Nuziali allegrezze


Il 23 agosto 1871 si celebrava in Siena, nella chiesa SS. Quirico e Giulitta, il matrimonio tra il giovane 22enne Giuseppe Valentini, oriundo di Monte San Savino, e la giovane Emilia Iacometti di 20 anni, oriunda di S. Biagio a Pari, ma domiciliata da alcuni anni nel distretto della cura di S. Quirico in Siena nella casa di proprietà della sua famiglia in Via dei Maestri n° 31.
Benedì le nozze il parroco don Gaudenzio Rossi, estensore della memoria sul registro parrocchiale, davanti ai testimoni Tozzi Sig. Angelo e Carli Sig. Francesco.
Fin qui tutto regolare; uno dei tanti matrimoni della chiesa senese con l'unica caratteristica distintiva che lo sposo risiede a Monte San Savino, ed è di antica e ottima famiglia di possidenti. Inoltre, e questo spiega la reciproca conoscenza, gli sposi sono legati da una parentela "...nel terzo grado di consanguinità in linea collaterale" per la quale ricevono la dispensa apostolica.
Via dei Maestri, l'attuale Via Tito Sarrocchi, era rione vitale della contrada della Tartuca e la famiglia Iacometti che vi dimorava deve essersi integrata totalmente al clima contradaiolo e paliesco se il matrimonio sopracitato coinvolse tutta la contrada in una gioiosa festa nuziale tanto da lasciarne memoria in un originale e interessante componimento in versi gettati dai festanti contradaioli tartuchini e fatto stampare presso la vicina tipografia Sordo-muti.
"Le Nuziali Allegrezze", cosi inizia il documento, provengono dall'archivio del dr. Angelo Gravano, studioso e ricercatore di Monte San Savino, il quale conserva tra l'altro notevoli memorie paliesche dei suoi parenti come la tessera d'argento della contrada della Selva per la cena del piatto datata 31.3.1979 e alcune foto anni quaranta di figuranti della Selva col cugino N. Bardelli "quale capitano di contrada", a testimonianza degli stretti rapporti tenuti dalla sua famiglia col Palio di Siena.
Tornando alle "Nuziali allegrezze" dedicate ai protettori Giuseppe ed Emilia, esprimono amabili versi suddivisi in quattro "Epigrafi" ognuna richiamante un valore della vita coniugale e della famiglia come l'Amore che vince ogni dolore e richiama alla fedeltà, la Fede in Dio e la Patria, quali princìpi supremi e complementari. Ricordiamo che l'anno precedente, 20 settembre 1870, i bersaglieri erano entrati in Roma da Porta Pia e gli ideali risorgimentali non erano certamente sopiti. Per concludere, una grande festa di popolo con tavolata nuziale condita da questi lusinghieri e soavissimi versi augurali, declamati, probabilmente con voce arrochita dal canto e dal vino, da sconosciuto autore tartuchino ai felici sposi novelli. Noi ve li proponiamo grazie alla previdenza e disponibilità del dr. Angelo Gravano.
Il matrimonio, celebrato sotto i migliori auspici, donò agli sposi la gioia di nove figli tra il 1872 e il 1888. I primi otto battezzati a Monte San Savino e l'ultimo a Roma dove certamente si erano stabiliti.









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