La sfortunata moglie di Beniamino era Margherita Cappelli, figlia di Vincenzo, fantino che corse dal 1806 al 1809. Da buon padre, il Cappelli l’8 dicembre 1828 intervenne presso il genero in difesa della figlia continuamente percossa e maltrattata, ma Beniamino gli rispose nel modo che ci racconta il Capitano del Bargello di Siena:
“Ieri sera dopo le ore sei, da un tal Bernardino Calvellini dell’età di 32 anni di mestiere calzolaro, coniugato con più figli, e dimorante presso Santa Lucia, fu scagliato due pezzi di mattone a un certo Cappelli, di lui suocero, producendoli due ferite nella testa, che una nel sopracciglio sinistro, profonda un pollice, e l’altra sulla gobba frontale dell’istesso lato, e della medesima profondità, per cui nella seconda vi riscontrò il Chirurgo curante la lesione del periostio e perciò di grave pericolo.
Tali offese le ricevé il Cappelli dal rammentato suo genero, per essersi posto in difesa della propria figlia, che veniva percossa, secondo il solito, senza discrezione dal marito”. Da quello che in seguito si legge negli atti processuali, “l’imputato fù ristretto in Carcere Segreta nella sera del dì 8 Dicembre 1828 e fù rilasciato con precetto penale nel dì 19 dello stesso mese, e dichiarò di non volere essere presente al giudizio della causa che lo riguarda, e di volere essere difeso dall’avvocato dei poveri”.



Tratto da FANTINI BRAVA GENTE di E.Giannelli, M.Picciafuochi, A.Ferrini e O.Papei - Betti Editore, Siena 2014


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