Un altro tumulto di assai minore rilevanza storica, ma indicativo della vita grama a cui era costretta la popolazione, scoppiò a Siena nel 1815.
Mentre Napoleone fuggito dall’Elba tentava in Francia di ricostituire il vecchio Impero e la Toscana era da poco stata restituita al dominio dei Lorena, il 27 maggio scoppiò una rivolta popolare perché si temeva un rialzo ingiustificato del prezzo del grano.
Vi furono tumulti e saccheggi ai depositi del frumento, che videro implicate diverse persone, fra le quali un uomo di “capello nero riccio, di carnagione olivastra, barba nera, sopracciglio chiaro, occhi chiari, naso lungo e largo nelle sue estremità, bocca ben fatta, mento rotondo e viso ovale” che rispondeva al nome di Giuseppe Franci detto Beppe Lordo.
Tutto nacque per un equivoco e per voci infondate che generarono fra i popolani il timore di una speculazione sul prezzo del grano.
Una descrizione sommaria di questi avvenimenti, è contenuta nelle parole pronunciate da un avvocato difensore nel corso del processo celebrato al termine del tumulto.
“È fatto costante che nella mattina precedente a quella del 27 era stata ordinata la requisizione di vetture, e carri per Trasporti Militari a Servizio delle Truppe; che quest’ordine non si era potuto eseguire con tal segretezza, che non fosse pervenuto a notizia dei vetturali, o barrocciaj, che dovevano asportare a Siena i Generi frumentarj nel successivo dì 27 giorno di Mercato solito tenersi a Siena in ciascun Sabato.
Il timore della requisizione allontanò costoro dall’entrare in Siena, talché la Piazza rimase sfornita affatto dei detti generi, questa deficienza gettò agl’occhi di ciascuno, ed una circostanza rese anche più sensibile, e la mancanza, ed il caro prezzo del frumento, poiché un solo sacco di grano si ravvisava in Piazza esposto in vendita da un contadino il quale ricercato del prezzo ne chiese Lire quindici lo staro. Questa eccessiva richiesta eccitò l’universal moromorìo fomentato dall’arrivo nella stessa Piazza d’un tal Lorenzo Pii sopranominato Bussotto reputato incettatore di grano, e che dal volgo si credeva, che principalmente influisse nel rialzamento del valore del detto genere. Per un equivoco non straordinario in simili incontri fù propagato, che il Bussotto avea mandato a bella posta il contadino sunnominato, all’oggetto di stabilire il prezzo nella ridetta somma. Quindi la voce pubblica si elevò contro questo individuo la cui male augurata comparsa dette moto a quelle operazioni, che sono state denunciate alla Giustizia e che formato hanno soggetto del Processo”.
È difficile non vedere un’analogia con la sommossa milanese del 1628 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi in cui rimase coinvolto il povero Renzo. A Siena invece a rimaner coinvolto fu il meno romantico Beppe Lordo, che ventisei anni prima aveva corso un Palio nel Drago.




Tratto da FANTINI BRAVA GENTE di E.Giannelli, M.Picciafuochi, A.Ferrini e O.Papei - Betti Editore, Siena 2014


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