Il drappellone dipinto da Mireno Ermini


Palio del 16 agosto 1968 dipinto da Mireno Ermini

Non crediamo di andare errati nel definire il Palio della Vittoria, dell’artista concittadino Mireno Ermini una delle migliori opere pittoriche del genere degli ultimi anni.
Lo scultore-pittore che è alla sua terza esperienza (due infatti sono i Palii al suo attivo, il primo della Repubblica vinto dal Drago, il secondo vinto dalla Selva ed era il palio di Papa Chigi riflette nella creazione del serico drappo tutto quello che poi ritroviamo nelle sue opere, siano esse vetrate, siano esse sculture o dipinti.
La personalità di Ermini esplode prepotente in un accavallarsi di colori quanto mai vivi, in fiammate improvvise di rossi, di blu, che si spengono gradualmente in una equilibrata quanto efficente cromia.
Il soggetto obbligato, questa volta il Palio è dedicato alla Vittoria di Vittorio Veneto, che di solito riesce a frenare la fantasia e l’estro creativo degli artisti, non ha impedito ad Ermini di creare un’opera altamente valida sia dal punto di vista costruttivo che pittorico.
I cannoni, le baionette, le cime dei monti, il palazzo di Vittorio Veneto e la Torre di S.Giusto, elementi questi che naturalmente potrebbero costituire la parte statica del dipinto, appesantendolo e dandogli un aspetto strettamente scenografico, sono stati magistralmente aggirati pur costituendo il tema centrale dell’opera, sono passati in seconda linea lasciando il posto a quelli che sono i pregi primi, vale a dire geometriche volute pittoriche con le quali Ermini ha «giocato» la parte centrale, la parte superiore e le basi del Palio, dando così vita ad un’opera ben costruita come esige la struttura zione della pittura moderna.
E’ evidente l’impronta dell’artista pratico di vetrate (quelle oramai finite della Chiesa di S.Agostino di Massa Marittima un’opera colossale); questo non toglie nulla alla validità del Palio anzi lo rende più prezioso.
La Madonna, che nell’alto avvolge con un velo il teatro della lotta, esce delicata su di un rosso fuoco sovrastato da una perfetta tricomia che rappresenta la bandiera italiana.
In primo piano la Vittoria, un perfetto figurativo che pure non disturba affatto la costruzione geometrica del tutto grazie forse al tronetto che fa da perfetto equilibrio alle masse e ai volumi pittorici della parte alta del dipinto.
I colori sono accecanti, in buona intonazione con l’atmosfera di colore che è poi quella del Palio.
Un’esplosione di colori che si aggiungerà quella dei costumi delle contrade e delle bandiere che nel cielo del sedici agosto saluteranno appunto l’anniversario della battaglia di Vittorio Veneto.

Tratto da "Siena Cronache" del 14 agosto 1968. Articolo firmato da Gilberto Madioni


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