- 22 ottobre -

1961: il Meeting dell'Amicizia




Marcello Fiasconaro


  
Dal 1958 al 2003 lo stadio "Franchi" di Siena è stato dotato di una pista testimone di grandi eventi d'atletica leggera: si parte dalla fase regionale dei campionati di società e da alcuni incontri esagonali, per poi passare al Gran Prix nazionale dei CUS, fino al 1959 quando l'impianto è teatro del triangolare che vede opposte le rappresentative di Toscana, Lombardia e Veneto.
Il 1960 è l'anno delle Olimpiadi di Roma, e la pista senese ospita, a pochi mesi da questo evento, l'incontro tra Italia e Jugoslavia. Siena, per la prima volta in diretta televisiva, è testimone di un grande evento di atletica. Oltre alle capacità organizzative, risaltano in quell'occasione tre record nazionali, tra cui il nobile 20”7 del futuro campione olimpico e recordman mondiale Livio Berruti. L'incontro Italia - Jugoslavia è solo l'antipasto di quello che la città di Siena si appresta a gustare a partire dal 1961 fino al 1979.
All'indomani infatti della conclusione della XVII Olimpiade, il Club Atletico Centrale di Roma, sfruttando la presenza dei reduci dell'Olimpiade, decise di organizzare il primo “Meeting dell'Amicizia”. Sulla pista dello stadio delle Terme venne così allestito un evento che, nelle intenzioni degli organizzatori, doveva rispondere al gigantismo del movimento olimpico, per offrire un'immagine più semplice e per coinvolgere le varie nazioni in fratellanza. Nel 1961 l'esperimento si doveva ripetere, ma l'UISP nazionale incontra vari problemi. L'evento non si può più svolgere a Roma, così si cerca un'altra sede che viene individuata, tramite una delicata “operazione diplomatica” condotta dai delegati dell'UISP Atletica Siena, proprio nella città del Palio.
Il 22 ottobre 1961 il “Meeting dell'Amicizia” si sposta definitivamente a Siena, dove rimarrà in un continuo crescendo d'interesse e di successo fino al 1979.
Il Meeting - abbreviazione con cui tutti ricordano il Meeting dell'Amicizia - s'impone all'attenzione del mondo. La Rai è sempre presente con la diretta televisiva; la città è totalmente coinvolta, contrade comprese; il pubblico risponde affollando le scarpate dello stadio, e i grandi nomi dell'atletica arrivano fin dalla prima edizione al Rastrello, come il già citato Livio Berruti e la grande altista rumena Iolanda Balas.
Il Meeting diviene inoltre un importante punto di contatto tra il mondo occidentale e quello dell'europa orientale filo-sovietica. Gli atleti della Germania democratica (DDR) non ancora riconosciuta a livello politico internazionale, vengono per la prima volta a gareggiare sul suolo italiano proprio a Siena, creando non pochi problemi agli organizzatori nei rapporti con la prefettura, che obbliga a non esporre la bandiera di questo paese.
I problemi politici e burocratici furono una costante nell'organizzazione del Meeting, boicottato dagli atleti dei gruppi sportivi militari cui il Ministero della Difesa aveva imposto di non partecipare a incontri in cui fossero presenti atleti dell'Est; poi dalla parte della FIDAL legata a Primo Nebiolo, che organizzava altri eventi e raduni federali in concomitanza.
Gli ostacoli e la velocità furono invece il vero piatto forte delle competizioni in tutte le edizioni, facendo addirittura registrare due record mondiali, che hanno consegnato Siena e il suo Meeting per sempre agli annali statistici dell'atletica leggera mondiale: il 22 luglio del 1973 l'afroamericano Rod Milburn eguaglia con 13”1 il record mondiale dei 110hs da lui siglato pochi giorni prima a Zurigo; mentre nel 1975 l'altro statunitense Steve Williams, di fronte a quasi 10.000 persone, vince i 100m in 9”9, eguagliando il record mondiale.
Tra i campioni scesi in gara a Siena è bene ricordare il fondista Antonio Ambu, il cubano Figuerola (miglior velocista al mondo tra le Olimpiadi di Tokyo e Città del Messico), il velocista Ottolina, i lanciatori sovietici, l'ostacolista Eddy Ottoz, che era venuto a Siena in barba all'ordine di non partecipare imposto dal gruppo militare di appartenenza. Francesco Arese, e lo statunitense Martin Liquori, protagonisti di epici scontri nel mezzofondo; il grintoso Marcello “March” Fiasconaro; l'agilità del primatista mondiale dell'alto Dwight Stones; il “pallido pugliese” (secondo la definizione de L'Unità) Pietro Mennea; Alberto Juantorena, per tutti “El Caballo”, leggendario vincitore di 400 e 800m a Montreal 1976, ed ancora gli scontri nel mezzofondo con protagonista il kenyano Boit. Fino all'ultima edizione del 7 luglio 1979, il Meeting dell'Amicizia è organizzato dall'UISP Atletica Senese (in primis Renzo Corsi, Carlo Ciccarelli, Foffo Dionisi, Marcello Bindi e Mario Casini), con il supporto generale della Mens Sana, del CUS, della Libertas, del CSI, e delle istituzioni pubbliche.
Come tutte le belle storie, anche il Meeting dell'Amicizia arrivò ad una sua fine (spostandosi poi a Pisa) all'inizio degli anni '80, stritolato dalla ricca concorrenza straniera e interna, e da un mondo in cui la semplice passione non poteva più essere il solo motore organizzativo.


     per tornare alla pagina iniziale del Palio di Siena