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- "Adì 9 Ottobre 1667. Francesco di Domenico Oste all Bozzone di età di mesi uno li fù data sepoltura nella nuova sepoltura..." (AAS, S.Pietro a Monteliscai 1467, c.s.n.).


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- "Adì 20 Novembre 1702. Giovanni Grasini habitante alla Sughera hosteria del Nobil Sig. Filippo Sergardi in sua età d'anni 49 passò a miglior vita senza ricevere alcuno Sacramento essendo morto allimprovviso..." (AAS, S.Giovanni Battista a Pievasciata 1879, n.45)


(AAS, Cause Civili 4953, n.1476)


"Francesco di Benedetto Curzi pigionale in Castelnovo Berardenga soprannominato Chiocciola, è stato inquisito, perchè ritrovandosi la mattina del 4 Maggio prossimo passato (1742) nell'Osteria di Domenico Cinotti di detto Castello, e veduto che esso Cinotti nel lavarsi le mani, e il viso pose nell'acquajo di detta osteria un suo anello d'oro fatto a rosetta con nove pietre bianche, di valore lire dieci, coll'occasione, che esso inquisito rimase in detta stanza con Caterina Madre di detto Cinotti, fatta canzare (scansare, muovere) la medesima con mandarla a prender un pane per comprarlo in altra stanza contigua, rubbasse, e portasse via da detto acquajo il suddetto anello, quale subbito portasse in questa città, e si offrisse in vendita a Niccolò Palagi orefice". (ASS, Capitano di Giustizia 694, 15 settembre 1742).
Morto Domenico, la conduzione dell'esercizio che nel frattempo si era spostato a Siena, passò in mano alla moglie Margherita. Lo si capisce da una supplica che lei stessa rivolge al Governatore di Siena: "La vedova Margherita Cinotti di Siena, a cui da quel Capitano di Giustizia è stato proibito il continuare a tenere osteria, e locanda in certa sua casa, dove suppone di averla tenuta per lo spazio di circa venti anni in detta città, supplica Vostra Maestà Cesarea a volerla concedere di continuare a tenerla non ostante della proibizione..." Il Governatore però non accetterà questa richiesta, perchè dalle indagini risultò che i locali erano frequentemente dati in uso a "più donne di vita sospetta, ladri, ed altre persone di mal costume, le quali per puro vizio, disturbavano il vicinato con gl'inopportuni clamori e strepiti che facevano..." (ASS, Governatore 440, pag.198v, 24 agosto 1758)




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