- Cronache ottocentesche -


Alcune delle più curiose cronache dei Palii dell'Ottocento. Quelle con il titolo in verde scuro sono state tratte dal libro di Antonio Zazzeroni intitolato: Le carriere nel Campo e le Feste Senesi dal 1650 al 1914; quelle col titolo in rosso dalle "memorie di Palio a cura di Paolo Tertulliano Lombardi"

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15, 16 e 17 agosto 1828

15 agosto. Fu corsa la solita Carriera alla lunga, e riportò il premio la cavalla stornella marcata di numero 4 del nobile signor Giovan Battista Ottieri della Ciaja di Siena raccomandata al nobile signor Angiolo Bargagli. I cavalli erano in numero di 9. La carriera riescì assai garosa. La mossa riescì assai confusa, essendo scappati a credenza(fuor di proposito)due cavalli. Il tutto fu eseguito sotto la direzione dei signori Giovanni Cosatti, e dr.Francesco Bandiera.

16 detto. Fu ripetuta altra Carriera alla lunga col premio al vincitore di lire ottanta fatta correre dalla Contrada della Lupa, e riportò la vittoria il cavallo del signor Francesco Conti di Montrappoli marcato di numero 8. La carriera riuscì bella, ed i cavalli segnati erano in numero di otto.
17 agosto. Vinse il Palio, rimesso in detto giorno per comodo della festa, la Contrada del Leocorno col cavallo bajo di Giovanni Batazzi correndoci Campanino.
Questa Corsa fu onorata dalla presenza dei nostri Sovrani e della Granduchessa vedova arrivati in Siena la mattina del 14 del predetto mese.
Nell'occasione di essa si viddero (sic) sventolare nella Piazza in primo luogo le duplici bandiere delle 17 Contrade, e quindi le comparse di dette diciassette Contrade vestite alla spagnola, ed in seguito preceduto dalla nostra banda un carro denotante la Pubblica Allegrezza posta in mezzo alla Felicità, e alla Abbondanza con dei puttini rappresentanti il Riso, lo Scherzo, ed il Piacere, e più gruppi di genj, uno di essi suonanti varj strumenti, ed altri in atto di intrecciare varie danze, e chiudevano la marcia i dieci atleti sopra i cavalli di rimonta, seguitati dai dieci destrieri destinati al corso.
Fatto che ebbero le dette comparse il giro della Piazza, fu data la mossa, e la carriera riescì alquanto garosa, nella quale furono prime quattro Contrade, cioè Valdimontone, Drago, Oca, e finalmente per più di una intera girata il Leocorno che vinse il Palio.
Il tutto eseguito sotto la direzione degli illustrissimi signori deputati cav. Adriano Gori Savini e dr.Francesco Bandiera.
Sebbene lo spettacolo tutto insieme riuscisse brillante assai, la corsa però fu molto mediocre, poiché, cominciando dalla mossa sotto la direzione dei medesimi Giudici del precedente luglio, questa non fu mossa, ma una scappata, prima che i cavalli si presentassero al canape. Nella prima mossa tutti erano in massa, voltò primo il Montone, ma cadde al Casato, e gl'andò dietro la Lupa.
Entrò prima l'Onda, e prima si mantenne sino all'ultima girata, perché cadde a S.Martino malamente.
Il Leo trapassò, e vinse.
Alla fine della corsa non si vidde, che le dette due Contrade, et in distanza la Tartuca. Altro non si vidde.
L'Onda fece una brutta cascata a S.Martino.
Le Contrade che corsero furono: Lupa = Pantera = Istrice = Drago = Tartuca = Nicchio = Montone = Onda = Leocorno = Oca.

16 agosto 1829

16 agosto. Vinse il Palio la Contrada del Valdimontone correndoci Francesco Santini detto Saragiolo nel cavallo morello del nobile signor Giovan Battista della Ciaja.
La corsa fu garosa, poiché dal canape scappò prima l'Aquila, quale caduta, furono prime in seguito la Giraffa, la Selva, ed il cavallo scosso del Leocorno, quale restato indietro all'ultima girata a S.Martino entrò il primo il Valdimontone, che era stato trattenuto dal fantino del Leocorno nella seconda girata, e vinse il Palio, arrivando seconda la Giraffa, e terza la Selva.
Lo spettacolo fu onorato dalla presenza di sua altezza imperiale e reale il granduca Leopoldo arrivato in Siena la sera del 14 agosto, e trattenutosi fino alla sera del 18.
Nella predetta festa comparvero le raddoppiate bandiere di tutte le 17 Contrade e le comparse delle 10 che correvano cioè Selva, Aquila, Lupa, Civetta, Leo, Torre, Valdimontone, Giraffa, Bruco, e Chiocciola, ed oltre la banda solita comunale comparve per la prima volta una nuova banda di dilettanti coll'uniforme rossa di scarlatto, ed in fine venne un magnifico carro rappresentante l'Etruria riconoscente per il bene che prepara il Sovrano alle nostre Maremme coi nuovi lavori intrapresi, nel qual carro viene espressa nella parte superiore l'Etruria Personificata, e nella parte inferiore i tre principali fiumi della Toscana, Arno, cioè, Arbia, e Ombrone.
Il tutto eseguito sotto la direzione dell'illustrissimi signori cav. Adriano Gori Savini e cav. Celio Perini Brancadori Deputati agli spettacoli.

15 e 16 agosto 1831

15 agosto. Non fu eseguita la solita Carriera alla lunga in detto giorno mediante una continua pioggia, che fu rimesso nel giorno 17, che riportò il premio la cavalla baja dorata inglese marcata di numero 7 del signor Silvestro Gasperini di Firenze raccomandata al nobile signor cav. Francesco Bandini Piccolomini. I cavalli erano in numero di sette. La carriera riescì assai garosa. La mossa parimente bella, e tutto eseguito sotto la direzione degli illustrissimi signori marchese Girolamo Ballati Nerli, e Luigi Romualdi Deputati agli spettacoli.
16 agosto. Vinse il Palio la Contrada della Torre correndoci Carlo Brandani detto Brutto nel cavallo bajo di Giovanni Batazzi.
La carriera fu poco garosa perché, scappata dalla mossa prima la Torre, tale sempre si mantenne, e vi fu solo un poco di contrasto alla prima girata con la Tartuca, che fu subito trattenuta dalla Lupa, e quindi a forza di nerbate fu tenuta sempre indietro, dopo di che entrò secondo il Bruco, e terza la Civetta, che tali si mantennero fino a vincita di Palio, le altre Contrade nulla figurarono.
La predetta corsa fu onorata dalla presenza del regio sovrano Leopoldo II unitamente alle due minori figlie, alla sorella Maria Luisa, ed alla granduchessa, vedova Maria Ferdinanda.
In detta festa oltre le due bande strumentali comparve un carro denotante il Trionfo di Cesare scortato da alcune divinità campestri, qual carro fermatosi sotto il Casino ove erano le predette regie persone, fu cantata dai rustici abitatori della compagnia di detta dea una canzone. Il detto carro era preceduto da dieci compagnie di garzoncelli, e donzelle vestiti con i colori analoghi delle respettive Contrade, che festeggiando danzavano.
Il tutto eseguito sotto la direzione dell'illustrissimi signori Marchese Girolamo Ballati Nerli, e Luigi Romualdi Deputati agli spettacoli.
Le Contrade che corsero furono le seguenti: Chiocciola = Drago = Montone = Leocorno = Torre = Bruco = Civetta = Lupa = Giraffa = Tartuca.

15 e 16 agosto 1832

15 agosto. Fu eseguita la solita Carriera alla lunga che riescì bruttissima, essendo soli tre i cavalli segnati per la detta carriera.
Vincitore fu il cavallo inglese del signor conte Anatole de Demidoff, di gran lunga superiore agli altri due, perché non ostante che cadesse due volte, vinse la bandiera.

16 agosto. Vinse il Palio la Contrada dell'Oca correndoci Francesco Santini detto Il Gobbo nel cavallo morello di Paolo Coppi.
Il Palio fu uno dei più scelerati, che siansi mai veduti per cagione d'una più, che scelleratissima mossa dal famoso, presontuosissimo, ignorantissimo signor Adriano Pieri.
Il voler descrivere tal mossa: si sappia soltanto, che niun fantino era al suo posto. L'Aquila aveva il settimo posto, e si mise in terzo posto a oggetto di tenere la Selva, che tenne anche prima, che sonasse la tromba e recò un gran pregiudizzio a quella disgrazziata Contrada, che sono più di sessanta anni, che non ha vinto Palio, e questa volta era sicura di vincere. Tutto fu maneggiato, perché vincesse il Gobbo, che correva nell'Oca, che, per colmo di birbanteria, si era tutto insaponato, perché, se mai fosse stato preso, non potessero tenerlo, atteso lo scivolo. Il fantino poi, che prese la Selva comprato dall'ocajoli, e dal Gobbo, e la prese al canape contro il regolamento, cioè prima d'arrivare alla Fonte, era l'ajuto del boja di Firenze. Il Montone prese il Nicchio, e caddero ambedue.
L'Oca vinse, tutto però per mezzo d'intrighi.
Il fantino però dell'Aquila fu condannato a otto giorni di carcere ed all'esilio perpetuo dal Vicariato Sanese.

18 agosto 1833

Vinse il Palio la Contrada della Lupa col cavallo morello di Lorenzo Jacopi oste restato scosso per essere caduto alla prima girata a S.Martino il fantino Giovanni Brandani detto Pipistrello unitamente alla Giraffa ed al Leocorno.
Caduta la Lupa entrò primo il Bruco che tale si mantenne fino all'ultima girata nella quale fu passato da due cavalli scossi, della Giraffa, e della Lupa il primo dei quali la (sic) vincita del Palio fu passato dai due cavalli scossi che il secondo vinse il Palio. I cavalli furono assegnati alle Contrade la mattina della festa dell'Assunta ma le prove non furono fatte che al giorno dopo pranzo. Il nerbo ai fantini non fu dato che presso la mossa.
Le Contrade che corsero furono = Istrice, Bruco, Chiocciola, Valdimontone, Giraffa, Leocorno, Lupa, Pantera, Tartuca e Torre.
La detta Festa fu decorata oltre il solito, primieramente vi comparve il carro che portava il Palio ove erano appese le bandiere delle 7 Contrade che non correvano, indi vennero i dieci fantini e cavalli delle dieci Contrade destinate per la corsa, quindi una banda istrumentale seguita dalle duplici bandiere delle 17 Contrade, e poscia ne venivano le comparse delle 10 Contrade che correvano erano vestiti con soliti abiti della Comune forniti di tutto il numero di 102 si vidde (sic) in seguito venire altra banda, e quindi una comparsa di 60 cavalieri vestiti di velluto che precedevano un carro rappresentante l'incontro dell'imperatore d'Austria Federigo III con Eleonora principessa di Portogallo sua sposa seguito in Siena nell'anno 1481 in occasione che si portavano a Roma ad incoronarsi.
La detta corsa fu onorata dalla presenza di sua altezza imperiale e reale Leopoldo II unitamente alla di lui novella sposa Maria Antonia real principessa di Napoli, ed all'arciduchessa Mam lui sorella (sic), che arrivò la prima a Siena la sera del di 13 agosto, mentre i detti reali sposi fecero ingresso solenne in Siena la sera del di 14 scortati da numerose torcie (sic) delle 17 Contrade, e accompagnati da due bande, e da raddoppiate bandiere con più da diversi fanciulletti, alcuni dei quali vestiti da geni, ed altri da giardinieri in n° di 4 per ciascuna Contrada. Nella mattina della festività dell'Assunzione di Maria Vergine si fece il solito servizio di chiesa alla Metropolitana, coll'intervento dei nostri reali personaggi, e di tre vescovi suffraganei, oltre il nostro Arcivescovo, e nel dopo pranzo vi fu la solita Carriera dei barberi, ed altra Corsa di cavalli sciolti, fu data nel giorno 16 dalla Contrada del Valdimontone, e nella sera di detto giorno fu data dagl'Accademici Rozzi una festa di ballo nelle loro stanze. La sera poi del 17 dalla nobil Conversazione del Casino fu data altra festa di ballo, e nel 18 ebbe luogo la Corsa alla tonda sopra descritta.
Il giorno poi del 19 fu la festa data sulla Lizza rappresentante una fiera cinese eseguita come appresso: presso la statua dell'Ercole al principio della Lizza era stato eretto il palco per la regia corte, ed all'intorno del prato della Lizza vi erano i padiglioni delle 17 Contrade, e internamente da una parte vi era un palco per l'estrazione delle 30 doti da conferirsi a sorte dalla Comune, e dall'altra in faccia al precedente altro palco pel gioco della tombola, e due palchetti per le bande istrumentali, e quattro botteghe di mercanzie, e nel luogo detto il Tegame nella parte superiore due botteghe che una per la trattoria e l'altra pel caffè ed accanto a queste altro palchetto per la banda. La detta festa fu aperta dalle 17 Contrade alle ore otto della mattina e durò fino all'aurora del giorno susseguente, nel corso di questa festa furono inalzati (sic) due globi areostatici (sic), vi fu la cuccagna, l'altalena, e furono fatti dei giochi di forza, e nella serata furono incendiate due macchine di fuochi artifiziati, e ciascuna Contrada cenò sotto la sua tenda mentre nel mezzo del prato della Lizza fu dato principio ad un ballo campestre. Le Reali persone si degnarono di venire tre volte a detta festa, nella stessa sera fu data da sua eccellenza il signor governatore Chigi una festa di ballo nel suo palazzo: la Nazione ebraica pur volle festeggiare la presenza in Siena del nostro Sovrano con illuminazione della Asinagoga (sic), nella sera del 20 avendo fatto l'ingresso alla medesima dalla parte di S.Mattino. Finalmente la sera del di 21 vi fu la festa di ballo a corte, e nel di 22 i reali coniugi alle ore quattro pomeridiane lasciarono Siena, essendone precedentemente partita l'arciduchessa Maria Luisa.

2 luglio 1835

Vinse la Pantera col cavallo morello di Lorenzo Iacopi correndoci Campanino. Dalla mossa escì primo il Montone, che a S.Martino fù passato dalla Giraffa, e questa poi fù passata dalla Pantera nella seconda girata, e vinse il palio. La Civetta, la Selva, e l'Aquila si azzuffarono, e caddero subbito nella pianata, e la Lupa nell'ultima girata dopo aver contrastato col Leocorno. Stecco che da niuna Contrada era stato accettato per Fantino, montò nel cavallo scosso della Civetta, e sebbene fosse indietro di una girata, si mise a contrastare colla Pantera, che era prima, e poi cadde; onde fù carcerato, ed inibito di correre in Piazza.


2 luglio 1835

Vinse la Pantera correndovi Campanino nel cavallo morello di Lorenzo Jacopi.
Brutta mossa data dal signor Selvi.
Pessima carriera parte derivata dall'intrighi, e parte per l'ignoranza dei fantini.
Un caso singolare accadde, che uno scartato fantino, montò in tempo di carriera in uno dei cavalli caduti, e si intruppò con quelli che legittimamente correvano. Cagionò delli sconcerti, finalmente andò in S.Martino, e fece una brutta caduta, spintovi dalle molte [nerbate] che ricevette, tanto esso, che l'uomo, e cadendo andò a battere la testa a S.Martino, e fu creduto dovesse morire, ma portato allo Spedale, riacquistò la salute, e dallo Spedale fu condotto alla carcere.
Il detto fantino ebbe per pena quindici giorni di carcere a pane, ed acqua, proibizione di comparire in Siena dal 24 giugno, sino al 28 agosto, indi dalli sbirri condotto fuori del Vicariato.

16 agosto 1836

Vinse il Palio la contrada del Bruco correndoci il Gobbo nel cavallo del Soldatini.
Il Nicchio scappò primo dalla mossa, ma a S.Martino fu passato dalla Selva che essendo stata prima una girata fu arrivata dal Bruco che entrò primo e non fu più passato, e vinse il Palio essendo seconda la Selva, terzo il Nicchio e quarta la Civetta. Il Leocorno cadde al canape, ma fu pronto a rimontare, e corse.
La corsa fu onorata dalla presenza del granduca Leopoldo 2° colla sua consorte, e coll'arciduchessa Maria Luisa arrivati a Siena il di 13 corrente.
Lo spettacolo fu decorato col solito carro delle sette Contrade che non corsero, comparse di tutte 17 le Contrade dieci delle quali che correvano precedevano 7 che non correvano, si sventolavano le duplici bandiere delle 17 Contrade comparsero due bande istrumentali, poi tutti e dieci i tamburi delle Contrade che correvano, e comparvero tutti insieme i dieci fantini a cavallo.
Le Contrade che corsero furono: Oca, Nicchio, Giraffa, Unicorno, Onda, Bruco, Drago, Civetta, Selva, e Chiocciola.
Non essendo stata buona la mossa del Palio alla lunga corso nel giorno antecedente fu il medesimo corso di nuovo la mattina del 16 a mezzogiorno essendo restato vincitore il cavallo topato del signor Raimondo Fomei di Grosseto. La sera del 17 fu una festa di ballo a corte, e la mattina del 18 i Reali Personaggi partirono da Siena.

2 luglio 1837

Vinse il Palio l'Aquila correndovi Campanino nel cavallo di Giovanni Piazzesi.

Non può mai descriversi abbastanza l'iniquità della mossa data dal signor Giovanni Parigini unitamente al signor cancelliere Francesco Bandiera. Basti il dire, che mossa non vi fu, ed i fantini se la presero da per sé, senza aspettare né tromba, né canape, e basti poi il sapersi, che poco mancò che non accadesse un'insurrezzione popolare, e se il Parigini scampò la vita, ciò lo deve all'uffiziali della truppa militare, che lo ricondussero a casa. Termino, e tralascio d'inoltrarmi di parlare dei molti, e gravissimi sconcerti cagionati da detta mossa.
Si parli della corsa.
La corsa riuscì soddisfacentissima, e contrastata, e ne seguì ancora, che l' poté agguantare la superiore a cavallo, ed a fantino, che fu ben tenuto sino a che non caddero uno sopra l'altro, e così l'Aquila vinse il Palio. La Torre fu seconda, terza la Civetta, quarta l'Istrice.

2 luglio 1837

Vinse l'Aquila col cavallo bajo scuro di Giovanni Piazzesi correndoci Campanino. Non essendo stata buona la prima mossa, fù questa nuovamente data, dalla quale escì prima la Lupa, che a S.Martino fù passata dall'Aquila, che non fù più raggiunta. A vincita di palio fù seconda la Civetta. La Selva che aveva buon cavallo per essere escita tardi dalla mossa fù trattenuta dall'Onda. Al Drago fù sostituito per figura altro Cavallo, perchè il suo si era rovinato alle prove. Per il dubbio che fosse stata buona la prima mossa non fù dato il palio all'Aquila che nel giorno seguente. (vedi processo)

16 agosto 1837

Vinse il Bruco col cavallo morello di Giuseppe Carapelli correndoci Saragiolo. Non fù buona la prima mossa, perchè non fù per tempo dato il nerbo a tutti i Fantini; onde quelli che non l'avevano ancora ricevuto, stettero fermi. Erano esciti dalla prima il Montone, il Leocorno, e la Lupa, che cadde a S.Martino, tal che andò alla seconda mossa lo scosso di lei cavallo. Dalla seconda escì prima la Tartuca, che tale si mantenne per più di una girata, dopo la quale fù passata dal Bruco, che vinse il palio. La Tartuca fù seconda. Il cavallo scosso era fra i primi, ma fù trattenuto.

2 luglio 1838

Vinse il Bruco col cavallo bajo castagno di Ermenegildo Barbetti correndoci lo Storto. Dalla mossa escì primo il Nicchio che a S.Martino fù passato dalla Chiocciola, e quindi furono prime alternativamente, ed alla terza girata entrò primo il Bruco, che era terzo, e non fù più raggiunto. Il Nicchio che si avanzava nella terza girata prima di arrivare a S.Martino cadde inciampando nel cavallo scosso della Tartuca il di cui Fantino era stato tenuto appena data la mossa dalla Civetta e poi dalla Pantera, la quale sebbene fosse una girata indietro, gli diede a correre servendo agli altri d'imbarazzo; perciò gli venne proibito di non più correre in Piazza.

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