Sul Palio del 16 agosto 1761
Secondo da ciò che appare in alcuni incartamenti processuali, di cui è riportata in parte la trascrizione, il premio per la vittoria del Palio del 16 agosto 1761 non sarebbe stato soltanto questo "cencio", ma pure una tazza d'argento dal valore di dieci lire, di cui è andata perduta traccia.

drappellone del 16 agosto 1761

Adì 13 gennaio 1762

Agostino Nencini servitore del Sig. Cav. Bianchi di questa Città di Siena condannato ex offizio per aver ingiuriato di parole i Giudicie della Contrada della Torre in atto che servivano per una giostra, che faceva detta Contrda con aver tentato (...) di rovinare il palco sopra cui stavano, l'obbligasse a consegnargli il Palio, consistente in una tazza d'argento della valuta di Lire dieci...

(ASS - Capitano di Giustizia 577 - Specchietto dell'anno 1761 fino all'anno 1762 - pag. 63)





Sagra Cesarea Real Maestà

Agostino Nencini attual Servitore del Cavaliere Mario Bianchi di questa Città di Siena, umilissimo Servo, e Suddito della Sacra Cesarea Maestà Vostra con tutto il dovuto ossequio le narra, come per causa di preteso arbitrio, asserito fatto da detto Oratore in occasione di certa Giostra fatta dalla Contrada della Giraffa per aver preso partito per la Contrada della Torre, e perché giocava colla Divisa della medesima, con aver fatto calare dal Palco de’Giudici il Palio consistente in una Tazza d’Argento, per darsi quello alla detta Contrada della Torre, giacchè pareva, che l’avesse guadagnato, per Sentenza del di 13 Gennaro 1762 è stato condannato dal Capitano di Giustizia di questa Città di Siena nella pena arbitraria di Lire venticinque, come al Libro dello Specchietto V. a 156 al quale; Le dice inoltre, come detto Oratore ha Sofferto per la Causa predetta le Spese processuali, che sono riportate circa Lire venti, e come ciò il medesimo si trova in stato miserabile, giacché il salario che ritrae dal Suo Servizio, appena serve per il necessario sostentamento della sua Famiglia, perciò Supplica umilmente l’innata Clemenza della prefata Sacra cesarea Maestà Vostra a volersi degnare di benignamente condonarli la detta pena che della grazia. Quorum Deus.

Lì 16 Gennaro 1762
Abbia grazia di detta pena


(ASS - Capitano di Giustizia 750 - fasc. anno 1762 n°178)

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