- PROCESSI E FATTI CURIOSI CHE RIGUARDANO I FANTINI -

Tutti contro Dorino


Appena 24 Palii corsi, tredici vittorie: il biglietto da visita di Dorino è veramente di tutto riguardo.
A questo si deve aggiungere il primato incredibile di 5 Palii consecutivi vinti, e tutto in un periodo in cui i fantini di grido non mancavano certamente, basti pensare a Nacche, Ciocio, Biggeri ed altri ancora.
Per alcuni è stato il più grande fantino che mai abbia corso in Piazza.
Non sappiamo dire se questa affermazione corrisponde al vero, quello che sappiamo con sicurezza è che Dorino era il primo ad essere cosciente della sua bravura e tale consapevolezza la faceva pesare nei confronti di chiunque.
Questo suo atteggiamento presuntuoso lo aveva reso inviso anche alla maggioranza dei senesi, tanto che il Gagliardi, in occasione della sua vittoria nel Palio di agosto del 1786 tiene a farci sapere come il trionfo di Dorino fosse stato accolto “con gran dispiacere da tutta la città per essere un fantino vantatore”.
E vantatore continuò ad esserlo anche in occasione del Palio di luglio del 1787, quando dichiarò che avrebbe disarcionato chiunque avesse tentato di passarlo e, sicuro di vincere il Palio non volle fare alcun partito con nessuno.
Ovvio che questo suo comportamento non piacque per niente a tutti gli altri fantini che si coalizzarono per fargliela pagare a caro prezzo.
Baffino, Uccellino e Biggeri furono di parola: lo ostacolarono con ogni mezzo per tutta la corsa ed in particolar modo Biggeri “lo tenne sempre fino alla voltata al Casato dell’ultima girata avendogli acconcie le spalle pien di lividure dalle nerbate”.
Dorino fu deriso da tutta la piazza e, furioso, promise di ripresentarsi al Palio di agosto con 5 o 6 suoi amici per vendicarsi dell’affronto subito dai fantini senesi.
Puntuale ad agosto si presentò con alcuni amici fidati pronti a tutto, ma solamente due, Grillo e Piaccina trovarono da montare.
Questa volta il principale antagonista di Dorino fu Uccellino che “gli acconciò il viso pien di lividure facendogli uscire il sangue dagli occhi, dal naso e dalla bocca e da quanto fortemente lo nerbava il nerbo gli si ruppe in due pezzi”.
E se agli occhi sensibili di noi contemporanei tutto questo sembra eccessivamente violento, sentiamo dalla cronaca del Gagliardi, quello che accadde nel Palio successivo, quando contro Dorino si scatenarono i due fratelli Giusti, Ciocio e Marcaccio:
“...... e poi buttato giù da cavallo il fantino della Lupa che si chiamava Dorino e nerbato senza discrezione in terra da Ciocio fu levato dalle mani del suddetto Ciocio da soldati; in questo tempo il fantino della Giraffa (Marcaccio) preso il cavallo della Lupa lo menò fuori di Piazza tornando indietro per il Casato scendendo la piaggia del Bomba, salendo quella del Corpo di Guardia, salendo per il Chiasso Largo lo menò all’Osteria delle Donzelle come aveva promesso di fare a detto Dorino e nel fare questo viaggio all’incontro per la Piazza incontrò i cavalli che correvano i quali moltissimi rimasero confusi”.
Ed in effetti lo spettacolo di Marcaccio che tiene con le briglie un cavallo di un’altra contrada e lo conduce contro senso, mentre tutti gli altri continuano regolarmente la loro corsa, era inusuale anche in quei tempi.
La fine della storia fu la solita di quel periodo: una notte di prigione per i due fantini e ad agosto di nuovo tutti di in pista da fraterni nemici.
Giannelli e Picciafuochi - ORA COME ALLORA


Aneddoto tratto da "Ora come allora" di E.Giannelli e M.Picciafuochi

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