Un altro esempio emblematico di precoce inclinazione al vizio ci è offerto dalla lunga serie di illeciti imputati ad Angelo Casagli negli anni della sua adolescenza. A 18 anni il Casagli subì un processo per una serie di furti che aveva commesso insieme ad altri fra cui il “compagno indivisibile Anacleto Masotti, legnaiolo in Fontebranda, col quale stiede alla casa di correzione”. Numerosi furono i capi d’imputazione.
“Primo: del furto di confetti e vasi di cristallo commesso a scapito di Giulio Tanini Farmaco nel Casato;
Secondo: del furto di quattro agnelli e diverse galline denunziato da Ferdinando Falchi di Berardenga;
Terzo: del furto di tre vomeri di ferro e altro, di cui si lagnò Luigi Quercioli di Monsindoli; Quattro: del furto di limoni sofferto da Giuseppe Rogani di Siena.
Alla data in cui si svolse questo processo i precedenti del Casagli erano già numerosi. Non aveva ancora compiuto quindici anni quando il 7 marzo 1837 “per clamori in tempo di sera fù ingiunto che fosse richiamato e seriamente avvertito a non permettersi di turbare la pubblica quiete con la comminazione dell’arresto e carcere e della reclusione nella Casa Correzionale”.
Nel mese di luglio di quello stesso anno “per contegno indecente in tempo di bagnatura e minacce fù condannato in ore dodici di sequestro presso il Soprastante delle Carceri pubbliche con farsigli sentire che se si permetterà altra volta dal commettere quanto sopra, sarà sottoposto alla carcere ed alle staffilate”.
Il successivo 6 ottobre,“per scarpamento d’uva fù condannato in sette giorni di carcere, con la comminazione commettendo altri furti di essere vincolato da precetti frenativi”. Dal rapporto giornaliero redatto dal Capitano di Polizia il 10 Marzo 1839 si apprende quali fossero le abituali frequentazioni del Casagli. Avendo saputo che “Nella casa della dissoluta fanciulla Crespina Brigantini di Salicotto vi fossero refugiati i giovinastri pregiudicati in materia di furti Luigi Medici e Angiolo Casagli di questa città di recente ritornati dalla casa di correzione di Firenze, inviai tosto colà i miei dependenti, ed avendo in vero rinvenuto il Medici ed il Casagli a colloquio colla Brigantini, dovennero all’arresto ed associazione in carcere pubblica di tutti loro non solo perché la donna teneva il precetto di non ricevere in casa, e non trattare con persone di sesso diverso, ma anche perché il Medici ed il Casagli sono vincolati dall’altro precetto di non praticarsi.
Mentre la Polizia insinuavasi nella dimora della Brigantini, evase per la parte opposta l’altra libertina e pregiudicata fanciulla Penelope Torri di Salicotto, intervenuta anch’essa al rinfresco di vino rosso provveduto a spese dei drudi Medici e Casagli, favoriti e spalleggiati dalla loro lenona Marianna vedova Francioni di Salicotto, alla quale era stata già consegnata una gallina morta e pelata dal Casagli, per quindi mangiarla fra loro in società. Venne reperita del pari la suddetta gallina creduta di viziosa provenienza tantopiù che lo stesso Casagli riteneva in dosso un grimaldello di ferro atto ad aprire qualunque serrame”.
Il Casagli è ricordato assai più spesso nelle cronache giudiziarie che in quelle del Palio. Come fantino non fu mai apprezzato. L’unica carriera alla quale prese parte fu quella Straordinaria del 18 agosto 1841, corsa da 17 Contrade, quando difese i colori del Drago.


Angelo Casagli, che già abbiamo trovato come ladro di galline e reo di incontri con donne di malaffare, non fece mancare al suo repertorio di furfanterie una frode che si presenta a noi come tipico esempio dei capovolgimenti di abitudini e di traguardi che il trascorrere del tempo produce. Fino a pochi anni fa era uso comune a molti giovani addurre pretesti e cercare raccomandazioni in alte sfere per sottrarsi all’obbligo del servizio militare. Ebbene, l’illecito commesso dal Casagli nel 1842 perseguiva l’obiettivo diametralmente opposto, cioè quello di indossare la divisa per assicurarsi tutti i giorni almeno un piatto di minestra.
“Angelo Casagli giovine pregiudicato in materia di furti, dimorante in questa città, conoscendo di non potere essere ammesso al servizio Militare attesa di lui viziosa qualità, si apprese nel perduto Settembre di mentir nome, ed ottenute colla coadiuvazione del Sensale di Cambio anch’esso pregiudicato Angiolo Turini di Siena, le necessarie carte cantanti in testa del suo vivente fratello Agostino Casagli, di poco a lui maggiore, poté con questo essere arruolato alle Reali Bandiere in sgravio del Contingente della Comune di Gajole mediante il premio di cinquantacinque Francesconi”.



Tratto da FANTINI BRAVA GENTE di E.Giannelli, M.Picciafuochi, A.Ferrini e O.Papei - Betti Editore, Siena 2014


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