CAPITOLO II - FAMIGLIE DEL '900

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CORBINI (1942 - Residenti); mezzadri; Castello/Quercegrossa; dalle Volte Alte.
La famiglia dei coloni Corbini fece entratura nel podere del Castello il 3 marzo 1942 proveniente dalla zona delle Volte dove risiedeva da circa trent'anni. Ma la sua più antica storia si svolse altrove, nella Val d'Arbia per quasi tutto l'Ottocento, dove li troviamo nelle parrocchia di S. Ilario all'Isola fin dai primi anni quel secolo, e ancor prima nella zona di Valli, in alcuni poderi di enti religiosi. Andando poi a ritroso nel tempo, li vediamo abitare nelle terre di Vignano, contadini dei Chigi nel Cinque/Seicento. Infatti, le radici più antiche dei Corbini sono rintracciabili nella zona di Vignano, esattamente nel popolo di S. Giorgio a Pompeiano dalla metà del Cinquecento, dove abitano al podere Fabbrica detto anche "Fabro" dei nobili Chigi. Qui, intorno al 1560 nasce Giulio, e dai dati dei battesimi si può dedurne sia figlio di Giovanni e fratello di Pasquino. Nel 1586 circa nasce Giovanni da Giulio, e di lui sappiamo che sposò Margherita e morì 60enne al Fabro nel 1646, che ebbe sei figli tra i quali Giulio, nato il 9 febbraio 1618. Si ha poi il ripetersi del binomio Giulio/Giovanmaria con il battesimo di Giovanni Maria nato nel 1653. A lui fanno compagnia otto fratelli e sorelle e tra essi da ricordare Giovanni Battista i cui figli li ritroveremo contadini in Valli in un podere delle Monache del Santuccio. Quindi, nel 1672, alla Fabbrica, ma in alcuni atti è citato anche il podere Volta sempre dei Chigi, vive Giulio, capoccio vedovo 54enne, con i figli Domenico di 23 anni, Dianora di 20, Giovanni Maria di 19, Giovanni Battista di 12 e Lisabetta di 7. La figlia di Giulio, Dianora, sposa un Borselli nel 1674 così come il fratello Giovanni Maria sposa una Borselli, Francesca, e tra i nove figli conosciuti di quest'ultima coppia si ricordano Giulio, nato il 7 febbraio 1694, Santi, che avrà una sua discendenza, e Ansano, il maggiore, nato intorno al 1680. Sarà proprio questa generazione che porterà la famiglia a trasferirsi in Valli fra il 1715 e il 1720 nel podere detto appunto Valli, di proprietà dei Padri dei Servi, mentre il ramo del già detto Giovanni Battista occuperà il podere delle Monache del Santuccio e suo figlio Camillo sposerà Virginia Testi figlia di Crescenzio, l’antenato dei Testi di Quercegrossa, conosciuta forse attraverso una famiglia Testi che abitava in Valli.

Albero genealogico famiglia Corbini.

Tornando ai Corbini figli di Giovanni Maria, vediamo che il capoccio non sarà il maggiore Ansano, bensì Giulio che, rimasto celibe, sopravvivrà al fratello fino al 1785, quando morirà all'età di 91 anni. Ansano, invece, prenderà in moglie Orsola Bichi e sarà Giuseppe, il primo dei suoi undici figli nato il 4 agosto 1717, a perpetuare la famiglia e succedere come capoccio allo zio Giulio nel podere di Valli. Ansano morirà nel 1759, dato di 86 anni. Degli altri fratelli di Giuseppe si rammentano Giovanni Maria, che morirà in giovane età, un Giovanni Battista 1718-1796, sposato con Rosa al quale sopravvissero due femmine; Francesco (1720-1803), morto 80enne celibe; Bennardino (1725-1808), sposato con Teresa Milanesi e rimasto probabilmente senza eredi; Angelo, morto nel 1811 a 84 anni che deve aver lasciato i fratelli per i parenti del Santuccio; Michelangelo nato il l8 maggio 1731, con alcuni figli. Da una registrazione di un battesimo sembrerebbe che l'arrivo nel popolo di Valli sia stato al podere La Fonte, sempre dei Padri dei Servi, e che dopo qualche anno sia avvenuto lo spostamento al podere Valli. Del capoccio Giuseppe sappiamo che mentre attendeva al podere faceva anche il vetturale, come risulta dallo stato delle anime del 1767. In quell'anno la famiglia conta quindici persone ed è ancora vivente l'anziano zio Giulio, e Giuseppe è già vedovo di Rosa Raveggi, morta l'anno precedente a 44 anni. Il resto della famiglia è composto dai suoi figli, col maggiore Antonio di 21 anni, Giovanni, Pietro, Giacomo e Ansano. Teresa e Martina sono le due figlie. Convivono anche Giovanni Battista, Francesco e Bernardino i già menzionati fratelli di Giuseppe. Nel podere vicino del Santuccio un Michelangelo Corbini vive con la moglie e il nipote Luigi. Fra la fine del Settecento e i primi anni del secolo successivo si registra la scomparsa degli anziani nel podere dei Servi e muoiono Giuseppe di 79 anni nel 1796, Bernardino il 9 ottobre 1802 e Francesco, 82enne, il 18 agosto 1803. Si registrano anche alcuni matrimoni come quello di Caterina di Antonio nel 1792 con Tommaso Sacchi. Successivamente, nel 1805, vediamo che in Valli è presente ancora la famiglia Corbini, ma essendo capoccio il già citato Giacomo, quarto figlio di Giuseppe, possiamo dedurne che la famiglia si è divisa da due/tre anni e Antonio di Giuseppe, avo diretto, nato nel 1746, si è trasferito nella parrocchia di S. Ilario all'Isola. Qui morirà il 18 agosto 1808, cinque mesi dopo la moglie Rosa, lasciando l’unico figlio maschio conosciuto, Giovanni Maria (1770). Egli è sposato con Angiola Rugi ed è padre di Giuseppe, nato nel 1800, e dei successivi Antonio, del 1811, di tre femmine battezzate Assunta nel 1802, 1813,1814, tutte morte infanti, e di Rosa, andata sposa nel 1834. Incerta è la loro residenza iniziale, ma da alcuni documenti possiamo stabilirla nel podere Isolina, e fissare agli anni 1828/30 la successiva divisione della famiglia con Giuseppe e discendenti che rimangono all'Isolina, mentre il cugino Luigi del fu Pietro, al quale si aggiungerà Giacomo, si sposta al vicino podere Salteano. Quindi, per evidenti motivi, seguiremo il cammino dei Corbini dell'Isolina, essendo gli antenati di Lorio.
Luigi
Nel 1832 a Giuseppe e Caterina Corbelli nasce Luigi a cui seguiranno Antonio (1835) e altri tre bambini morti di pochi giorni, per chiudere con Assunta nata nel 1842 e Raffaello, detto Gabbriello, nel 1844, anno della morte della mamma Caterina. Luigi, il capostipite diretto, prenderà in moglie Cristina Fantozzi di Tressa nel 1857 e, dopo la perdita di due bambini, entrambi morti nel 1860, il 2 febbraio 1864 nascerà Giuseppe, l'unico figlio maschio di cui abbiamo notizie, nato dopo la morte del nonno avvenuta due anni prima il 28 gennaio 1862 e dal quale erediterà il nome. Dei suoi gia detti fratelli, Antonio prenderà in moglie Caterina Mencarini, dai quali nascerà Cesare, mentre Raffaello sposerà Giulia Corbelli e avranno numerosa prole. Dello zio Agostino, che risulta capoccio nel 1873, con tre figli, sappiamo che si era sposato nel 1835 con Caterina Minucci e dal suo matrimonio rimangono registrate le morti di cinque bambini, tutti di pochi giorni, tra cui due gemelline di nome Giulia e Annunziata. L'altra sua figlia Assunta la vediamo inscritta dal 1873 nell'elenco delle ragazze povere richiedenti la dote che tradizionalmente l'Ospedale di Firenze concedeva alle fanciulle di quella e di altre parrocchie della Val d'Arbia. Non sarà mai tra le beneficiate, ma si sposerà ugualmente nel 1878. A seguito di tutti questi avvenimenti anagrafici, nel 1883 la famiglia di Luigi Corbini, il nuovo capoccio dopo la morte di Agostino, ha una consistenza di diciassette persone e comprende elementi di tutti i nuclei sopraddetti. Nel 1891 la famiglia è scesa a tredici componenti per la partenza di Girolamo del fu Agostino con moglie e figli. Luigi è il "Capo di casa" e ha 60 anni. Alla moglie Cristina e al il figlio Giuseppe di 27 anni, nato il 2 febbraio 1864, ancora scapolo, fanno compagnia il fratello Antonio e il nipote Cesare, ma la metà dei componenti della famiglia è costituita dal nucleo di Raffaello, detto Gabbriello, con la moglie Giulia e i figli che vanno da Ilario di 18 anni a Paolino di 2, con Annunziata, Ferdinando e Giulio. Tre anni dopo, il 22 luglio 1894, a 50 anni, Raffaello muore: "Morì all'improvviso sebbene in conseguenza di lunga malattia". Intanto, al podere di Salteano, l’altra famiglia Corbini, sotto la guida di Pietro del fu Emilio, ha raggiunto una dimensione numerica di tutto rispetto, vantando ventuno componenti nel 1882. I successivi quindici anni non portano grosse novità in casa Corbini all’Isolina, se non il matrimonio del 4 aprile 1906 di Giuseppe con Italia Ciacci di Giuseppe, di Asciano, nata nel 1884 a Sinalunga, e più giovane di venti anni del marito, e la nascita di Alizzardo il 27 marzo 1907, battezzato in S. Michele a Tressa. A questo lieto evento seguì due anni più tardi l’abbandono della Val d'Arbia, dopo un secolo di residenza, e lo spostamento nella zona delle Volte Alte, al podere Cerreto Terzo, di proprietà Piccolomini. E’ l’anno 1909 e in famiglia vivono tredici persone, con l'anziano Luigi di 75 anni, vedovo, e destinato ben presto a morire. Infatti, Giuseppe chiamerà Luigi il secondo figlio nato il 26 agosto 1911 e battezzato a Cerreto Selva. C’è poi Cesare con la moglie Cesira Nonni e i figli Artemio e Isolina, nata il 7 luglio 1909. C'è Giulia Corbelli, vedova di Gabbriello, con i figli Ferdinando, sposato con Niccolina Giaconi, Paolo e Giovanni. Le vicende successive registrano le premature morti di Isolina e Niccolina e il breve matrimonio di Paolo con Emma Bravi. Nel 1933 il nucleo di Alizzardo si stacca dalla famiglia e tornano al podere di Menichella, situato presso le Volte Basse, della stessa proprietà. Qui, l’8 luglio 1933, dopo il matrimonio di Alizzardo con Bruna Peccianti, celebrato a Casciano di Murlo nel 1930, nasce Lorio, e il 19 dicembre 1939 Seriana. La mamma Bruna era nata a Monticiano l’8 dicembre 1908. Dieci anni trascorreranno i Corbini a Menichella fino a quando, in piena guerra, nel 1942, si trasferiranno al Castello di Quercegrossa. Dei parenti rimasti a Cerreto III, sotto la guida di Ferdinando, si segnala il matrimonio del figlio Raffello con Maria Braccagni e la morte della nonna Giulia Corbelli il 23 ottobre 1942 a 86 anni. Preso possesso del nuovo podere a Quercegrossa, il 10 giugno 1945 vi nasce Margherita, l'ultima figlia di Alizzardo, e il 12 luglio 1946 l’anziano Giuseppe muore a 83 anni. Poi, per un decennio si vivono le vicende del dopoguerra, sotto i Pratellesi, fino a quando nel 1958 due novità cambiano la vita ai Corbini. Infatti, in quell'anno si sposa Lorio con Graziella Taddei di Gino di Gardinina, con matrimonio celebrato a Lornano il 6 ottobre, cui fa seguito, coll'intento di migliorare, il trasferimento a Basciano dove hanno preso un bel podere. Ma due anni dopo Lorio entra nella Cooperativa di Quercegrossa e cessa di fare il contadino. Alizzardo e Luigi non riescono a far fronte al lavoro agricolo e lasciano, ritornando al Castello nel 1962. L'anno successivo, con la vendita della fattoria al Morana, i Corbini chiudono con la mezzadria e divengono salariati per alcuni anni, prima di trasferirsi definitivamente a Quercegrossa nel nuovo appartamento posto nel palazzo di fronte al Leccino Nuovo, dove gli anziani Alizzardo, Bruna e il fratello Luigi, rimasto celibe, passeranno gli ultimi anni della loro vita: Luigi morirà il 15 luglio 1983. Lorio e Graziella avranno dal loro matrimonio due figli, Sergio e Stefano. Le sorelle Seriana, con Gracco Arnecchi, e Margherita, si mariteranno. Lorio continuerà il suo lavoro nella Coop fino alla meritata pensione.




CORTECCI (1899-1900); logaioli; Gallozzole.
Ancora una famiglia di braccianti alle Gallozzole per pochi mesi, anzi giorni, dal 15 dicembre 1899 al 24 febbraio 1900. Giulio Cortecci di 40 anni con la moglie Santa Brachi e una nidiata di figlioli dai tre agli undici anni: Guido, Ersilia, Vittoria, Pasqualina e Angelo.




COSTANZI (1953 - Residenti); mezzadri; Quercegrossa; da Tolena.
"Vennero a Tolena nel podere lasciato dalla famiglia Parigi il 7 marzo 1942". La nota del parroco di S. Leonino relativa alla scheda dei Costanzi, ci dà la data di arrivo di questa famiglia di marchigiani provenienti da Montefiore dell’Aso in provincia di Ascoli Piceno. Un solo nucleo di otto persone composto da Pietro Costanzi, la moglie Chiarina Marconi e sei figli. Pietro, di Luigi e Caterina Castelli, era nato a Carassai il 5 novembre del 1884 e si sposò a Montefiore il 14 ottobre 1920. Lì, nel paese della sposa, prese dimora e vi nacquero a cadenza regolare i suoi sette figli: la maggiore Luisa maritata a Montefiore e successivamente tornata a S. Gimignano, Federigo detto "Ghigo" nel 1925, Casilde (1927), Rosaria (1930), Caterina (1932), Luigina (1934) e Domenico, l’ultimo, avuto nel 1938, pochi anni prima di migrare in Toscana. Un decennio a Tolena e poi, nel 1953, il trasferimento a Quercegrossa nel podere dei Mori, lasciato dai Giannini.
Nel 1945, il 2 febbraio, in un incidente col carro morì Pietro e Chiarina rimase sola con i suoi ragazzi ancora giovani. Ghigo divenne capoccio a vent’anni, ma fu la mamma a tenere i figlioli sotto una ferrea disciplina. Qualche anno più tardi, Rosaria si trasferì a Firenze a servizio e in seguito, dal 1955, nello spazio di quindici anni, tutti i sei figli Costanzi si fecero una propria famiglia e quattro di loro si sposarono nella chiesa di Quercegrossa a partire proprio da Rosaria che si maritò il 5 febbraio 1955 con il 40enne Giovanni Corbelli, e tornò a Siena. Il 21 settembre 1958 saliva all'altare Caterina che si sposò con un giovane di Quercegrossa, Franco Starnini, e lo seguì a Roma dove Franco lavorava come falegname. Anche il capoccio Federico trovò moglie a Quercegrossa e il 14 gennaio 1960, in età di 34 anni, sposò Marina degli Auzzi di Pietralta. Luigina prese marito sposando Spartaco Carletti, anch'esso di Quercegrossa, il 14 ottobre 1962, e, successivamente all'abbandono del podere di Quercegrossa da parte dei Costanzi, Casilde e Nello Provvedi, conosciuto come Stampone, già abitante a Quercegrossa, si unirono in matrimonio. Infine, nel 1968, Domenico sposò Gabriella Bernazzi e tornò in casa della moglie al podere Poggioni. Lasciata Quercegrossa nel 1963, i Costanzi, abbandonata la mezzadria, tornarono in un primo momento alla Ripa e dopo poco tempo a Stomennano dove Federigo svolse mansioni di salariato agricolo. L'anziana madre Chiarina seguì il figlio Federico nell’ulteriore trasferimento a Castelfiorentino, e quì finì i suoi giorni. Di tutti i giovani Costanzi, Luigina è l'unica che non ha mai abbandonato Quercegrossa da quel 1953, mentre Domenico, come abbiamo visto, vi fece ritorno nel 1968 e, dopo aver dimorato anche al Castello, oggi risiede nella sua abitazione di fronte al Leccino Nuovo.

Pietro Costanzi e Chiarina, contadini a Tolena.




CRISTOFANI (1955/58 - 1958/60); mezzadri; Bellavista.
Verso la metà degli anni Cinquanta a Bellavista partono i Vannoni e vengono rimpiazzati dal Cristofani. Erano undici persone e rimasero pochissimo senza lasciare segni del loro passaggio.





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