- PALII NON RICONOSCIUTI -

PALII DI CETINALE

Negli ultimi anni della sua vita il Cardinale Flavio Chigi, senese ed appassionato delle Contrade e del Palio, durante i periodi annuali di riposo, organizzava una corsa di cavalli all'interno del Parco della Tebaide e qualche volta lungo la strada che separa il parco dalla Villa di Cetinale che si trova ai piedi della Montagnola Senese. Bacili d'argento e drappelloni erano i premi che spettavano ai vincitori.


Villa di Cetinale

21 settembre 1679    CHIOCCIOLA
27 settembre 1680    BRUCO  
21 settembre 1681 VALDIMONTONE fantino Mone
23 settembre 1684 ONDA
23 settembre 1685 VALDIMONTONE fantino Pavolino
22 settembre 1686 VALDIMONTONE fantino Pavolino
23 settembre 1691 NICCHIO
23 settembre 1692 OCA

PALIO ALLA LUNGA DEL 1691

Fra le Cause criminali dell'Archivio Arcivescovile di Siena, si trova un processo intolato: Tumulto dopo il Palio. La carriera a cui fa riferimento, venne corsa il 15 di agosto 1691 e non era alla tonda con fantini e contrade, bensì alla lunga con cavalli sciolti, che dovevano giungere ad un traguardo posto in piazza del Duomo. Colui che riusciva a prendere le briglie del cavallo vittorioso, aveva diritto ad una mancia. Quel giorno fu Domenico, figlio di Giovanni Facchino di Dogana, il più abile ad afferrare il morso del cavallo arrivato per primo. Bisognava essere determinati, perchè il compenso, se pur modesto, era appetibile a tanti giovani. Fu per tal motivo che Domenico iniziò a menar le mani per cercare di mantenere la presa, fin quando non intervennero i gendarmi che riconobbero in lui il colpevole della rissa. Gli sbirri usarono le maniere forti, malmenando il giovane e dimostrando di non avere remore a puntare gli archibugi verso la folla che non aveva gradito il loro duro intervento. La causa venne dibattuta dal Tribunale Ecclesiastico perchè pare che la cattura fosse avvenuta all'interno del perimetro della Cattedrale, che ancor oggi è riconoscibile per il diverso colore delle pietre del selciato, che sono di colore chiaro.


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PALIO DI VALLI

Intorno alla metà del XVIII secolo era invalso l’uso dei palii rionali che le Contrade facevano correre nel proprio territorio in occasione della festa titolare. Anche i Comunelli delle Masse, in occasione delle loro feste, organizzavano un palio con ricco premio ed invitavano le Contrade a contenderselo. Il 5 agosto del 1754 il Comunello suburbano di Valli, per la festa della Madonna delle Nevi, bandì una corsa di cavalli ed invitò le Contrade, che parteciparono in buon numero. Risultò vincitrice l’Aquila che conserva tuttora il drappellone conquistato.

Palio corso in Valli il 5 agosto del 1754 vinto dalla Chiocciola

PALIO DI FUORI PORTA PISPINI

Altro Palio rionale del quale si trova indirettamente testimonianza, è quello del 28 maggio 1772, corso fuori di Porta Pispini. Nel Capitano di Giustizia, si legge infatti che: "Giuseppe Manganelli di Siena, sotto il dì 28 Maggio 1772, ritrovandosi à vedere la corsa del Palio fuori di Porta Pispini, ove si ritrovava parimente un tal Giuseppe Fontanelli (detto Castagnino, già fantino del Palio), si facesse lecito d'introdurre furtivamente le proprie mani inverso la tasca del nominato Fontanelli, e da quella tentasse estrarre la di lui borsa de denari con animo di portargliela via, se non fosse stato in tal atto sorpreso dal medesimo..." (Archivio di Stato di Siena - Capitano di Giustizia 702 - processo 61 - 28 agosto 1777)

Palio di fuori Porta Pispini

PALIO DI LUCCA

Il 14 settembre 1756 venne corso un palio con i cavalli, in occasione della festa detta di Santa Croce, dedicata alla venerazione della celebre immagine del SS.Crocifisso, patrono di Lucca, conosciuto con il titolo del Volto Santo dove furono invitate le Contrade e i fantini di Siena.

La Serenissima Repubblica di Lucca, avendo costruito una piazza per fare le corse alla tonda e volendo per la prima volta decorare in questo giorno la loro Festa delle Bandiere delle nostre Contrade, alcuni Signori e Mercanti di quella Città, avendo relazione con simili soggetti di Siena, chiesero a questi di potere ottenere delle Bandiere delle nostre Contrade e degli Alfieri per giuocarle; e parimente i Fantini con cavalli atti alla Corsa con dar loro ricompensa: il tutto fu a detti Signori concesso. Andarono otto alfieri con altrettante Bandiere. Vi andarono ancora sei Fantini, soliti correre nel nostro corso di Piazza, cioè Bastiancione, Luchino, Tenerino, Tanzino, Laschi e Ministro, in compagnia di Fantini d'estero paese: fecero per tre giorni le prove come costumasi in Siena. Nel giorno del Palio fu data la Mossa e lo vinse il Montone con Tanzino Tratta da: "Le Contrade di Siena e le loro Feste" di V.Grassi

Palio corso a Lucca il 14 settembre 1756 vinto dal Valdimontone


PALIO DI FIRENZE

Il 28 settembre 1856 un impresario di spettacoli fiorentino organizzò a Firenze in piazza Barbano (adesso Indipendenza), un Palio a cui parteciparono le Contrade di Siena. Fu vinto dalla Contrada della Chiocciola con il fantino Antonio Vignali detto Fiorentino o Bello.

Palio corso a Firenze il 28 settembre 1856 vinto dalla Chiocciola
Nel 1898, vi fu un altro invito rivolto dal Comune di Firenze, affinchè le Contrade di Siena partecipassero con le comparse al ripristino del Calcio in Costume, ma questa volta, come si legge nell'articolo apparso il 17 aprile 1898 su "la Vedetta di Siena", vi fu un diniego.



PALIO PER LA VIA REGIA

Numerosi erano i Palii corsi intorno alla metà dell'Ottocento. La maggior parte non prevedeva il fantino: uno che fece eccezione fu quello del 25 aprile 1840, vinto dal Gobbo Saragiolo .

Nella Cappella di S.Bernardino al Prato fuori la Porta Camollia venne jeri solennizzata a forma del consueto la Festività di detto Santo, e dopo terminate le Sacre Funzioni del giorno ebbe luogo con superiore permesso un Palio per la via Regia di Sei Cavalli con Fantino col premio di Lire venti al primo giunto alla meta, e di Lire quattro al secondo.
Vinse la Bandiera Francesco Santini detto il Gobbo col barbero di Alessandro Rogani, e conseguì il secondo premio Francesco Bianchini detto Campanino col cavallo di Leonardo Barbetti e tutto terminò senza disordini.

Archivio di Stato di Siena - Governo di Siena 352 - anno 1840

PALIO ALLA ROMANA CORSO IN FORTEZZA


Il 17 Agosto 1874, a cura della Società delle Feste fu corso nel piazzale interno dell'ex-forte di S.Barbera un palio col sistema alla Romana.
Il palio alla romana consiste nell'immettere alla corsa un dato numero di cavalli montati da fantino in modo da stabilire tre o più corse e che in ciascuna prendano parte lo stesso numero di cavalli, e quindi correre fra i vincitori la corsa decisiva.
Il vincitore di questa corsa ottiene il premio. Fra i non ammessi alla corsa decisiva viene effettuata un'altra corsa detta di consolazione, ed il vincitore di questa ottiene pure un premio.
In questo palio la corsa di consolazione non venne eseguita, e la Contrada vincitrice della corsa di decisione ebbe il palio ed una somma in contanti, e così pure in contanti furono assegnati alle altre due Contrade che presero parte alla detta corsa di decisione, secondo come resultarono i loro cavalli a termine di corsa.
Nella corsa di decisione ai fantini venne consegnato il nerbo.
A questo palio corsero le seguenti Contrade: Nicchio, Oca, Selva, Bruco, Onda, Istrice, Tartuca, Pantera e Drago; ed i cavalli furono, tranne uno, quelli stessi che presero parte il giorno innanzi al palio in Piazza Vittorio Emanuele II (già del Campo).
Imborsate le 9 contrade furono sorteggiate le 3 che dovevano prendere parte alla prima corsa, e la sorte designò: Nicchio, Selva e Drago, fra queste vinse la Selva. Alla seconda presero parte: Oca, Istrice e Pantera, e vinse l'Oca. Alla terza presero parte: Bruco. Onda e Tartuca, e vinse il Bruco.
Dopo queste 3 corse venne corsa la decisiva fra Selva, Oca e Bruco, e vinse l'Oca con il cavallo di Metello Gorini, correndoci il fantino Angelo Romualdi detto Girocche.

testo tratto da "I quaderni di S.Griccioli" della Nobil Contrada dell'Aquila

    Palio corso in Fortezza il 17 agosto 1874


CORSE DI CONSOLAZIONE

Alla fine dell'Ottocento durante i cosidetti Palii alla Romana si svolsero delle corse di consolazione, vinte rispettivamente da:

GIRAFFA 17 agosto 1875

LEOCORNO 17 agosto 1890

CIVETTA 17 agosto 1891

NICCHIO 17 agosto 1894



IL PALIO CON I MULI AD AMBACIARA, LA SIENA D'ETIOPIA



Il giorno di Pasqua del 1938, che cadeva il 17 aprile, un gruppo di giovani legionari senesi che si trovava nel villaggio di Ambaciara in Etiopia, favoriti dalla giornata festiva e dal clima mite africano, decise di far correre un Palio.
Come si legge nell'articolo apparso il 13 maggio nella Cronaca di Siena nel quotidiano "Il Telegrafo" (che consigliamo di leggere per intero), furono osservate, per quanto possibili, le norme e i regolamenti vigenti a Siena, con l'eccezione, non proprio secondaria, dei cavalli, che non essendo disponibili, furono sostituiti con dei muli.
Anche il percorso non era simile a quello di Piazza del Campo, ma l'entusiamo fu tanto e fu l'Oca ad aggiudicarsi il Palio corso nel suolo africano.


Il Telegrafo del 13 maggio 1938     LEGGI L'ARTICOLO


    

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