Due settimane dopo Vecchio, tornato libero, corse il Palio nel Bruco, ma trascorsi due mesi e mezzo, incappò di nuovo nelle maglie della Giustizia. Il 10 febbraio, in occasione della fiera che si teneva fuori Porta Fontebranda, in combutta con Figlio di Caino rubò un maiale a un tal Luigi Benigni di Castiglion Fiorentino. Il piano per commettere il furto fu ben orchestrato. Un complice con un pretesto riuscì a far allontanare il venditore di maiali e l’aiutante che costui aveva messo a custodire il recinto con gli animali si trovò ben presto circondato da un gran numero di persone che gli impedirono di accorgersi che “da mano ignota gli era stato involato un maiale del valore di lire venti circa”. Preso il maiale, i ladri se ne sbarazzarono quasi subito rivendendolo a metà del suo valore effettivo a un ignaro acquirente e attraverso costui fu possibile ricostruire l'andamento dei fatti e portare dinanzi alla Corte i colpevoli.



Caino fu ammirevole come fantino del Palio, ma pessimo educatore dei propri figli. Il 21 agosto 1829 associò a una sua trasgressione il figlio Salvatore, che si era già distinto per il furto di un maiale commesso insieme a Vecchio cinque anni prima. Padre e figlio, insieme ad altri, si permisero di dare sepoltura a due cavalli morti in un modo che non piacque affatto al Capo della Polizia che così scrisse nel suo rapporto giornaliero:
“Si denunziò dalla Polizia il decorso giorno al Tribunale, che Niccolò, e Salvadore, Padre e figlio Chiarini, non che Domenico Minucci, facchini di miserabilissima condizione, come pure Bartolomeo Tassinari, Vincenzio Corbini, e Antonio Arfaioli, detto il frittelaio, prima gli uni, e poi gli altri, trasportassero in Pescaja due cavalli morti, ed averli quivi interrati superficialmente, e non a quella profondità necessaria e sufficiente, ad impedire che i mastini li discuoprano, come suole spesso accadere per divorarne la carne, e da cui n’esala un fetore insofribile, che dilatasi per tutte quelle adiacenze come appunto sentivasi nella giornata d’ieri, non senza pregiudizio dell’umana salute”.



Tratto da FANTINI BRAVA GENTE di E.Giannelli, M.Picciafuochi, A.Ferrini e O.Papei - Betti Editore, Siena 2014


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