UNA GIORNATA AL PALIO VISSUTA DA MASSIMO D'AZEGLIO

In una vecchia antologia del 1882, opera dello scrittore e pedagogo Luigi Morandi, si trova un racconto di Mario Pratesi, uno scrittore (Santa Fiora 1842 - Firenze 1921) abbastanza famoso nel panorama letterario di fine Ottocento e "Molto legato alla tradizione risorgimentale e all'ambiente toscano, del quale, in alcune delle opere migliori, egli studia il mondo contadino".
Egli narra di una giornata al Palio di Siena, vissuta da Massimo d'Azeglio nel 1858, e descrive MOLTO LIBERAMENTE con colore ed entusiasmo il giorno della corsa, accostando i colori delle contrade ai simboli risorgimentali.
La stesura del testo avvenne negli anni successivi e ci˛ spiega le molteplici inesattezze che compaiono nel testo: Il Gobbo Saragiolo e Bachicche non presero parte a quella carriera e tantomeno la Tartuca.
Pure la cronaca della corsa Ŕ frutto di fantasia: di vero soltanto la presenza di Massimo d'Azeglio e la vittoria dell'Oca, ma con il meno celebrato Gano di Catera e non con Bachicche come indicato dall'autore.










Mario Pratesi: "Antologia per le prime due tre classi d'ogni ordine di scuola, dopo le elementari"
VOL. I. Prose e Poesie - La prefazione reca la data del 10 giugno 1892 -


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