Anche Peggio ricevette una contravvenzione dai Vigili Urbani per violazione delle norme sulla circolazione stradale. “La Vedetta Senese” così riporta l’episodio:
“Vieri Giovan Battista detto Peggio, del fu Giuseppe, di anni 52, di Portoferraio, domiciliato a Siena, è imputato di contravvenzione perché il 22 ottobre 1899 in Siena, conducendo un cavallo attaccato ad una carrozza sprovvista dei prescritti fanali accesi. Vieri dice che teneva una candela in mano, ma il vento gliela spense. Il Pretore lo condanna a lire 1 di ammenda. Peggio se ne va dicendo: - Tanto paga lo Zenti ! -”.
Enrico Zenti era il Segretario del Comune di Siena e rimane difficile capire perché avrebbe dovuto pagare l’ammenda al posto di Peggio.
Non era la prima volta che il Vieri aveva a che fare con le Guardie Municipali. L’anno precedente gli era accaduto di ricevere una contravvenzione elevata dai Vigili Rosadoni e Malentacchi perché in Piazza, provando in anticipo un cavallo, aveva urtato rovinosamente contro un barroccio che trasportava la terra da stendere sulla pista. Caddero fantino e cavallo, ma per fortuna né l’uno né l’altro si fecero male. Il Vieri se la cavò con un’ammenda e con la derisione e lo scherno del numeroso pubblico presente a quel divertente spettacolo fuori programma.
A quel tempo Peggio, sebbene avesse già superato la soglia della cinquantina, era ancora un fantino in attività. La sua carriera si era interrotta dopo il Palio di agosto del 1881, quando era stato sanzionato con la squalifica a vita, poi condonata nel 1889, perché, correndo nella Chiocciola, aveva tenuto per le briglie il cavallo della Tartuca, contrada dove peraltro aveva corso il Palio di luglio.
Di sicuro non era un soggetto quieto e disciplinato. Lo storico Alberto Comucci scrisse di lui che “non era certo farina da far ostie”.



Tratto da FANTINI BRAVA GENTE di E.Giannelli, M.Picciafuochi, A.Ferrini e O.Papei - Betti Editore, Siena 2014


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