I PAPEI IN PRIGIONE

Oltre ad Agostino e Domenico, vissuti nel '600, pure Beniamino, come abbiamo accennato nel precedente capitolo, nel 1835 ebbe dei problemi con la giustizia per essere andato a caccia privo della necessaria licenza.
Pochi anni più tardi furono invece Giuseppe, Antonio e Giovanni a mettersi nei guai. Il primo, che ricordiamo era ventottenne e figlio del fu Pietro, con "sentenza di 1ª Istanza di Grosseto del 16 Febbraio 1852 condannato in 10 giorni di carcere + £ 50 di multa" per un non precisato delitto.
I 10 giorni li scontò tutti: varcò la soglia del carcere il 9 maggio 1852 la mattina alle 10 e alla stessa ora del 19 maggio ne uscì.
Seguirono quindi Antonio e Giovanni che, per ordine del Pretore, furono rinchiusi dal 2 all'8 agosto 1852, a seguito di una condanna per ingiurie, inflitta loro il 7 maggio di quell'anno.
Pur non trovando una documentazione che ci illustri di come si svolsero i fatti, è plausibile che queste due condanne siano riconducibili al processo che riguardò Giovanni che si svolse in quei giorni.






(Archivio di Stato di Siena, Prefettura 2772, anno 1852)

I guai per Giuseppe non finirono: quatto anni più tardi, venne nuovamente rinchiuso per un'altra lieve condanna a due giorni di carcere, scontati dal 24 al 26 agosto 1856. E pure in questo caso, non ne venne specificato il motivo. (ASS, Prefettura 2775, n.61)