CRONACA DELLA GIOSTRA DEL SARACINO DI AREZZO
18 giugno 2011
Testo di Roberto Parnetti e foto di Andrea Scartoni



   
La carriera di Marco Chierici

   
Chierici con la lancia rotta dopo l'impatto con il buratto

   
La carriera di Daniele Gori

   
Il Rettore Gori e il capitano Agnoleti con la lancia

Si tinge dei colori gialloblù del Quartiere di Porta Santo Spirito la 121ma edizione della Giostra del Saracino – Giostra di San Donato – dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia.
Una Giostra che, ancora una volta, ha regalato grandi emozioni con colpi di scena che testimoniano dell’imprevidibilità della manifestazione che, fino a che non si è corsa l’ultima carriera, può regalare mille sorprese.
Questa edizione è stata caratterizzata da tre centri, una lancia persa ma, soprattutto, una lancia spezzata determinante per far prendere alla lancia d’Oro “tricolore” (trofeo della Giostra) la strada in direzione dei Bastioni sede del Quartiere di Porta Santo Spirito che interrompe il digiuno dopo cinque anni dall’ultima vittoria.
La manifestazione ha avuto il suo inizio con l’ingresso in Piazza dei figuranti salutati dagli applausi dei 5000 presenti (capienza massimo che può avere Piazza Grande) ed è seguita con l’esibizione dell’Ass.ne Sbandieratori, interamente dedicata alla ricorrenza dell’unità nazionale, e l’esecuzione, da parte del Gruppo Musici, dell'Inno di Mameli.
Dopo l’ingresso dei quattro Quartieri e la lettura della disfida, da parte dell’Araldo, alla città d’Arezzo è iniziata la Giostra vera e propria aperta con la prima carriera di Stefano Cherici (Porta Sant’Andrea in sella a Lilly Gray Mac) che ha marcato il massimo punteggio 5 mettendo subito di ricorsa gli avversari.
Secondo giostratore Alessandro Vannozzi (Porta Crucifera in sella a Giusy) che si è fermato sul 4. Giovanni Bracciali (Porta del Foro sull’esordiente Napoleone) ha tentato di marcare il centro ma la punta della sua lancia è finita sul 2.
A chiudere Marco Cherici (Porta S.Spirito in sella all’esordiente Aragon) autore del tiro della serata determinante per la vittoria finale, con la rottura della lancia nell’impatto con il tabellone ed il conseguente raddoppio dei punti marcati da 4 a 8.
Le seconde carriere registravano il centro del cavaliere di Porta Sant’Andrea Enrico Vedovini (in sella a Peter Pan) mentre Carlo Farsetti (Porta Crucifera in sella al secondo cavallo esordiente Enola Gay) si vedeva vanificare il pur minimo 3 perdendo la lancia nello scontro contro il Buratto.
Lo seguiva Enrico Giusti (Porta del Foro in sella a Luna) che marcava un centro.
Si arrivava così all’ultima carriera corsa da Daniele Gori (sul terzo cavallo esordiente F.B. Doc Ojena Remedy) che marcava 3 punti i quali, sommati agli 8 del compagno, portavano il totale dei gialloblù ad 11 che determinavano la vittoria del Quartiere denominato della “Colombina”.
Dopo la consegna della lancia d’Oro il popolo gialloblù, guidato dal Rettore Ezio Gori e dal Capitano Paolo Agnoletti, si recava in cattedrale per il solenne Te Deum di ringraziamento.
Per Santo Spirito è la ventisettima vittoria nella Giostra





     per tornare alla pagina iniziale del Palio di Siena