Di un reato contro la fede pubblica fu autore anche Genesio Sampieri detto Il Moro, come si legge in un trafiletto apparso su “Il Libero Cittadino” del 26 gennaio 1888.
“Al tribunale correzionale nei giorni 20 e 21 correnti discutevasi la causa contro Genesio Sampieri, detto il Moro, di anni 37; Genesio che ha avuto la sua fama come fantino, sembra volesse provare se riusciva a far correre dei biglietti di banca falsi, come faceva correre certi cavallucci nel Palio di luglio o di agosto.
Infatti nel 13 ottobre p.m. si recava al prato fuori di Porta Camollia, dove si teneva la fiera di bestiami, e acquistava dal cav. Domenico Malfatti un paio di buoi, dandogli in pagamento un biglietto della Banca Nazionale Toscana di L. 100, due parimente da L. 100 del Banco di Napoli, ed infine sessantacinque biglietti di stato da L. 5.
Fin qui i biglietti avevano corso, ma fu il trotto dell’asino perché si fermarono alla cassa del Monte dei Paschi dove tutti i biglietti, ad eccezione di quello della Banca Toscana, furono sequestrati, perché riconosciuti falsi.
In seguito a ciò il Sampieri veniva arrestato e compariva poi dinanzi al tribunale come imputato di spendimento doloso di carta pubblica di credito contraffatta, scientemente da lui acquistata, senza però il concorso nella contraffazione”.
Genesio fu condannato per lo “spendimento” di monete false, ma non per la loro falsificazione, che forse non era nemmeno alla sua portata. Fra le attività illecite la fabbricazione di monete false, se è allettante per gli ingenti guadagni che possono derivarne, è però, per quanto riusciamo a immaginare, tanto complicata e impegnativa da non essere consigliabile ai dilettanti qual era Genesio che a mala pena sapeva leggere e scrivere.
A Siena c’era tuttavia chi sapeva farlo. Riferisce infatti “La Vedetta Senese” del 9 marzo 1899 che in quei giorni fu scoperta una zecca clandestina in una grotta, situata duecento metri fuori Porta S.Marco, che fabbricava perfette imitazioni delle monete da due lire con l’effigie di Re Umberto. In quella occasione furono arrestati quattro falsari e un negoziante sospettato di essere loro complice, probabilmente incaricato di provvedere allo spaccio.



Tratto da FANTINI BRAVA GENTE di E.Giannelli, M.Picciafuochi, A.Ferrini e O.Papei - Betti Editore, Siena 2014


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