- PIERO DE' MEDICI DETTO "IL GOTTOSO" -
a cura del dott. Fabrizio Gabrielli



Figlio di Cosimo I, detto "il Vecchio" (Firenze, 1414-1469) (da non confondersi a sua volta con Cosimo I, detto "il Grande"), fu detto "il Gottoso" in quanto affetto, come il padre, da uricemia. Ebbe gusti artistici e praticò il mecenatismo. Fu negli uffici politici già mentre visse il padre; morto questo (1° agosto 1464), ne ereditò la posizione dominante, ma non fu altrettanto abile nell'esercitare il potere. Per la preoccupazione delle finanze familiari richiese i prestiti di lunga data fatti dal padre, inimicandosi così molte persone.


Si formò così un partito antimediceo, ma internamente discorde; taluni, come Luca Pitti, miravano a sostituire la propria alla signoria de' Medici, mentre altri, come il Soderini, avrebbero invece voluto il ristabilimento effettivo del governo popolare. Piero e il suo partito seppero staccare i Pitti dagli altri antimedicei, i quali, compreso il Soderini, si trovarono costretti ad abbandonare la città, furono esclusi dagli incarichi istituzionali ed esiliati (1466). Parecchi fuorusciti si recarono a Venezia per soccorso; e la signorìa veneta, senza scoprirsi apertamente, licenziò il suo condottiero Bartolomeo Colleoni perché entrasse al servizio dei fuorusciti, ai quali dette anche denaro. Costoro assoldarono anche Ercole d'Este e altri condottieri, e nel maggio 1467 entrarono in Romagna, marciando di qui verso Firenze. Fu combattuta a Molinella una battaglia dagli esiti incerti (luglio 1467); nell'aprile del 1468 fu fatta la pace, e Piero rimase fino alla morte (settembre 1469) indisturbato dominatore di Firenze: tutti gli avversari (Capponi, Strozzi, Pitti, Soderini) furono perseguitati, esiliati, mandati al supplizio.

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