USCENDO DA PORTA ROMANA
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"Sono stati inquisiti in questo Tribunale: Giuseppe del fu Francesco Pacini del distretto di questa città e Giovan Maria di Domenico Garosi mezzajiolo nel Podere del Favorito nel Marchesato di S.Quirico, perchè la notte del 5 febbraro prossimo passato (1745) doppo aver cenato nell'Osteria del Pavone" fuori della Porta Romana partitisi circa ll'hore due, e mezza di notte e giunti all'ore quattro e mezza in circa alla casa d'abitazione di Giovan Pietro Nardi, detto Garosi con l'altro a far guardia fuori del chiostro di detta casa, armati questi uno d'archibugio, e l'altro di bastone, ed introdottosi il suddetto primo inquisito nella casa suddetta con fingersi Pubblico Esecutore, e con pretesto di dover fare d'ordine d'un de' Ministri di questo governo la perquisizione per vedere se vi fossero monete false, doppo aver legato Enea figlio minore del Nardi, si mettesse a far ricerca in una cassa esistente in camera dov'era il predetto Nardi ammalato, e di poi in uno scannello, che era accanto al letto, ove trovati trentanove zecchini in oro effettivo, quattro testoni d'argento sodi, ed una moneta parimente d'argento, e sciolto il suddetto Enea e legato invece Giuseppe altro figlio maggiore di detto Nardi rubbasse e portasse via tutte le sopradette monete..." (ASS, Capitano di Giustizia 695, n.115, pag.383)

- "Adì 11 Marzo 1706 à Nativitate. Carlo Paier, già fameglio, e adesso Oste alla Coroncina, della Cura di S.Mamiliano fuora dalla Porta Romana se ne passò all'altra vita il dì sopradetto..." (AAS, 1325, c.56v, n.407). - Da Antonio Taraffi Caporale della squadra della Montagnola, fù arrestato e condotto nelle carceri di questo Tribunale, Anton Giuseppe Cellesi soldato pedestre lavoratore del Marchese Palli in Vescovado, per averlo trovato il dì cinque del corrente mese d'agosto (1748), per la strada romana di là dall'osteria della Coroncina armato di coltello di corta misura che usava senza facoltà..." (ASS, Capitano di Giustizia 696, n.31, pag. 103, 13 agosto 1748).

- "Adì 9 Ottobre 1637 Venardì. Basilio di Domenico Giani hoste à Colle Malamerenda d'età d'anni 84 stato ferito in testa da certi passaggieri forestieri, è venuto a Siena nella locanda di S.Pavolo in Salicotto..." (AAS, 1111, c.51r, n.328). - Alberghi, locande e taverne erano anche luoghi ideali per l'espressione di varie forme di delinquenza e non di rado l'oste doveva essere impegnato a tenere calmi gli animi all'interno del suo locale. A proposito di fatti delittosi non ci possiamo scordare la leggenda che vuole che a Malamerenda, il lunedì dell'Angelo del 1337, fossero uccisi a tradimento dai Salimbeni, ben diciotto Tolomei. Doveva essere un banchetto per riportare la pace tra due delle più potenti famiglie senesi, ma durante il banchetto si ebbe un epilogo diverso. Malamerenda trae probabilmente il nome da questo fatto, anche se certi documenti assicurano che il toponimo sia già esistito prima del '300. Comunque è certo che qualcosa deve essere pur accaduto in quel periodo e nonostante la storia riporti che la pace tra le due famiglie sia stata ratificata solennenemte in Palazzo Pubblico il 4 ottobre 1337, ancor oggi, lungo una scala che conduce all'antico chiostro di S.Francesco, ci sono diciotto tombe di altrettanti Tolomei.

- "Adì 23 Maggio 1669 in giovedì. Domenico detto Mencarello hoste a S.Ristore nel tornare da Fiorenza mentre se nandava a casa sua, gli sopraggiunse la febbre con pena et il 22 detto a hore diciotto in circa l'amministrai e il Sacramento della Penitenza si come la mattina doppo il S.Sacramento dell'Eucarestia e questo fù nell'Osteria dell'Isola"... (AAS, 1204).



- "Adì 3 Dicembre 1625. Bartolomeo figlio di Domenico hoste all'Oca morì il dì 3 Dicembre, e il dì seguente fu sepolto nel Cimitero di questa Chiesa [S.Giusto e Donato a Monteroni], et era d'anni 10 in circa..." (AAS, 1557, n.12).

BANDO CHE NON SI GIOCHI ALLA DRUZZOLA O DRUZZOLONE A MONTERONI

D'ordine e comandamento del Serenissimo Principe Matthias di Toscana e suo benigno testo del dì 6 Gennaro 1648 alle preci della Comunità di Monteroni d'Arbia, e suoi rappresentanti per ovviare ad ogni inconveniente, che nascer potesse dal gioco di Forma, Druzzola, e Druzzolone per la strada maestra di detto Borgo, con il Presente bando si notifica à ciascuno, et prohibisce à qualsivoglia persona di qualunque grado, Stato, e conditione si sia, che in avvenire non giuochi per detta via maestra dal Canto del Mulino dello Spedale sino à piè del Borgo al Canto dell'hosteria dell'Oca à giuoco di Forma, druzzola, e druzzolone sotto la pena di scudi vinticinque, e due tratti di Fune in pubblico, dà applicarsi detta pecuniaria conforme all'ordinj e per tal effetto acciò si venga in cognitione delli disobbedienti, e trasgressori. Si ordena, e comanda al Sindaco da Malefitij del detto Comune al referente, e che li tempi sarà, che deva denuntiare per debito di suo offitio, e manifestare tutti li Trasgressori, che giocaranno in detto Borgo di Monteroni, come sopra alla Corte del S.S.Eccellentissima sotto la pena di scudi Cinquanta anzi di lire Cinquanta, et arbitrio però ognuno si guardi fu altrimenti.

Dato in Palazzo di Giustizia di Siena il dì 10 Gennaro 1648.

(ASS, Capitano di Giustizia 875, c.s.n.)

- "Michelangelo figlio di Mattio Cipriani hoste nella Scala di Monteroni passò a miglior vita il dì 12 Luglio 1625..." (AAS, 1557, n.5). - Non tutte le persone che prendevano i cavalli in prestito erano oneste. Ne fa fede infatti, che "Antonio di Benedetto Mandini della città di Melfi in Regno di Napoli sia debitore d'avere la mattina del dì 5 Marzo prossimo passato 1766 preso a vettura da Francesco Filippi Oste a Montaroni un cavallo bardato di tutti i suoi finimenti, di valuta in tutto scudi diciotto, per Siena, a condizione di lasciarlo in detta città nell'Osteria del Re, ove avrebbe mandato un suo garzone, ed in vece di lasciarlo alla detta Osteria, proseguisse il viaggio per Pistoia con animo d'appropriarsi di detto cavallo, il che non li riuscì, atteso essere stato arrestato con il cavallo medesimo..." (ASS, Capitano di Giustizia 700, causa 71, 26 aprile 1766).


- "Adì 6 Ottobre 1705. Lucia di Antonio Romanelli Postiere [chi organizzava il servizio postale delle diligenze] all'Osteria della Corona del Piissimo Spedale [S.Maria della Scala] morì circa la mezza notte di detto giorno havendo riceuti i Santissimi Sacramenti...; il giorno seguente fu seppellita nella Sepoltura delle Donne in questa Chiesa, essendo d'Anni cinquantuno..." (AAS, 1567, c.s.n.) - Questa osteria che rimase efficiente fino agli anni '50 del XX secolo e che si trovava dove adesso sono i locali della Pubblica Assistenza di Monteroni d'Arbia, esisteva (anche se probabilmente in un altro edificio) già prima del 1571, come testimonia il battesimo di "Horatio figlio di Bastiano hoste alla Corona", nato il 19 novembre di quell'anno. (AAS, 1251, c.34r.)


AAS, Stato delle anime di Monteroni del 15 aprile 1691


- "Adì 16 Ottobre 1708. Orsola del già Francesco Filippi habitante in Monteroni nella sua Osteria del Leone d'Anni 70 in circa morì il giorno detto nell'un'hora di notte..." (AAS, 1567, c.s.n.). - La proprietà di questa locanda, deve essere stata tramandata da padre in fiqlio, poichè si osserva che nel 1765, "Francesco Filippi Supplicante [probabilmente nipote omonimo di quello sopra citato], Oste a Monteroni d'Arbia, fu Processato perchè avendo comprato nella di Lui propria Osteria da Tommaso Tognarini d'Acquapendente Stato Pontificio, sotto lì 2 Gennajo del Corrente Anno, Staja tre di Fagiuoli per il Prezzo di Paoli Sei e mezzo lo Stajo, in pagamento dei medesimi oltre alle altre monete gli dasse due Quartini d'Oro Romani valutandoli Crazie trentotto l'uno contro l'espressa proibizione della Vegliante Legge..." (ASS, Capitano di Giustizia 750, 20 aprile 1765).


- "Adì 7 Agosto 1669. Angela di Andrea Straccali Oste alla Campana [a Lucignano] passò al altra vita il dì 6 Agosto di età sua di mesi dodici e fu sepolta nel nostro solito Cemiterio delli Parvoli da me Giuseppe Ciolfi Vice Curato..."(AAS, 1285, p.21).

- "Adì 7 Settembre 1663. Dionisio Roche de Leone [Lione] di Francia passò da questa vita questo sopradetto giorno arrivato al Hostaria del Angelo [a Lucignano] il giorno antecedente circa l'hore 23, che non parlava più e da me Gherardo Natali li fu amministrato il Santissimo Sagramento dell'Estrema Unzione, come anco della raccomandatione del Anima, havendo visto la fede del Reverendissimo Prete Honorato Fabbri Penitenziere [confessore che aveva facoltà per assolvere i casi riservati ai Vescovi] del Altissima Città di Roma come per sua presente spedita sotto il dì 31 Agosto prossimo passato. .."(AAS, 1284, n.90).


Sigillo di un'Assoluzione Sacramentale del 24 maggio 1693
(AAS, 616, carta sciolta)

- "Adì 17 Ottobre 1672. Francesco Danielli Oste alla Posta, morì il dì 16 detto, e fu seppellito da me Prete Cristofano in questo Cimitero.,. [Lucignano]" (AAS, 1285, p.38).

- "Adì Primo Novembre 1752. Michel'Angelo Cavallini abitante a pigione a Ponzanello del Piissimo Spedale Cura di S.Martino in Grania, rese lo Spirito a Sua Divina Maestà presso l'Osteria della Corona detta il Pantano del Nob. Sig. Landi Cura di Lucignano..." (AAS, 1288, n.1O4).- In un'epoca di grandi disagi economici, era divenuto anche troppo frequente abbandonare i figli appena nati. Spesso avvolti in stracci dentro ceste di vimini, i neonati venivano lasciati nelle "ruote" degli ospedali o sui sagrati delle chiese, solo raramente nelle osterie, luoghi poco adatti a ricevere piccoli. Sfatando questa consuetudine abbiamo invece trovato che: "Adì 16 Agosto 1781. Maria Assunta nata di incerti parenti fù Lasciata di notte all'Osteria della Corona detta il Pantano del Nobile Signore Carlo Landi Patrizio Senese, e del popolo di questa Pieve di S.Giovanni Battista a Lucignano d'Arbia, e da me Piovano Giovanni Nardini fù battezzata Sub Condizione, secondo il Rito di Santa Madre Chiesa." (AAS, 2674, c.s.n.).

- "Adì 20 di Luglio 1642. Rosada del già Giuseppe Buldrini habitante all'Osteria della Corona al Ponte d'Arbia morì d'età d'anni Settanta sei fu trovata morta nel Pelago dell'Arbia patendo di cattivi mali fu seppellita nella Chiesa di Seravalle..." (AAS, 2196, c.s.n.). - Attraversare l'Arbia, talvolta guadandola, doveva essere assai pericoloso, come ci confermano le morti per annegamento di diversi viandanti forestieri e pellegrini diretti o di ritorno da Roma.


Ponte d'Arbia nel 1629


- "Adì 22 di Gennaio 1625. Morì questo dì detto Jacinto di Bartolomeo e di Donna Alessandra sua moglie, al presente abitanti all'Osteria di San Giovanni nel Ponte [d'Arbia] fu sepolto alla pieve..." (AAS, 2196, c.s.n.). - Fra i reati di piccola entità che venivano commessi nella zona, ne abbiamo scelto uno assai curioso del maggio del 1756, quando Giovanni Battista Pepi, Michele Guarnieri, Santi Lorenzini e Angelo Ancilli, contadini delle vicinanze di Siena, "furono questi sorpresi in fragrante dai Famigli della Montagnola nell'atto che stavano gettando della Calcina viva in un Pelago, o Pozzo, che voglia dirsi, del fiume Arbia, per ammazzarvi del Pesce. A vista della Corte, si misero in fuga, ed il Pepi solo fu arrestato". (Capitano di Giustizia, 750, c.s.n.).

- "Adì 29 di Settembre 1642. Giovanni Massari morì all'Osteria di Borgo Forello cascando da cavallo hebbe l'Olio Santo fu portato per deposito nella Chiesa di Seravalle era d'età d'anni 45 in circa..." (AAS, 2196, c.s.n.). - Borgo Forello, piccolo agglomerato circondato dai fiumi Arbia e Ombrone, è probabile che un tempo fosse più importante della vicina Buonconvento, in quanto si hanno notizie dell'esistenza di un Castello, di uno Spedale dove "Adì 27 di Dicembre 1625 morì Giuseppe detto fal'amore..." (AAS, 2196, c.s.n.) e che nell'antica chiesa sarebbero stati sotterrati i precordii (viscere tolte a un cadavere per poi imbalsamarlo) di Arrigo VII di Lussemburgo, morto a Buonconvento il 24 luglio 1313. Re di Germania dal 1308, egli scese in Italia nel 1311 per sostenere la causa ghibellina, ma soprattutto per esaudire il suo ambizioso sogno di farsi incoronare imperatore dal papa Clemente V.


- "Adì 20 Settembre 1687. Giovanni Chierici Famiglio Forestiero morì questo dì detto nella Hosteria della Posta, e fatte le solite Esequie fu sepolto nella Sepoltura dello Spedale [di Buonconvento]. (AAS, 616, n.25). - Dalla visita fatta nell'anno 1676 dal Sig. Bartolomeo Gherardini per conto del Granduca Cosimo III al Castello di Buonconvento, riguardo alle cinque osterie che erano all'interno delle mura, si viene a sapere che "...specie quella della Posta è così mal tenuta, che poca gente vi si ferma...".

- "Adì 13 Settembre 1659. Margarita parvola d'anni uno figlia del già Antonio Magi da S.Quirico, hoggi habitante con Caterina sua Madre nell'Hosteria della Fortuna nella nostra Cura, morse il 13 Settembre 1659 e fu seppellita nella Pieve di Buonconvento nella Sepoltura delle Creature della Compagnia di S.Pietro ..." (AAS, 613, n.27). - "Carlo di Bastiamo da Pientia morì il dì primo Agosto 1646 nel Osteria del Angelo non ricevè alcun Sacramento perchè trovato morto si crede dalla fatica e disagio patito alla Guerra [contro Orbetello], fu sepolto nel Avello dello Spedale [di Buonconvento]." (AAS, 612, n.268).


- "Adì 29 dicembre 1622. L'Ill.mo et Rev.mo Sig.r Lodovico Barone di Molard (?) Cavaliere Teutonico [tedesco], Consigliere, Camariere di Sua Maestà Cesarea*, fermatosi ammalato nel Ostaria del Sole, nella nostra Parrocchia [Buonconvento] il dì 22 Dicembre 1622 ricevuti li Sacramenti della Penitenza e dell'Estrema Untione morì in detto luogo il dì 29 di detto e del età sua l'anno 53 in circa si come referirono li suoi servitori; et il dì 30 del medesimo per essere lui religioso fu seppellito nella sepoltura de Sacerdoti della nostra Chiesa si come se ne vede anco di ciò la memoria a piedi della detta Sepoltura." (AAS, 611, n.1004). - L'osteria deve aver suggerito pure il nome della strada, tanto che ancor oggi a Buonconvento c'è la via del Sole.

Buonconvento alla metà del '600
Buonconvento in un'incisione della metà del '600

- "Adì 23 di Luglio 1587. Morì Maria Assunta di Marcantonio Fiorentino di presente garzone alla Corona et il dì detto si sotterrò..." (AAS, 611, n.166).

- "Supplitia moglie del già Pietro Catoni d'anni 50 in circa habitante al Hosteria del Tavoleto nella Cura di Percena passò all'altra vita il 4 Settembre 1664..." (AAS, 613, n.82).

- "Adì 30 Settembre 1779. Morì per strada all Osteria del Galluzzo Giovan Battista Boschirolo nativo della Villa di Caprigniana Diogesi di Crema in età di Anni 46 ammalatosi per strada nella medesima Osteria..."(AAS, 619, n.100).


- "Adì 14 Giugno 1717. Margarita consorte di Bartolomeo Bracci Oste a Torrenieri venuta a Siena inferma alla camera locanda della Croce Bianca doppo alcuni giorni di male rese lo Spirito a Sua Divina Maestà..." (AAS, 1111, c.30r, n.174).

- "1593. Maria Caterina d'Antonfrancesco Hoste da Montalcino, si seppellì il dì 23 di Maggio in S.Francesco..." (AAS, 2101, c.42r). - Montalcino doveva essere pure un crocevia per i contrabbandieri di sale, come abbiamo riscontrato da questo fatto: "Si Fa memoria, come la notte del dì 9 Gennaio 1765 essendo stato ammazzato verso il Fiume, e Poggio d'Orcia da Famigli di Mont'Alcino Un'Uomo, quale dicesi nel Processo [rapporto], chiamarsi Pavolo Landi di Garliano [Galliano, frazione di Barberino del Mugello], stato Fiorentino, in atto, che aveva seco sei somari caricati di Sale Forestiero in Stara 24* in circa, essendo Egli armato di Schioppo e Coltella, da Sudetti Famigli il dì 12 Gennaio anno detto alle dieci in circa della mattina fu portata la di Lui Testa, e condotti detti Somari con detto Contrabando nel magistrato del Sale**, alla Porta del quale dopo mezzo giorno fu esposta detta Testa, ivi stando interpolatamente [ininterrottamente] fino alle tre ½ in circa della sera del 13 detto..." (AAS, 1115, n.158).

* Stara - Plurale stajo. Ventiquattro stara erano uguali a un moggio, ossia a otto sacca, che corrispondevano a circa 585 chili.
** Magistrato del Sale - Funzionario addetto all'amministrazione della gabella del sale. Al fine di scongiurarne il contrabbando, ogni cittadino era obbligato ad acquistare dallo Stato una determinata quantità di sale, in base al numero dei componenti della famiglia e a un prezzo proporzionale al censo.

Montalcino alla metà del '600
Montalcino in un'incisione della metà del '600


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