IL SANTA MARIA DELLA SCALA



Sebbene le disposizioni relative all'assistenza degli infermi risalgano agli ordinamenti del lontano 1318, i registri di accettazione dei malati dello spedale di Siena consultabili iniziano solo dal 1720, essendo andato perduto il materiale anteriore a questa data, per vicessitudini subìte dall'archivio di Stato di Siena.
Il regolamento che venne emanato nel 1783 mutò la disciplina fino allora esistente nell'organizzazione del Santa Maria della Scala: oltre a nuove norme sulle attività inerenti all'assistenza sanitaria, ne furono introdotte altre che riguardavano l'amministrazione e l'accoglienza degli infermi.
Fra le novità introdotte, c'era quella che riguardava il medico astante di servizio, che doveva visitare gli ammalati quando si presentavano e, dopo un consulto, ordinava all'infermiere il loro ricovero.
Lo "Scrittore degli Infermi" aveva invece il compito di registrare le generalità di coloro che venivano quotidianamente ammessi, specificando il nome dello studente che si trovava in servizio di guardia e annotando il vestiario indossato dalla persona al momento del ricovero, alla quale veniva poi consegnato un indumento uguale per tutti.
Era inoltre previsto che, quando il malato si presentava al "Caporale di Banco" per la segnatura, lo stesso caporale dovesse avvertire il dottore di guardia; dopodichè "l'infermiere maggiore" indirizzava il ricoverato al reparto medico, oppure a quello chirurgico.
Finalmente avvenuta la destinazione, si provvedeva a trascrivere nell'apposito registro, le generalità del paziente e il numero del letto, ma in molti di quelli che ci sono pervenuti stranamente non compariva la malattia.
Con le nuove regole del 1783, furono istituiti i posti di "spogliatoio" degli uomini e "spogliatora" delle donne.
Nel momento in cui i malati venivano ricoverati, era compito degli addetti allo spogliatoio di svestirli e pulirli, dopo che avevano lasciato in deposito le proprie "robe", costituite quasi sempre dai seguenti indumenti: "giubba - camicia - calzoni - corpetto - cappello - calze".
Dopo tutte queste operazioni gli veniva consegnato il vestiario prescritto, consistente in una camicia, una gabbanella ed uno scuffiotto o berretto.
Gli abiti che i ricoverati lasciavano in deposito, contribuiscono oggi a darci un quadro di come fosse l'abbigliamento dell'epoca che, oltre ad essere uguale per tutti, probabilmente non variava neppure a seconda delle stagioni.
Il primo Papei che abbiamo potuto rintracciare fra i degenti è stato Giuseppe, figlio di Gaetano, ricoverato dal 3 al 30 maggio 1783 quando aveva appena venti anni (nacque al podere Santa Mustiola di Torri il 4 settembre 1763) e, in seguito, dal 12 al 19 ottobre 1790, nel letto 32. Morì sempre allo spedale nel letto 51, il 1° settembre 1813 e dal necrologio apprendiamo che abitava vicino alle fonti di S.Carlo (nei pressi dell'attuale via MAssatena), nella cura di Tressa.
Pure tre dei suoi figli morirono al S.Maria della Scala: Assunta il 13 gennaio 1815, Savina il 1° maggio 1815 e Bernardino il 23 gennaio 1816.



I registri di inizio Ottocento, pur tralasciando sempre il tipo di malattia (che ci avrebbe aiutato a conoscere quali erano i punti deboli dal punto di vista fisico dei nostri antenati), si distinguevano invece per fornire in modo preciso le generalità del paziente, specificandone il luogo di provenienza e di residenza.

INGRESSO
NOME
PATRIA
n° LETTO
GIORNO DI PARTENZA
 23 luglio 1814  Papei Pietro del fu Giovanni e della fu Caterina Brizzi, scapolo, di professione zappaterra d'anni 23 nativo di S.Rocco ivi domiciliato
65
2 agosto 1814
 16 maggio 1815  Papei Bernardino di anni 8 nativo di Grotti, domiciliato a S.Carlo in Tressa
43
(non risulta quando fu dimesso)
 7 febbraio 1816  Papei Gaetano del fù Giuseppe scapolo contadino di anni 34 di Barontoli, domiciliato a Tressa
145
1° giugno 1816
 15 ottobre 1816  Papei Begnamino scapolo d'anni 19 manovale di S.Andrea fuori porta S.Marco domicilato a Siena
69
20 ottobre 1816

Nel 1818, a seguito di una nuova regolamentazione ospedaliera furono istituiti i "letti paganti", "letti a mezza paga" e "letti gratuiti". Per l'ammissione ai primi si chiedeva: "malattia curabile, giusta causa e urgente solvibilità"; per i secondi, "malattia curabile e povertà"; per i terzi "malattia curabile e miserabilità". I malati "miserabili" residenti nel comune di Siena avevano la precedenza riguardo a quelli di altri comuni nell'assegnazione dei posti riservati ai letti gratuiti, il cui numero venne determinato a seguito dell'esperienza fatta nel decennio precedente al 1817.
Sfogliando questi repertori, abbiamo così potuto osservare che Agostino, allora trentaquattrenne, fu il primo dei Papei ad aver usufruito di questa spedalità gratuita, dal 16 luglio al 23 agosto 1818.


Il 10 settembre 1832 è Rosa (di Giuseppe e Albina Burroni) che muore nello spedale, poi è la volta di Antonio (di Gaetano e Maddalena Franceschini), il 19 dicembre 1848. Altri ricoveri si riferiscono a Raffaello (di Giovanni e Angiola Angiolini) dal 16 al 25 settembre 1852 e a Pietro (di Giovanni e Caterina Brizzi) dal 25 al 28 agosto 1855 (morirà pochi giorni dopo, il 9 settembre, a S.Rocco a Pilli).
Per trovare la diagnosi, bisognerà attendere i faldoni che riguardano la fine Ottocento - inizio Novecento. Veniamo quindi a conoscenza che :

Alduina (di Bernardino) - stiratrice - dal 24 gennaio al 2 febbraio 1898 per erisipela con febbre acuta1
Augusto (di Giulio) - carbonaio - dall'11 al 27 ottobre 1906 per frattura del radio sinistro.2
Augusto (di Giulio) - fattorino - dal 24 agosto al 20 settembre 1906 per osteo sinovite.3
Augusto (di Giulio) - calzolaio - dal 16 giugno al 17 luglio 1910 per infezione tifica con coliche.
Carolina (di Bernardino) - atta a casa - dal 30 ottobre al 7 settembre 1909 per flemmone del sacco lacrimale sinistro .4
Carolina (di Bernardino) - atta a casa - dal 16 al 17 ottobre 1904 per avvelemento da funghi.
Elisa (di Bernardino) - atta a casa - dal 22 novembre 1911 a dopo il 1° gennaio del 1912 per nevrite del trigemino di destra5
Giulia - (di Giuseppe) dal 14 aprile al 6 luglio 1907 per ittero cronica.6 (Morì il 5 settembre a S.Rocco)
Giulio (di Antonio) - manovale - dal 16 luglio al 1° settembre 1898 per frattura della base del cranio e della clavicola.
Giulio (di Antonio) - dall'8 giugno al 2 luglio 1908 per orchiepididimite specifica tubercolare.7
Giulio (di Antonio) - dall'11 maggio al 16 luglio 1910 per nefrite cronica.8
Giuseppe (di Giulio) - dal 6 luglio al 15 agosto 1911 per tubercolosi.9
Isola (di Bernardino) - dal 16 ottobre al 18 dicembre 1897 per ileo-tifo.10
Luisa (di Beniamino) - dall'8 settembre 1910 al 3 gennaio 1911 per sarcoma rene destro.11
Marianna (di Giuseppe) - dal 17 marzo al 12 maggio 1903 per versamento pleurico.12
Mario (di Giovanni) - oste - dal 9 settembre al 28 ottobre 1907 per pleurute essudativa.13
Mario (di Giovanni) - oste - dal 19 dicembre 1911 a dopo il 1° gennaio 1912 per enterite.14
Massimiliano (di Giovanni) - dal 17 al 20 febbraio 1906 per bronchite acuta.
Massimiliano (di Giovanni) - dal 16 aprile al 5 maggio 1907 per polmonite.
Massimiliano (di Giovanni) - dal 6 settembre al 13 settembre 1909 per broncopolmonite.
Massimiliano (di Giovanni) - dal 3 gennaio al 24 febbraio 1910 per broncoalveolite.15
Narciso (di Raffaello) - dal 31 maggio all'8 giugno 1906 per emottisi.16
Regina (di Giuseppe) - atta a casa - dal 28 dicembre 1897 al 28 febbraio 1898 per bronchite con febbre in puerpera.17


Abbiamo cercato di dare delle semplici spiegazioni ai termini medici. Si osserva, comunque che più o meno la metà delle patologie si riferiva a disturbi di origine tubercolare, una delle principali cause della mortalità umana di quel periodo.

1 Erisipela: infiammazione acuta della pelle e anche delle mucose, caratterizzata da arrossamento: può manifestarsi in seguito a ferite o altre lesioni cutanee, talora di minima entità. Le regioni più spesso colpite un' infiammazione sono il cuoio capelluto, la faccia, gli arti inferiori
2 Radio: Osso lungo situato nella parte esterna del braccio
3 Osteo-sinovite : infiammazione di una membrana che si può estendere ai legamenti, alle cartilagini, alla sostanza ossea sottocartilaginea, trasformandosi in un’artrosinovite. La sintomatologia delle sinoviti è caratterizzata da dolore, gonfiore fluttuante, limitazione o impossibilità di compiere movimenti dell’articolazione interessata.
4 Flemmone: raccolta di pus nel tessuto sottocutaneo o in quello di sostegno degli organi, con tendenza verso la necrosi. Si manifesta con arrossamento, calore, cefalea, perdita dell’appetito, febbre, aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue.
5 Nevrite del Trigemino: disordine neuropatico del nervo trigemino che causa episodi di intenso dolore negli occhi, labbra, naso, cuoio capelluto, fronte, aree cutanee esterne e mucose interne della mascella e della mandibola.
6 Ittero: condizione caratterizzata dalla comparsa di un colorito giallo visibile principalmente sulla pelle e nella parte bianca dell'occhio. Questo colorito è dovuto alla presenza nel sangue di quantità eccessive di bilirubina, un pigmento che si forma come prodotto di scarto del processo di distruzione dei globuli rossi invecchiati. Gran parte della bilirubina passa attraverso il fegato e viene poi veicolata attraverso la bile nell'intestino.
7 Orchiepididimite tubercolare: inizia come epididimite isolata, poi si estende al testicolo, ed è quasi costantemente associata a interessamento delle vie urinarie.
8 Nefrite: infiammazione del rene assai pericolosa che interessa il glomerulo. Può essere causata da un processo autoimmune o da un'infezione. Il principale sintomo è l'emissione di sangue attraverso l'urina.
10 Ileo-tifo: malattia infettiva causata dal batterio Salmonella typhi, diffuso soprattutto nelle zone a clima caldo e in condizioni igienico-sanitarie scadenti
11 Sarcoma: tumore maligno.
12 Versamento pleurico: accumulo di liquido nella pleura, il tessuto che ricopre i polmoni, in eccesso rispetto alle quantità fisiologiche.
13 Pleurite essudativa: accumulo di liquido nella pleura, il tessuto che ricopre i polmoni, che talora si presenta emorragico o purulento.
14 Enterite: malattia infiammatoria dell'intestino tenue, in genere accompagnata da dolori o crampi addominali, febbre, perdita di appetito, nausea e diarrea.
15 Broncoalveolite: infiammazione dei bronchi e degli alveoli polmonari. Oltre alla sintomatologia classica delle bronchiti, l’edema della parte alveolare provoca alterazioni della diffusione dei gas respiratori, con rischio di crisi ipossiche.
16 Emottisi: espulsione con la tosse di sangue rosso vivo proveniente dalle vie respiratorie.
17 Febbre in puerpera: una delle più frequenti complicazioni del puerperio. Le partorienti la contraevano a causa delle scarse condizioni igieniche e il quadro clinico era gravato da una elevata mortalità post partum.


Ma al Santa Maria della non si entrava solo per curarsi, vi si nasceva pure. Pratica poco diffusa fino ad una cinquantina di anni or sono, perché i parti avvenivano sovente nelle abitazioni, vide fra i primi Papei a nascervi, Orlando (di Piero e Elsa Casini) il 7 gennaio 1955.



particolare di una camerata nell'Ottocento