.n.). - Attraversare l'Arbia, talvolta guadandola, doveva
essere assai pericoloso, come
ci confermano le morti per annegamento di diversi viandanti
forestieri e pellegrini
diretti o di ritorno da Roma.
- "Adì 22 di Gennaio 1625. Morì questo dì detto Jacinto di
Bartolomeo e di Donna
Alessandra sua moglie, al presente abitanti all'Osteria di San
Giovanni nel Ponte
[d'Arbia] fu sepolto alla pieve..." (AAS, 2196, c.s.n.). - Fra i
reati di piccola entità
che venivano commessi nella zona, ne abbiamo scelto uno assai
curioso del maggio del 1756,
quando Giovanni Battista Pepi, Michele Guarnieri, Santi
Lorenzini e Angelo Ancilli,
contadini delle vicinanze di Siena, "furono questi sorpresi in
fragrante dai Famigli della
Montagnola nell'atto che stavano gettando della Calcina viva in
un Pelago, o Pozzo, che
voglia dirsi, del fiume Arbia, per ammazzarvi del Pesce. A
vista della Corte, si misero in
fuga, ed il Pepi solo fu arrestato". (Capitano di Giustizia,
750, c.s.n.).
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- "Adì 20 Settembre 1687. Giovanni Chierici Famiglio Forestiero
morì questo dì detto nella
Hosteria della Posta, e fatte le solite Esequie fu sepolto
nella Sepoltura dello Spedale
[di Buonconvento]. (AAS, 616, n.25). - Dalla visita fatta
nell'anno 1676 dal Sig.
Bartolomeo Gherardini per conto del Granduca Cosimo III al
Castello di Buonconvento,
riguardo alle cinque osterie che erano all'interno delle mura,
si viene a sapere che
"...specie quella della Posta è così mal tenuta, che poca gente
vi si ferma...".
- "Adì 13 Settembre 1659. Margarita parvola d'anni uno figlia
del già Antonio Magi da
S.Quirico, hoggi habitante con Caterina sua Madre nell'Hosteria
della Fortuna nella nostra
Cura, morse il 13 Settembre 1659 e fu seppellita nella Pieve di
Buonconvento nella
Sepoltura delle Creature della Compagnia di S.Pietro ..."
(AAS, 613, n.27).
- "Carlo di Bastiamo da Pientia morì il dì primo Agosto 1646 nel
Osteria del Angelo non
ricevè alcun Sacramento perchè trovato morto si crede dalla
fatica e disagio patito alla
Guerra [contro Orbetello], fu sepolto nel Avello dello
Spedale [di Buonconvento]."
(AAS, 612, n.268).
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- "Adì 29 dicembre 1622. L'Ill.mo et Rev.mo Sig.r Lodovico
Barone di Molard (?) Cavaliere
Teutonico [tedesco], Consigliere, Camariere di Sua Maestà
Cesarea*, fermatosi ammalato nel
Ostaria del Sole, nella nostra Parrocchia [Buonconvento] il dì
22 Dicembre 1622 ricevuti
li Sacramenti della Penitenza e dell'Estrema Untione morì in
detto luogo il dì 29 di detto
e del età sua l'anno 53 in circa si come referirono li suoi
servitori; et il dì 30 del
medesimo per essere lui religioso fu seppellito nella sepoltura
de Sacerdoti della nostra
Chiesa si come se ne vede anco di ciò la memoria a piedi della
detta Sepoltura." (AAS,
611, n.1004). - L'osteria deve aver suggerito pure il nome
della strada, tanto che ancor
oggi a Buonconvento c'è la via del Sole.
- "Adì 23 di Luglio 1587. Morì Maria Assunta di Marcantonio
Fiorentino di presente garzone
alla Corona et il dì detto si sotterrò..." (AAS, 611, n.166).
- "Supplitia moglie del già Pietro Catoni d'anni 50 in circa
habitante al Hosteria del
Tavoleto nella Cura di Percena passò all'altra vita il 4
Settembre 1664..." (AAS, 613,
n.82).
- "Adì 30 Settembre 1779. Morì per strada all Osteria del
Galluzzo Giovan Battista
Boschirolo nativo della Villa di Caprigniana Diogesi di Crema
in età di Anni 46 ammalatosi
per strada nella medesima Osteria..."(AAS, 619, n.100).
- "Adì 14 Giugno 1717. Margarita consorte di Bartolomeo Bracci
Oste a Torrenieri venuta a
Siena inferma alla camera locanda della Croce Bianca doppo
alcuni giorni di male rese lo
Spirito a Sua Divina Maestà..." (AAS, 1111, c.3Or, n.174).
- "1593. Maria Caterina d'Antonfrancesco Hoste da Montalcino, si
seppellì il dì 23 di
Maggio in S.Francesco..." (AAS, 2101, c.42r). - Montalcino
doveva essere pure un crocevia
per i contrabbandieri di sale, come abbiamo riscontrato da
questo fatto: "Si Fa memoria,
come la notte del dì 9 Gennaio 1765 essendo stato ammazzato
verso il Fiume, e Poggio
d'Orcia da Famigli di Mont'Alcino Un'Uomo, quale dicesi nel
Processo [rapporto], chiamarsi
Pavolo Landi di Garliano [Galliano, frazione di Barberino del
Mugello], stato Fiorentino,
in atto, che aveva seco sei somari caricati di Sale Forestiero
in Stara 24* in circa,
essendo Egli armato di Schioppo e Coltella, da Sudetti Famigli
il dì 12 Gennaio anno detto
alle dieci in circa della mattina fu portata la di Lui Testa, e
condotti detti Somari con
detto Contrabando nel magistrato del Sale*, alla Porta del
quale dopo mezzo giorno fu
esposta detta Testa, ivi stando interpolatamente
[ininterrottamente] fino alle tre ½ in
circa della sera del 13 detto..." (AAS, 1115, n.158).
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