- LA PESTE NERA -
Introduzione
a cura del dott. Fabrizio Gabrielli



La peste che colpì l'Europa tra il 1347 e il 1351, diventando per secoli la malattia per antonomasia, rappresentò una delle più grandi catastrofi della storia europea. Le immagini quotidiane della peste nera, che nel nostro continente ebbe il proprio iniziale focolaio a Caffa, città situata in Crimea, nell'autunno del 1346 e che gettò il nostro continente nella più difficile crisi che l'uomo possa ricordare, fanno rabbrividire persino l'osservatore dei nostri giorni.


La peste nera


Uomini, donne e bambini furono portati via all'improvviso, spesso nel giro di poche ore, da una nuova, dolorosa, contagiosa e inguaribile epidemia dopo che, per lo più già alla comparsa dei primi sintomi, erano stati banditi dalla collettività. L'europeo del nostro secolo ha visto queste forme di esclusione, il paradosso della morte in solitudine in mezzo alla morte di massa (fatta eccezione per le macchine della morte dello stalinismo e del nazionalsocialismo) solo in tempo di guerra e nei periodi immediatamente successivi alle guerre, ma mai come conseguenza di una pandemia.

È comunque certo che la peste nera (questa espressione verrà in seguito riferita esclusivamente all'epidemia di peste sviluppatasi intorno alla metà del XIV secolo) cambiò l'Europa del tardo Medioevo almeno quanto le guerre mondiali modificarono il mondo moderno. Mai prima di allora poveri, contadini, viandanti, commercianti, dotti, papi, imperatori e re, nobili e artigiani, clero ed autorità cittadine si sentirono sfidati allo stesso modo e minacciati nella loro stessa esistenza.

- Origine e diffusione -

- Trasmissione dell'infezione e quadro clinico -

- Teorie sulla peste nel tardo medioevo -

- Conclusioni -

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